18 May 2012

OMAGGIO A UGO TOGNAZZI A VENT’ANNI DALLA SUA SCOMPARSA AL FESTIVAL DI ROMA.

Mercoledì 27 ottobre sarà presentato in anteprima il documentario ‘Ritratto di mio padre’ diretto dalla figlia Maria Sole . Non solo, ogni film in concorso sarà preceduto da ‘pillole’ delle sue migliori interpretazioni. L’omaggio a Tognazzi attraverserà tutto il Festival: ogni film in concorso sarà preceduto da ‘pillole’ delle sue migliori interpretazioni. Sempre il 27 ottobre, alle ore 18, presso lo spazio Auditorium Arte, sarà inaugurata la mostra fotografica ‘Mika Ninagawa for International Rome Film Festival’ che la sezione Occhio sul Mondo | Focus, in collaborazione con la Koyama Gallery di Tokyo, dedica all’artista giapponese.

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MASI, IL GRANDE CACCIATORE DI STREGHE

Siamo tornati all’epoca del maccartismo, la caccia alle streghe, anzi agli stregoni della comunicazione va in atto da anni ma mai come ora è diventato pensiero comune del potere. Prima Enzo Biagi e Montanelli poi Santoro, che nonostante mi risulti antipatico come chiunque ostenti ricchezze e intellighenzia forzosa e assoluta merita l’ascolto che ottiene, per arrivare a Fabio Fazio, la Dandini, Benigni, ecco tuttoquesto mi sembra veramente la caccia alle streghe o meglio, etichettare le streghe in base alla licenza di dire il proprio pensiero, è assurdo. Cosa succederà in futuro? anche la musica, il cinema, l’arte in genere dovrà essere filtrata dal pensiero politico predominante? . A porta a porta ieri sera è andata in onda l’ennesima marchetta di Vespa nei confronti dei padroni dell’Italia, con Masi e Gasparri che affermavano infervoriti che tutta la televisione è di sinistra, che tutti i giornali sono di sinistra, che bisogna riequilibrare il sistema, ma come? Anzi, dove ho vissuto negli ultimi 30anni? Mi sono sbagliato nel vedere un Italia la cui conduzione politica, di comunicazione, di intrattenimento è figlia di un unico padrone? Il Giornale, Libero, il Tempo, la Nazione, Il Resto del Carlino. L’opinione. Panorama, il Foglio, RAI 1 e 2, canale 5, italia1, rete 4, la Endemol, la Medusa cinema, sono tutte di sinistra?

Io non sono di sinistra ma tutto questo mi sembra veramente troppo, ho paura che i mie figli non abbiano la possibilità di scegliere, come ho fatto io, perché costretti a seguire un pensiero unico pena l’esclusione, in questi giorni dopo santoro e la Dandini anche il programma di Fazio e Saviano rischia di non andare in onda. Già ieri Fabio Fazio aveva sollevato il polverone: “I programmi o si fanno bene o non si fanno, le vie di mezzo non esistono. Ci siamo messi a lavorare e abbiamo raccontato per filo e per segno all’azienda la trasmissione, nella quale Saviano avrebbe voluto parlare di mafia e politica, di emergenza rifiuti, di carceri, di ricostruzione all’Aquila, di delegittimazione e macchina del fango. Capisco che sono argomenti che fanno paura”. Anche Fazio lamenta la mancata approvazione dei contratti. Eppure Benigni aveva accettato “tutte le condizioni poste dalla RAI. Ma a tre settimane – ribadisce Fazio – praticamente non ha il contratto nessuno. E per di più oggi abbiamo saputo da Raitre che son stati rimandati indietro contratti sui quali erano già stati presi accordi. Ora basta. Senza ospiti il programma non si può fare, c’è un limite oltre il quale non si può andare”.

Le reazioni dei politici – L’ennesima polemica diventa presto un caso politico. L’opposizione fa presto a puntare il dito contro Masi, già bersagliato per la sospensione di Annozero. “Una censura da Oscar”, tuona il portavoce dell’Idv, Leoluca Orlando. “Masi stavolta si è superato. E’ arrivato a boicottare anche il programma di Fabio Fazio e Roberto Saviano che avrebbe dovuto ospitare, fra gli altri, anche il premio Oscar, Roberto Benigni. Chi ha paura di un simbolo della lotta a tute le mafie come Roberto Saviano?”. Orlando invoca l’intervento di Garimberti e Zavoli perché “con Masi l’azienda ha letteralmente toccato il fondo”. L’eurodeputato Luigi de Magistris commenta sul suo profilo Facebook: “C’era una volta il servizio pubblico di informazione, oggi esiste quello della pubblica epurazione”. Per il senatore Pd Vincenzo Vita, componente della commissione di Vigilanza Rai,”delle due l’una: o è censura o è incapacità. In entrambi i casi aumenta a dismisura il dubbio sull’opportunità che lo stesso Masi continui a svolgere la funzione di Direttore generale della Rai”.

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