18 May 2012

I NATI NEL GIORNO CHE NON C’E': TUTTO INIZIO’ CON GIULIO CESARE.

“Le persone sono disturbate dal nascere in un giorno che non esiste, creato dai politici per completare il calendario. Però, non è così in tutto il mondo, c’è una moltitudine di bisestili orgogliosi di esserlo”, scrive El Mundo, riportando l’esperienza del Club Mondiale dei Bisestili: si chiama José Manuel Ubarrechena l’uomo che lo ha fondato e che lo anima, e ha scritto addirittura una canzone dedicata a tutte le persone nate nei 29 febbraio della storia: “Amico, vorrei essere bisestile tutta la vita, perché quando avrò compiuto cent’anni sarò comunque un bambino”, recita la canzone, e capire il perché è abbastanza facile.

I nati del 29 febbraio, sono venuti al mondo in un giorno che non esiste? El Mundo ricorda di come sia stato Giulio Cesare il primo ad introdurre un giorno ogni quattro anni il 29 di febbraio. Il che coincideva con il sesto giorno prima delle calende di marzo, in modo che quell’anno finiva per avere due giorni sesti prima delle calende, da cui il nome “bi-sestile”. Ma, ricorda El Mundo, lo stratagemma di Giulio Cesare non fu sufficiente: ci pensò Papa Gregorio XIII, quello del calendario, togliendo ben 10 giorni al 1582 così che il 4 ottobre diventò velocemente il 15 di ottobre: anche questa scelta creò qualche curiosità, come quella della morte di Santa Teresa di Gesù, morta il 4 di ottobre e seppellita 10 giorni dopo, il 15 – anche se in realtà erano passate appena poche ore. Come l’Italia, anche la Spagna condivide la tradizione del detto “anno bisesto, anno molesto” per cui l’anno a 366 giorni dovrebbe essere particolarmente malvagio in termini di disgrazie incombenti: considerando che quest’anno è anche il 2012, quello dei maya e della distruzione globale, chissà come andrà a finire.

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TETTO STIPENDI DEI SUPER DIRIGENTI PUBBLICI A QUOTA 294.000 EURO, OGGI SI DOVREBBE VOTARE. FINE DEGLI SPRECHI?

Pomeriggio di alta tensione per il governo, che discutendo sul tetto delle retribuzioni dei super manager pubblici, si è arrestato improvvisamente. La ghigliottina ci sarà, il tetto sembra essere stato fissato a 294.000 euro, ma qualche problema lo sta dando. Il limite sarà varato senza eccezioni: tutti i dirigenti che guadagnano oltre quella cifra, dal capo della Polizia che dichiara oltre 600 mila euro, fino al dirigente Inps che supera il tetto per una manciata di spiccioli, vedranno il loro stipendio tagliato. Ma dove andranno questi soldi? Sicuramente resteranno nelle casse dello stato.

Il governo precisa: “Il tetto si applicherà da subito a tutti ed è onnicomprensivo, dunque impone un taglio di tutti gli stipendi cumulati da un singolo manager che non potrà in alcun caso guadagnare più di 294 mila euro”.

Ma un pò di confusione c’è: ieri pomeriggio, dopo una lunga discussione, i presidenti delle cocommissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera, in accordo con i relatori e altri deputati di tutti gli schieramenti, hanno formulato una bozza di parere sul tetto per i superstipendi che hanno consegnato ai singoli deputati. Questa bozza sarà votata oggi. Ma qualcosa che non va c’è, il testo della bozza, infatti, sembra uscito da un manuale sulla schizofrenia. Da una parte si boccia il tetto e tutto l’impianto giuridico che lo sostiene dicendo che forse è pure incostituzionale ma poi alla fine si dice al governo di andare avanti. Non solo. Nella bozza – peraltro non vincolante per il governo – si rilevano alcune incongruenze fra gli articoli del Dpcm (Decreto presidente del consiglio dei ministri) per cui si chiedono chiarimenti sui presidenti delle Authority (gli stessi che nel frattempo si sono già autoridotti le retribuzioni, ndr). Tetto bocciato, dunque. No. Alla fine al tetto – nonostante tutto – si dice di sì.

