18 May 2012

INTERNET TELEVISION TIME.

Da diversi mesi si sente in giro un gran fermento sull’integrazione tra il media per eccellenza (la televisione) e quelli nuovi (Internet).

Tra i Big del settore, molto produttori di TV si stanno adoperando a far uscire nuovi modelli di televisori provvisti della scheda di rete, molti player nuovi stanno progettando apparecchi per connettere i vecchi apparecchi al nuovo mondo, ma negli ultimi mesi sono scesi in campo anche i due colossi che più di chiunque altro stanno guidando l’ultima ondata innovativa: Google a Apple.

Ieri Google ha aperto ufficialmente la pagina dedicata a Google TV, che aveva già annunciato diversi mesi fa, dove si puo’ avere un anteprima di quello che vedremo sui nostri televisori, ed è stato annunciato che il primo produttore a lanciare sul mercato il proprio Google TV sarà Sony, mentre il dispositivo che connetterà i vecchi televisori sarà prodotto da Logitech e si chiamerà Revue,  qualcuno parla del lancio ufficiale dei due prodotti il 12 Ottobre.

Anche Apple ha già annunciato la sua nuova Apple TV il 1 Settembre, un prodotto molto diverso dalla precedente versione, ma anche molto diverso anche da quella di Google. Le scelte di Apple sono come sempre molto discusse e discutibili, ma denotano quasi sempre una progettazione che va molto oltre gli aspetti tecnologici. Da questo punto di vista, la caratteristica che colpisce di più è che la Apple TV non ha un hard disk interno: questo denota come sia prevista un integrazione fra i vari oggetti in casa e fuori, in quanto i contenuti che finiscono sul televisore sono inviati come flussi (streaming) da altri dispositivi come computer, oppure acquistati da internet con lo stesso sistema.

La battaglia è appena iniziata sul mercato e, come sempre più spesso capita, non la vincerà chi produce l’oggetto più cool o più funzionale, ma chi riuscirà ad equilibrare un ecosistema integrato tra apperecchi passivi da divano e l’interattività tipica di Internet: i punti chiave saranno ergonomia  e contenuti.

L’ergonomia dovrà consentire nel miglio modo possibile di comandare dal divano un dispositivo che mi consenta di vedere quello che voglio in modo facile e immediato, sia attraverso interfacce ben progettate, sia attraverso telecomandi intelligenti e minimali, facendo anche largo uso di applicazioni per smartphone di controllo remoto.

Le interfacce dovranno equilibrare contenuti gratuiti generati dagli utenti come quelli di Youtube a contenuti più professionali che dovranno poter essere acquistati e visti con estrema facilità sul modello dell’ on-demand di Netflix, passando per le centinuaia di web TV che stanno nascendo ovunque.

Una delle belle novità in questo settore è il continuo affermarsi di una piattaforma che esiste già da diverso tempo, e fornisce molte caratteristiche davvero interessanti: Boxee , che dovrebbe uscire a breve con un accessorio dedicato prodotto da D-Link.

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DA DOVE NASCONO LE IDEE GENIALI?

Il TED è un appuntamento annuale dove nascono idee che producono innovazione, che danno stimoli creativi e che spaziano su un area vastissima, contribuendo di fatto a slegare il termine stesso “innovazione” alla sua componente più evidente: la tecnologia.

Nell’appuntamento di quest’anno, Steven Johnson presenta la sua analisi, che cerca proprio di capire da dove vengono le buone idee: il video è in Inglese, ma sono disponibili i sottotitoli in lingua italiana.

L’analisi inizia dal luogo dove nascono le idee: i Bar sono meglio dell’ufficio, avere molte persone con professioni e idee diverse dalle proprie è meglio che stare in pedanti riunioni a sfoggiare termini forbiti o a dover esporre prolissi progetti.

L’immagine che mostra alla platea in sala del luogo ideale dove possono nascere le buone idee un osteria nella Londra del 1754, ma nella nostra cultura italiana possiamo immaginare l’idea della bottega fiorentina rinascimentale, dove molteplici arti e professioni si potevano ibridare dando luce a idee creative.

Un passaggio molto lucido definisce l’idea, non come un singolo momento, un intuizione fulminea (Eureka), ma come una rete neuronale, una differente visuale di dati raccolti da tempo e latenti. L’esempio è quello di Darwin dove, leggendo oggi i suoi diari si potrebbe tranquillamente evincere la teoria dell’evoluzione diverso tempo prima del suo “momento di Eureka”.

Un bellissimo esempio di idee geniali è quella dell’incubatrice fatta con pezzi di ricambio di un automobile.

Questo progetto unisce la possibilità di ridurre drasticamente la mortalità infantile dei paesi poveri con la necessità di dover gestire la manutenzione di apparecchi complessi negli stessi paesi.

Steven termina il suo intervento descrivendo alcuni particolari della storia di Guier e Weiffenbach, che si iniziano a seguire l’istinto e la passione cercando di intercettando i segnali lanciati dallo Sputnik. Lasciandosi trasportare dal desiderio di conoscere (oggi lo chiameremmo hacking) arrivano a ideare e progettare il sistema che ora sta alla base del GPS, sul quale oggi si basano tutte le tecnologie di localizzazione.

Molto bello anche il video realizzato per divulgare questa ricerca, sia per i contenuti, ma soprattutto per il metodo espositivo, decisamente creativo e molto stimolante, i sottotitoli in italiano non ci sono, ma potete provare la funzione di traduzione automatica di youtube!

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