Dopo lo stop di ieri, ripartono le ricerche sulla Costa Concordia. I dati registrati dagli strumenti sottomarini hanno consentito di stabilire che allo stato è possibile operare in sicurezza. Intanto il movimento della nave, sempre essere stato stanziato in una “rotazione” di un metro e mezzo verso l’abisso: La Concordia infatti si sarebbe mossa dal letto di roccia su cui era adagiata venerdì sera. Le previsioni meteo non sono delle migliori, si prevede infatti mare grosso e da venerdì vento maestrale con onde di 3-4 metri.
Il livello di preoccupazione per il disastro ambientale aumenta, gli oltre 2300 ton di carburante nel serbatoi ancora non sono stati tolti dall’imbarcazione, e c’è chi, come il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, parla già di un “danno ambientale molto contenuto”.
La preoccupazione è anche per i dispersi, ancora 26 mancano all’appello, e il mal tempo che sta arrivando sull’Isola del Giglio potrebbe non consentire la continua ricerca. Sul sito della prefettura la lista dei dispersi. Intanto si scopre che una turista tedesca, che era inserita nella lista dei dispersi, è sana e sala in Germania. La signora infatti non aveva avvertito le autorità e se ne era tornata in patria.
Per quanto riguarda le indagini, potrebbero essere almeno tre gli indagati: nel mirino dei pm ci sarebbero anche il secondo ufficiale Dimitri Ckristidis e il terzo ufficiale Silvia Coronica, ritrovati entrambi sulla scialuppa da cui è calato il comandante Schettino, l’unico ufficialmente indagato insieme al primo ufficiale di plancia Ciro Ambrosio.
Ma sulla tragedia della Costa Concordia sale un altro giallo: da ieri tutte le tv parlano di una donna come accompagnatrice di Schettino. Ma chi è? La donna è una moldava di 25 anni che non risulta inserita in alcuna lista, ne in quella dei passeggeri ne in quella dell’equipaggio. Era ospite del comandante? E perché non era stata registrata? Lavorava senza contratto? Di lei hanno parlato alcuni testimoni sostenendo che si chiama Domnica e il procuratore Francesco Verusio ha chiesto ai carabinieri di rintracciarla visto che compare anche in una fotografia scattata poco dopo la partenza da Civitavecchia. Bisogna verificare perché fosse a bordo e dove si trovasse al momento dell’impatto, visto che secondo alcuni si era sistemata nel salottino attiguo alla sala comandi. Ha visto o sentito dettagli utili a ricostruire quanto è accaduto? Possibile che sia rimasta lì anche nelle fasi concitate che sono seguite all’impatto con lo scoglio? Che la situazione fosse grave, Schettino lo aveva certamente intuito. Però le decisioni che prende in seguito appaiono inspiegabili e si rafforza il sospetto che non fossero completamente autonome ma concordate con la compagnia. E che anche adesso, nonostante le prese di distanza del presidente e amministratore delegato Pier Luigi Foschi, ci si muova di pari passo, prova ne sia che non risulta cambiata la decisione di «garantire assistenza legale a Schettino» come lo stesso Foschi ha confermato tre giorni fa quando ha denunciato «l’errore umano commesso dal comandante». Del resto venerdì sera c’erano le condizioni per riparare a quello sbaglio, ma i responsabili di Costa non diedero alcuna disposizione immediata di evacuazione che avrebbe consentito di salvare tutti i passeggeri visto che per quasi un’ora la nave è rimasta «in asse» e l’impiego delle imbarcazioni di salvataggio avrebbe scongiurato ogni rischio.
