Insomma, il tetto ci deve essere, ma non tutti sono d’accordo. Al Senato sembra filare tutto liscio “Approviamo l’operato del governo” e oggi i senatori dovrebbero approvare la bozza dando un parere positivo al tetto. Alla Camera invece, sembra sia stato approvato lo stesso testo, ma con varie modifiche.

La nuova bozza è molto simile a quella che sarà varata dal Senato «e – dicono sia Bressa che Brunetta – sposerà la linea del governo». E si chiederà di intervenire subito, con un emendamento inserito nel decreto sulle Semplificazioni, per introdurre le relative modifiche. «In particolare – spiega ancora Brunetta – chiederemo che si invitino le Regioni e i Comuni a conformarsi alla normativa che riguarda le amministrazioni centrali dello Stato e che il tetto sia esteso a tutte le amministrazioni pubbliche, incluse le Autorità indipendenti e gli enti non economici».

Come andrà a finire? Oggi un’altra puntata.

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EUROPA MULTA L’ITALIA: 102 DISCARICHE IRREGOLARI. PIOVE SUL BAGNATO.

La Commissione Europea ha annunciato l’apertura nei confronti dell’Italia di una procedura d’infrazione per “almeno 102 discariche, di cui tre di rifiuti pericolosi, non conformi alla direttiva europea del 1999″. Nel mirino siti situati in ben 14 Regioni: dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, dall’Abruzzo all’Emilia Romagna, dalla Liguria alla Lombardia e Piemonte fino a Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Sardegna e Umbria. L’Italia e’ stata presa di mira per non essersi conformata all’articolo 14 della direttiva sulla gestione dei rifiuti, secondo cui spetta agli stati membri prendere delle misure per assicurare che discariche esistenti in passato non avrebbero continuato ad operare dopo il 16 luglio 2009, qualora non conformi con la normativa europea. Della serie, piove sul bagnato, oltre al debito che l’Italia ha, anche una bella multa dall’Europa. Ma di chi è colpa? Non certo dell’attuale governo, che in pochi mesi non avrebbe potuto sistemare anche le discariche.

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IMU ALLA CHIESA SI, MA LE SCUOLE NON COMMERCIALI SARANNO ESENTI. LE CEI E’ CONTENTA.

Monti lo aveva detto e si sta preparando a metterlo in atto. L’Ici alla chiesa ci sarà ma precisa alcune cose. ”Per le scuole e’ necessario precisare. Sono esenti dall’Imu quelle che svolgono attività secondo modalità non commerciali”. Mario Monti arriva a sorpresa in commissione industria al Senato e torna sull’introduzione dell’Ici per la Chiesa. Per spiegare che tipo di paletti sono stati messi. “L’Europa e il governo italiano affrontano i problemi a secondo della loro esatta incidenza senza pregiudizi ideologici” continua il presidente del consiglio. Il premier ricorda che “la definizione dettagliata degli aspetti più particolari” legati all’imu sulle scuole della chiesa è “demandata ad un successivo decreto del ministero dell’economia e delle finanze”. Nonostante ciò Monti fissa tre “parametri” come “strettamente necessari” e del tutto “ragionevoli”.

Il servizio dell’attività paritaria scolastica deve essere “assimilabile al pubblico” sotto il profilo dei programmi, dell’accoglienza di alunni disabili e dell’applicazione della contrattazione collettiva del personale. Secondo: il servizio deve essere “aperto a tutti i cittadini alle stesse condizioni”. L’esclusione e la selezione all’ingresso sia relativa al merito e non dovuta da norme “discriminatorie”.

Infine, l’organizzazione della scuola, anche dal punto di vista delle rette, deve essere tale “da preservare senza alcun dubbio la finalità non lucrativa”. Gli “avanzi” dunque non siano un “profitto” ma “sostegno direttamente correlato ed esclusivamente destinato alla gestione dell’attività didattica”.

