E’ stato stimato in undicimila euro l’indennizzo che la Costa Crociere riserverà ai naufraghi della Concordia, oltre ad una media di tremila euro, per persona, come rimborso spese (costo del viaggio). Sarà offerta anche un’assistenza psicologica mirata, a chiunque ne faccia richiesta. Finisce così la tragedia della Nave Concordia, dopo una riunione di 16 ore tra tra la Costa Crociere, assistita da Astoi Confindustria Viaggi e le principali associazioni dei consumatori italiane (Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Ctcu, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori). Un confronto segnato anche da momenti di tensione, e a cui non ha preso parte il Codacons, che lancerà una class action internazionale. “Obiettivo della trattativa, condiviso da tutti i presenti, è stato quello di trovare soluzioni conciliative e transattive che puntino alla migliore soddisfazione dei passeggeri coinvolti nella vicenda di Costa Concordia, evitando le lungaggini e gli aggravi di spese conseguenti all’eventuale instaurazione di un giudizio”, spiega una nota diffusa in mattinata.
L’accordo interessa circa 3000 passeggeri di varie nazionalità, di cui 900 sono italiani. La stima è che l’adesione all’accordo sia dell’85% degli interessati, che riceveranno direttamente dalla Costa la proposta e la modulistica da accettare. Gli altri probabilmente faranno causa e non si accontenteranno della cifra.
Secondo le stime dei consumatori, un nucleo familiare composto da due persone, vedrà riconosciuto un importo forfettario di 22.000 euro, così come un nucleo familiare di due adulti e due bambini arriverà a 44.000 euro. L’intera proposta non riguarda le famiglie delle vittime ed i passeggeri feriti: per questi naufraghi, l’indennizzo sarà superiore e, naturalmente, terrà conto della gravità del danno subito dai singoli.
La Compagnia restituirà, una volta completate le operazioni di recupero della nave, anche tutti i beni presenti nelle casseforti delle cabine. Infine, viene offerta la possibilità di cancellare, senza penali, le crociere prenotate prima del naufragio, su tutte le proprie rotte, entro il 7 febbraio.
Intanto la procura di Genova ha aperto un’inchiesta sulla cosiddetta “pratica di inchino” delle navi da crociera in prossimità dei porti italiani. Nello specifico l’associazione Codacons, a seguito delle notizie stampa circa la consuetudine dell’inchino – “famigerata pratica” la definisce il Codacons – nei nostri mari, chiedeva di verificare le rotte seguite dalle navi da crociera che solcano le acque italiane, il rispetto delle distanze minime dalle coste, e quali interventi abbiano messo in atto le Capitanerie di Porto e le altre autorità competenti in occasione di passaggi sottocosta delle navi.
“Siamo soddisfatti per la decisione della Procura di Genova di aprire una indagine sulla prassi dell’inchino”, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e speriamo che ora la magistratura possa fare chiarezza circa eventuali responsabilità delle autorità marittime che attraverso il sistema AIS possono monitorare la rotta delle imbarcazioni”.






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