“Le persone sono disturbate dal nascere in un giorno che non esiste, creato dai politici per completare il calendario. Però, non è così in tutto il mondo, c’è una moltitudine di bisestili orgogliosi di esserlo”, scrive El Mundo, riportando l’esperienza del Club Mondiale dei Bisestili: si chiama José Manuel Ubarrechena l’uomo che lo ha fondato e che lo anima, e ha scritto addirittura una canzone dedicata a tutte le persone nate nei 29 febbraio della storia: “Amico, vorrei essere bisestile tutta la vita, perché quando avrò compiuto cent’anni sarò comunque un bambino”, recita la canzone, e capire il perché è abbastanza facile.
I nati del 29 febbraio, sono venuti al mondo in un giorno che non esiste? El Mundo ricorda di come sia stato Giulio Cesare il primo ad introdurre un giorno ogni quattro anni il 29 di febbraio. Il che coincideva con il sesto giorno prima delle calende di marzo, in modo che quell’anno finiva per avere due giorni sesti prima delle calende, da cui il nome “bi-sestile”. Ma, ricorda El Mundo, lo stratagemma di Giulio Cesare non fu sufficiente: ci pensò Papa Gregorio XIII, quello del calendario, togliendo ben 10 giorni al 1582 così che il 4 ottobre diventò velocemente il 15 di ottobre: anche questa scelta creò qualche curiosità, come quella della morte di Santa Teresa di Gesù, morta il 4 di ottobre e seppellita 10 giorni dopo, il 15 – anche se in realtà erano passate appena poche ore. Come l’Italia, anche la Spagna condivide la tradizione del detto “anno bisesto, anno molesto” per cui l’anno a 366 giorni dovrebbe essere particolarmente malvagio in termini di disgrazie incombenti: considerando che quest’anno è anche il 2012, quello dei maya e della distruzione globale, chissà come andrà a finire.

