La Cei si ritiene soddisfatta: “Scuole e oratori sono attività no profit e non ha senso tassare attività che hanno chiara rilevanza pubblica e sociale”.

Nei giorni scorsi infatti il consiglio dei ministri aveva approvato un emendamento al decreto liberalizzazioni per i trattamento fiscale di favore sulle proprietà ecclesiastiche. ”Il maggior gettito sarà destino alla riduzione delle tasse”. L’emendamento prevede che siano sottoposti a tassazione tutti gli immobili all’interno dei quali si svolgano attività commerciali, capovolgendo il meccanismo di esenzione in vigore finora.

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DOLA J CHAPLIN: una prima intervista…

Una vecchia cucina…una chitarra…il tempo si ferma e la voce di un artista mai conosciuto prima riempie il mio pomeriggio di pioggia di città. Resta in ombra nel video, se ne colgono spesso i tratti, ma mai sfacciati. Un nome che lo nasconde poi: DOLA J CHAPLIN. Ecco il video di anteprima con cui presenta alla stampa il suo primo grande disco. Risuona nella vecchia cucina mentre il tempo si ferma ed io sogno un viaggio mai fatto prima.

“NOTHING TO SAY” - Video di Anteprima on YouTube
Ecco la mia intervista…
Cantautore o Esteta? Quale ha senso e quale no?
Esteta può avere senso: per me quando divento la mia musica, per te quando diventi la tua intervista.
Cantautore, secondo me, ha senso nel suo significato letterale: scrivo e canto le mie canzoni. Però è una parola che non mi piace. Come anche ‘tagliere’, ad esempio.

Nel viaggio di ognuno quanto conta la forma delle cose e quanto la loro immagine?
Non so per ognuno quanto possano contare. Per me sono fondamentali e infinitamente mutevoli perché io che sto sono diverso a ogni sguardo. Per fissarle il pittore usa la tela e i colori… io sono daltonico, allora uso il suono. La canzone dà forma a un sentimento di cui è l’immagine.

Nothing To Say. Ad ascoltarla mi pare di guardare il “paesaggio” che si fa mostra nel video. Ma a chiudere gli occhi ne vedo altri mille. Ognuno forse avrà il suo. Tu quale preferisci che sia?
Uno qualunque dei tuoi mille.

Preferisci descriverti come singer sognwriters piuttosto che “cantautore”. Che differenza c’è secondo te?
In realtà preferisco brunchsinger: prima suonavo nelle pause pranzo, poi ho suonato per strada per comprarmi da mangiare. Mi piace pensare che la musica sfama e lascia affamati.

Ad Aprile arriva il tuo disco. Cosa ti aspetti che sia?
Mi aspetto che sia soltanto l’inizio. C’è molto da lavorare.

Quando e come dipingi le parole delle tue canzoni? Di getto o ragionate? E la tua chitarra, le accompagna spontaneamente o riflette anche lei?
Spesso capita che la canzone si scrive da sola, giocherellando con la chitarra. Cerco sempre di lavorare sulle melodie, che mi rimandano a un luogo, quindi a delle immagini e a delle parole.

Dola J Chaplin. Un nome per nascondersi? Per non essere quel che si è? Troppo timido o troppo complessa la tua anima?
Dola J. Chaplin è un luogo per nascondersi, per essere più spontaneamente quel che si è, anche se difficilmente ci si riesce. È una maschera che ha la forma della mia faccia.

Il video di NOTHING TO SAY è emozionante…perchè quella vecchia cucina? Pioveva per caso?
Grazie. La vecchia cucina per la storia del brunchsinger…
Sì, pioveva per caso…. Magari porta fortuna!
Comunque di Nothing To Say esiste anche una versione registrata d’estate in mezzo ai grilli.

