18 May 2012

DIGITALE TERRESTRE:PRESTO IN PIEMONTE,EMILIA ROMAGNA E LOMBARDIA.SEGUONO VENETO E FRIULI.

Continua la marcia verso il digitale terrestre. Dal 25 ottobre Piemonte, parte dell’Emilia – Romagna e Lombardia vedranno solo la tv con il decoder. Caso a parte Milano che avrà lo switch off il 26 novembre. Se il calendario verrà rispettato, il passaggio interesserà il resto della regione emiliano-romagnola, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia tra il 27 novembre e il 15 dicembre. In Liguria è stato rimandato ai primi sei mesi del 2011 anche per valutare la compatibilità radioelettrica con la vicina Toscana.

Secondo i dati E-res, alla fine di luglio erano 17 milioni e 326 mila le famiglie che avevano almeno un decoder in casa. Circa 300 mila in più rispetto a giugno per una copertura del 70,3%. In media vengono acquistati 1,6 milioni di apparecchi al mese. Il picco è stato a maggio quando è iniziato il passaggio al digitale in tutto il nord Italia (2,75 milioni di pezzi).
Ad agosto 2010, il 47,5% dei telespettatori italiani guardavano la televisione sul decoder. Secondo i dati Auditel ,elaborati dall’Osservatorio dello Studio Frasi, in un anno si è triplicato l’utilizzo della tv digitale terrestre per seguire la programmazione sul piccolo schermo.

Il passaggio definitivo è già avvenuto in Campania, Sardegna, Lazio e Trentino-Alto Adige, Piemonte occidentale e Val d’Aosta. L’Italia dovrebbe essere totalmente coperta entro la fine del 2012.

Lo switch off permetterà di avere molti più canali televisivi. Da Boing per i bambini a Rai Storia e i due Rai Sport per i più grandi. Il presidente dell’AgCOM Corrado Calabrò spera che entro il 2010 il ministero bandisca una gara d’appalto per l’assegnazione dei 5 multiplex che diffonderanno 1 0 2 canali in alta definizione e dai 4 agli 8 in definizione standard. Potranno partecipare all’assegnazione Rai, Mediaset e Sky, che ha ricevuto il via libera dalla commissione europea.

Dal 1° ottobre, i cittadini del Friuli con almeno 65 anni e un reddito inferiore ai 10 mila euro potranno avere un buono di 50 euro per l’acquisto di un decoder.

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NO TAV:MANIFESTAZIONE CONTRO IL SUPERTRENO ”NON CI FARETE FUORI’.

Gli amministratori della Val Susa continuano a non volere il supertreno .
Ieri la marcia di protesta No Tav da Vaie a Sant’Ambrogio, dove hanno partecipato gli amministratori locali, vari comitati, la ”Valle che resiste”, le rappresentanze dei vari paesi e i sindacati come la Fiom, qualche gruppo anarchico, i ”cattolici contro la Tav”.Lo slogn” Bonsignore, europarlamentare del Pdl, è un No Tav”.

Plano , presidente della Comunità Montana,non fa sconti a nessuno: «È quantomeno irragionevole andare a escludere da un dialogo quello che dovrebbe essere l’interlocutore principale». Ha appena saputo che Regione e Provincia chiederanno al governo di escluderlo dal tavolo istituzionale di Palazzo Chigi e di restringere la composizione della delegazione dei sindaci invitati. «Se escludono noi – continua – dovrebbero farlo anche per tutti i Comuni che hanno adottato la stessa delibera. Non riteniamo corretto che a decidere chi deve partecipare siano la Provincia, la Regione e il presidente dell’Osservatorio e non il governo, titolare delle operazioni».

Le reazioni di Pd e Pdl. Giorgio Merlo, parlamentare Pd: «È bene prendere atto che chi crede oggi nello sviluppo, nelle infrastrutture e nel rilancio del nostro sistema economico e produttivo deve procedere a prescindere da chi antepone solo una chiara pregiudiziale ideologica e politica nel dire “no” alla Tav». Sulla stessa linea Morgando e Ghigo. Osvaldo Napoli, Pdl: Manifestazione anacronistica, consiglierei a chi protesta di andare da Avigliana a Susa e vedere lo spettacolo di negozi chiusi, fabbriche dismesse, attività bloccate che costellano la Valle». Tra i No Tav, il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. Che è «totalmente contrario».

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