Rimarranno delusi tutti quelli che si aspettavano una candidatura di Renzi. La tre giorni leopoldina si chiude con un ottimo bilancio, diecimila presenze E molti interventi, tanto che il Sindaco di Firenze leader dei rottamatori, alla domanda se lui possa essere uno dei possibili candidati alla primarie, gigioneggia rispondendo che lui ha deciso di candidare le idee. Le sue e quelle di tutte le persone che si sono stancate dei dinosauri della politica, che sembrano pensare più a mettere daccordo correnti per rimanere seduti sulle proprie poltrone, che ai problemi reali delle persone comuni. Renzi in un’intervista rilasciata ieri a Che tempo che fa, continua dicendo che non è importante chi sale sulla poltrona, l’importante è che abbia l’intelligenza di circondarsi di collaboratori più forti di lui. Non c’è da combattere solo Berlusconi, ma anche quel modo di far politica a suo avviso vecchio e sorpassato, che non chiede conto alla gente di cosa vuole e cosa preferisce. “C’è un problema di rapporto con le vecchie liturgie di partito. E lo dico con il massimo rispetto verso Bersani: il modello per cui ci sono dei dirigenti che danno la linea agli eletti, che poi sono chiamati ad andare dagli elettori a fare volantinaggi per spiegare, andava bene nel ’900″ dice Renzi. Dall’altra parte gli fa eco Bersani mettendolo in guarda da un certo pensiero che andava di moda negli anni 80 e che ha fatto più danni che la grandine. Quello che è certo è che la Leopolda si conferma la più potente macchina mediatica del centrosinistra: 10 mila 267 presenze registrate nei tre giorni (dopo mezzogiorno la Leopolda ha chiuso le porte per massima capienza raggiunta), 330 giornalisti, 12 mila messaggi via web e uno stupefacente dato di contatti streaming (la diretta su Internet): oltre 500 mila. Intanto viene presentato un programma da discutere su internet per tre mesi, da qui a gennaio (il “Wiki-Pd”), 100 idee per cambiare davvero l’Italia, forse. Come si dice in questi casi: ai posteri l’ardua sentenza.
IL BIG BANG DEL PD: ORA SI CANDIDANO LE IDEE
RIFORMA ARTICOLO 18: SI TEME LA VERA RIVOLUZIONE
Arriva l’ombra degli attentati, almeno così pensa il ministro del Welfare Sacconi che dice esplicitamente di non temere per la sua incolumità, ma per l’incolumità di tutti quelli che lavora nell’ombra e cita in un’intervista rilasciata a Sky l’esempio di marco Biagi. Dall’altra parte la Camusso risponde dicendo che per fare certe affermazioni si deve avere delle basi solide di prove, altrimenti non si fa altro che alimentare un clima già denso di tensioni. la verità è che da una parte c’è la ferma convinzione che questa riforma vada fatta, che sia uno dei punti cardini per risollevare quest’Italia devastata dal debito, dall’altra si oppongono le forze, questa volta unite e solidali, dei sindacati, che ritengono inaccettabile la nuova riforma sui licenziamenti. Effettivamente risulta un po’ ostico pensare che una riforma del genere possa aiutare in qualche modo l’Italia ad uscire dalla crisi, visto che parliamo di una manovra che mira a creare più licenziamenti, in un periodo dove il lavoro manca, sembra davvero un controsenso. A volte sembra davvero che qualcuno stia facendo di tutto per girare questa ruota al contrario. Non so se davvero ci si debba preoccupare di possibili attentanti e di un pericoloso ritorno di gruppi rivoluzionari armati, il fatto certo è che la gente è stanca e di questo il governo dovrebbe una volta per tutte prenderne atto.
LA POLITICA DEL BUON ESEMPIO: L’ITALIA IN CRISI E LA RUSSA COMPRA 19 MASERATI “MA SONO PRODOTTI ITALIANI…”.
Non c’è molto da ridere e forse anche poco da spiegare. Ignazio La Russa, il ministro che pesta i piedi ai giornalisti, manda a quel paese il presidente della Camera e spesso insulta pure i suoi avversari, reagisce così all’interrogazione del deputato Pd Emanuele Fiano che chiede conto dell’acquisto (in questo forte momento di crisi) di ben 19 Maserati per il suo decastero:
«Che male c’è? Le Maserati sono italiane e costano meno delle berline tedesche….Anche se io preferisco servirmi di una vecchia e solida Audi perché la Maserati la reputo troppo sportiva». Così il ministro Ignazio La Russa replica al deputato Emanuele Fiano del Pd che ha denunciato lo sperpero di denaro pubblico alla Difesa a causa dell’acquisto di 19 Maserati blindate destinate ai dirigenti del ministero.