 

Aspettando il disco “To The Tremendous Road” in uscita ad Aprile per la VOLUME! Records…ascolto…DOLA J CHAPLIN

“NOTHING TO SAY” – Video di Anteprima on YouTube

Alessandro Riva

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CANNABIS: LA CASSAZIONE HA DECISO CHE LA VENDITA SUL WEB DEI SEMI DI CANNABIS NON COSTITUISCE REATO.

Per tutti coloro che sfidano il clima e usano le proprie vacanze per andare ad Amsterdam a “fumare” in pace, arriva una lieta notizia. Comprare sul web semi di cannabis, non costituirà più reato, almeno che non ci siano anche “indicazioni” al fine di ricavare dalla sostanza naturale, quella stupefacente.

A stabilire ciò è la Corte di Cassazione, che attraverso una sentenza di qualche giorno fa, ha cambiato le sorti della vendita di cannabis.

Nel caso concreto che ha portato all’emanazione di tale sentenza, vi erano due 35enne che vendevano, sul loro sito, i più svariati tipi di semi di cannabis, con allegati consigli volti a indicare esclusivamente le modalità di coltivazione della pianta.

Invece, nel caso di cocaina, eroina, oppio e di tutte quelle sostanze espressamente contenute all’interno degli elenchi previsti dalla legge, già la detenzione, in sè considerata, costituisce reato, in quasi sono già prodotti finiti, quindi sostanze stupefacenti.

Ma per chi le compra? Come stanno le cose?

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PUTIN: SVENTATO ATTENTATO, MANIFESTAZIONI CONTRO IL GOVERNO RUSSO, MOSCA DENUNCIA INGERENZE USA.

E’ stato sventato dai servizi segreti ucraini e russi un attentato a Vladimir Putin, organizzato da un gruppo islamico. E’ la tv di Stato di Mosca a dare la notizia,l’omicidio sarebbe stato compiuto dopo le presidenziali del 4 marzo. Il gruppo di fuoco ceceno avrebbe fatto esplodere una bomba al passaggio del corteo di Putin.
Le indagini risalgono all’inizio di gennaio in Ucraina, quando ad Odessa si verificò
un’esplosione di un’abitazione che uccise un ceceno e ustionò un suo connazionale,
poi arrestato.Il 4 febbraio i servizi segreti avrebbero arrestato 3 ceceni, tra cui il presunto capo gruppo Adam Osmaev.Sia Osmaev che il ceceno arrestato dopo l’esplosione avrebbero confessato, sostenendo di essere arrivati ad Odessa via Turchia con l’ordine del capo dei ribelli Doku Umarov di organizzare alcuni attentati contro le strutture economiche di Putin.

Intanto il premier russo rilancia l’accusa agli Stati Uniti di interferire nelle elezioni e nei processi politici interni di regioni importanti per Mosca, come l’ex Urss. Le relazioni con Washington, scrive in un articolo pubblicato oggi sul Moskovskie Novosti, sono guastate dagli ’’abituali tentativi Usa di fare ’ingegneria politica’, anche nelle regioni che sono tradizionalmente importanti per noi, e nelle campagne elettorali in Russia’’.

Domenica l’opposizione russa è scesa in piazza per manifestare contro il governo,una catena umana bianca.Non vi è stata nessuna autorizzazione da parte del comune, dato che non si trattava di una vera e propria manifestazione politica, ma di ”azione di solidarietà, che non ha organizzatori”,precisa il sito legato all’opposizione.

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OSCAR 2012:VINCE IL FILM MUTO ”THE ARTIST” CON 5 STATUETTE.

 La 84esima edizione degli Academy Awards si è conlusa con una vittoria annunciata  del film  ”The Artist” del regista  Michel Hazanavicius.La pellicola in bianco e nero e su schermo ridotto, ripropone un revival dell’era del muto, vince addirittura 5 statuette, una come miglior regia, che va direttamente al regista Michel Hazanavicius,una come migliore attore protagonista per Jean Dujardin,battendo così Brad Pitt e George Cloney, una per miglior film,miglior colonna sonora e migliori costumi. Era dal 1929 che un film muto non veniva premiato.”The artist” rimane a tutti gli effetti il film dell’anno.Viene premiato il film di Martin Scorsese ”Hugo Cabret” con cinque statuette, per la migliore fotografia,il mixaggio dei suoni,gli effetti speciali e la migliore scenografia.Meryl Streep conquista la terza statuetta della sua carriera.L’attrice è stata premiata per l’interpretazione di Margaret Thacher in ”The Iron Lady”.L’attrice Octavia Spencer, vince il premio come miglior attrice non protagonista, recitato nel film ”The Help”.Invece la statuetta al miglior attore non protagonista va all’ottantaduenne Christopher Plummer, nel film ”Beginners”.Anche Woody Allen con il suo film ”Midnight in Paris” conquista il premio per la migliore sceneggiatura originale.
Tra i film stranieri è stato premiato il film iraniano di Farhadi con ”A separation”.Il cortometraggio italiano ”La luna” di Enrico Casarosa esce sconfitto, lasciando il premio a ”The Fantastic Flying Books of Mr. Morris Lessmore.

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DELIMITATA L’AREA PER LA REALIZZAZIONE DELLA TORINO-LIONE.CADE ATTIVISTA DA UN TRALICCIO

Inizia la realizzazione della Torino-Lione.Al via l’attività di recinzione dell’area individuata come ”di interesse strategico nazionale”.Intanto continuano le proteste,uno dei leader del movimento No Tav si arrampica su un palo dell’alta tensione e rimane folgorato.Gli operai di Lft, la società che realizzerà l’infrastruttura ha iniziato a lavorare alle 8:00, con tanto di forze dell’ordine sotto mandato del Prefetto,che dispone di procedere con urgenza al completamento della delimitazione del perimetro d’interesse dei lavori.Gli attivisti intanto si sono radunati presso la baita Clarea ,luogo simbolo di protesta.Immediato lo sgombero della baita da parte delle
forse dell’ordine, avvenuta in modo pacifico e senza violenze, ma l’esponente No Tav, Luca Abbà, si arrampica su un traliccio, e dopo aver toccato i fili della corrente  cade da un’altezza di dieci metri. Immediato il trasporto in ospedale dell’attivista.
Il prefetto ha interdetto la circolazione di persone e mezzi nell’area di Val Clarea.

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PRIMO VIA LIBERA AL DIVORZIO ABBREVIATO: L’ATTESA RIDOTTA AD 1 ANNO DALLA SEPARAZIONE.

Primo via libera in commissione Giustizia alla Camera al testo sul divorzio breve, che riduce letteralmente i tempi della separazione tra coniugi. Sono stati respinti tutti gli emendamenti (di Lega e Radicali) e quindi resta la proposta che stabilisce che per ottenere il divorzio non si dovranno più aspettare tre anni ma uno, da quando partono le pratiche per la separazione, e due in presenza di figli minori.

Un successo per tutti coloro che dopo un matrimonio andato male, vogliono rifarsi una vita. Un cambiamento anche per quanto riguarda la comunione dei beni: il testo prevede che in caso di comunione dei beni, questa si sciolga, nel momento in cui il magistrato, in sede di udienza, autorizza moglie e marito a vivere separati.

Un nuovo testo per il divorzio era una necessità, vista anche la normativa Comunitaria che consente ai cittadini italiani di ottenere il divorzio all’estero, in un Paese membro dell’unione, con una legge molto più permissiva della nostra.

La Romania è una meta prediletta stante il basso costo dei monoocali e una modesta “invadenza” burocratica. «Si chiama turismo divorzile – chiosa l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Ami, Avvocati matrimonialisti italiani – che sarebbe stato possibile sconfiggere in maniera molto semplice: eliminando del tutto la separazione che attualmente esiste solo in Polonia, Irlanda del Nord, Malta e Italia e che è perfettamente inutile visto che sono nel 2% dei casi chi si separa poi non divorzia. Così abbreviando anche un iter giudiziale che può arrivare anche a 15 anni con costi notevoli per i singoli e il sistema giudiziario».

 

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