Poi il ministro accusa chi se la prende per queste cose di “scarsa intelligenza”:
Per Fiano, che ha presentato un’interrogazione urgente alla Camera, questa scelta «è stata perseguita di fronte agli oltre 2,5 miliardi di tagli subiti in 3 anni dal comparto Difesa». La Russa, però, non ci sta a finire sulla graticola: «La caccia alle streghe contro i presunti sprechi andrebbe fatta con più intelligenza: si tratta di auto italiane acquistate con regolare gara nel 2008-2009 e destinate ai dirigenti per i quali è prevista la tutela. E vale la pena ricordare che già da tempo ho dato disposizione affinché il parco auto non venga rinnovato per almeno tre anni». Fiano, comunque, suggerisce al ministro di rispondere in prima persona alla Camera sull’utilità di far viaggiare i generali in Maserati.
Forse il Ministro non sa che anche le Fiat Panda sono italiane e che così potrebbe anche salvare qualche operaio della Fiat in proncinto di licenziamento. Come si suol dire, la politica dovrebbe dare il buono esempio.
TULPA: IL NUOVO FIL DI FEDERICO ZAMPAGLIONE
Dopo “Shadow”, arriva “Tulpa”, il nuovo horror a firma dei leader dei Tiromancino Federico Zampaglione. Un giallo violentissimo, ispirato alle filosofie buddiste. “Tulpa avrà le tinte di un giallo teso e crudo, molto esplicito, con elementi sovrannaturali, fortemente metropolitani ed erotici. Nulla sarà risparmiato o lasciato fuori campo, grazie agli effetti di Federico Carretti e Leonardo Cruciano. Si tratta del progetto più ambizioso e complesso della mia carriera, da Nero bifamiliare in avanti” così lo descrive il registe, che sembra aver lasciato da parte il mondo della musica per dedicarsi a questa che ormai non è più solo una passione. Tant’è che le musiche del film le ha affidate a suo fratello Francesco. In una intervista rilasciata su Repubblica Federico spiega come nasce la sua passione verso l’horror: ”In genere sono una persona ottimista, con una spiccata passione verso il lato dark della vita, lo ricerco da sempre. Mi piace la notte; amo le luci, le ombre, il velato. Forse un giorno tornerò ad essere un uomo solare. Oggi, solo guardare il volto di mia figlia Linda mi dà speranza. E’ il mio ordine di priorità”. Non vediamo l’ora di vedere questo nuovo lavoro.
RISSE PER UN TELEVISORE: MENO MALE CHE L’ITALIA E’ IN CRISI
E’ bastata la promessa di “sconti fino al 30%” per far impazzire la gente. Ieri, l”apertura di un nuovo store Trony nella capitale, ha catapultato migliaia di persone, tanto da creare un enorme ingorgo sulla tangenziale, paralizzando la parte nord della città per ore. Ottomila persone come impazzite, pronte a tutto pur di accaparrarsi un televisore o un computer, addirittura qualcuno ha avuto la brillante idea di dormire davanti allo store notte dentro ad un sacco a pelo, per essere tra i primi della fila l’indomani. E come in una vera e propria guerra a chi arriva per primo, sono volati schiaffi, spintoni e anche qualche vetrina è andata in frantumi. Insomma alla faccia della crisi qualcuno direbbe, c’è da pensare che gli italiani qualche soldino da spendere ce l’hanno ancora. I prodotti più richiesti sono televisori e iPhone, quest’ultimo richiestissimo dai ragazzi. “In mezz’ora sono andati a ruba tutti i pezzi in offerta – riferiscono dal negozio – e sono i primi a esaurirsi”. Tra gli acquirenti molti giovani stranieri, in particolare cinesi e indiani, che escono con molte buste piene di telefonini e portatili.Insomma una città paralizzata dallo shopping, con scene d’isteria generale fuori dal negozio e per le strade, dove si trovavano altri cittadini che hanno subito le ripercussioni sulla viabilità, stando fermi in coda anche per ore. Il Codacons insieme al presidente Carlo Rienzi hanno deciso di risarcire i cittadini imbottigliati nel traffico con un buono sconto di 100 euro spendibile proprio in quello store. Visto il guadagno della giornata di ieri, quelli di Trony continuano, nonostante tutto, a sfregarsi le mani.
AVETE VOTATO CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA? MA CHI SE NE FREGA. IL GOVERNO MANDA IN SOFFITTA L’ESITO DEL REFERENDUM: “QUEL 7% NON PUO’ ESSERE ABROGATO”.
Siete andati a votare lo scorso giugno per non privatizzare l’acqua? Bene, potevate andare a fare un bel giro in campagna. La notizia è alquanto allarmante: il governo infatti ha deciso che non avrà nessuna conseguenza il voto dei referendum. I due quesiti che hanno ricevuto prima il numero più alto di firme di accompagnamento e poi il consenso quasi unanime degli elettori, sono stati mandati in soffitta con discrezione dalla Commissione per le risorse idriche. L’eliminazione del profitto sulla gestione del sistema idrico integrato – pari al 7% del capitale investito – secondo il presidente del Conviri Roberto Passino è in sostanza qualcosa di virtuale.
In una lettera inviata al Cncu – la consulta delle associazioni dei consumatori – la commissione delle risorse idriche spiega che quella percentuale abrogata dal secondo quesito referendario in realtà contiene “voci di costo, quale gli oneri finanziari e gli interessi passivi”. In sostanza quello che per la legge corrisponde alla “remunerazione del capitale”, ovvero al profitto, per il Conviri è una voce di bilancio che non può essere completamente eliminata. Attuare il referendum, prosegue Passino, avrebbe conseguenze “sulla copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio”. In altre parole il voto espresso lo scorso giugno potrebbe mettere a rischio gli equilibri di bilancio dei gestori dell’acqua. Una bilancia che ora pende dalla parte delle grandi società dei servizi pubblici locali, in grado fino ad oggi di macinare dividendi milionari.
Ma possono cancellare l’esito di un referendum? Il 20 luglio scorso l’esito del referendum è divenuto legge immediatamente applicabile con la firma di Napolitano. Le società che gestiscono gli acquedotti hanno però continuato ad emettere bollette con quella parte della tariffa abrogata dal secondo referendum. In poche parole un atto fuori legge che potrebbe essere contestato. Le autorità dell’ambito hanno rinviato la questione alla Commissione nazionale che ha appunto espresso l’impossibilità di togliere quel 7%.
La quota del 7% nelle bollette pesa in realtà molto di più rispetto alla cifra prevista dalla legge. Mediamente, secondo i primi calcoli effettuati dai comitati per l’acqua, la riduzione delle bollette potrebbe raggiungere anche il venti per cento della tariffa finale. Il riconoscimento della remunerazione del capitale ha portato fino ad oggi ad introiti considerevoli, spesso basati su complessi sistemi contabili. Il principale gestore degli acquedotti italiani per numero di abitanti serviti, la romana Acea, ha accumulato solo nella provincia di Roma una quota che sfiora i 500 milioni di euro, dal primo gennaio 2003 fino ad oggi, solo considerando l’applicazione della percentuale abrogata dal referendum. Una cifra che potrebbe coprire agevolmente gli investimenti richiesti nei prossimi anni per l’intera provincia di Roma.
PUGLIA SOUNDS MECENATE DEL NUOVO ROCK ITALIANO
Hanno deciso che era l’ora di dare voce al nuovo rock italiano. E’ così che Puglia Sounds, il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale, e XL, il mensile di musica di Repubblica, hanno deciso di unire le forze e far uscire una compilation di nuovi gruppi musicali pizzicati qua è là in quella splendida regione che ha visto nascere talenti quali Caparezza, Negramaro, Nicola Conte e molti altri. Tanti giovani talentuosi, emergenti ai più, ma già conosciuti a numerose nicchie, che non riescono ancora a trovare un megafono talmente forte per poter dire la loro. L’intento è quello di porre l’attenzione su artisti non ancora debitamente valorizzati e perché no, magari trovargli un contratto discografico. Questi gli artisti presenti nella compilation: Boom da bash, Insintesi, Steela, Redrum Alone, Serpenti, Vegetable G, La Fame Di Camilla, Fonokit, Io ho sempre voglia, Camillorè, Mama Marjas, U’papun, Puntinespansione, Lola and the Lovers, Fabryka, Lucia Manca, Julaurlo, Girl with the gun. Credetemi non c’è niente da invidiare a quei gruppi che vengono dall’estero, dentro questa compilation si trova il dub, l’elettro, la pizzica, il rock, il pop e il dialetto pugliese. Insomma una vera ventata d’ossigeno nel panorama della musica italiana.
RENZI SFIDA I BRONTOSAURI DELLA POLITICA
“I dinosauri non si sono estinti da soli”, così recita lo slogan del nuovo incontro indetto dal Sindaco di Firenze Matteo Renzi. Big bang invece è il titolo della kermesse, un titolo che dice tanto sugli intenti da discutere. La nuova riunione dei rottamatori avverrà proprio a Firenze dal 28 ottobre a domenica 30. La prima precisazione di renzi è che non è assolutamente intenzionato di creare un nuovo partito, ma che è fermamente convinto che si possa cambiare, anzi migliorare il PD. Tra i primi a parlare, ci sarà il bersaniano sindaco di Siena Franco Ceccuzzi. Confermata la presenza dell’ex sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Chiari i messaggi lanciati da Renzi su cui riflettere per un giusto rinnovamento del suo partito : “Il Pd che sogno vuole vincere perché si è stufato di partecipare”. E ancora: “Il Pd che sogno dovrebbe cambiare. E potrebbe farlo”. Ed è anzitutto un Pd che non vuole brontosauri, dice il Sindaco, che “non crede offensivo chiedere il ricambio perché chi ha causato il problema non può proporsi come soluzione”. Chissà se Renzi sarà il vento di cambiamento per la nuova primavera del PD.


















