18 May 2012

PDL, LEGA E CO. MA DOVE ERAVATE VOI QUANDO ERAVATE AL GOVERNO?

A volte i pensieri vengono così, mentre mangi un piatto di pasta con il ragù o mentre sei alla prese con una mela da sbucciare. I telegiornali accompagnano quasi sempre i pasti di una famiglia e se a volte il boccone ti rimane alla gola, un motivo c’è. Ma chi ci ha ridotto in queste condizioni? Un pò di cenni storici non fanno mai male.
Il primo governo Berlusconi si è insediato nel 1994, ma finito molto presto nel 1995. Dopo di questo ci sono stati Dini (1995-1996), Prodi (1996 – 1998), D’Alema (1998-1999), D’Alema (1999-2000) e Amato (2000-2001). Poi è iniziata la vera era Berlusconi: insediato l’11 giugno del 2001, ha avuto un piccolo stop solo dal 2006 al 2008 quando alle elezioni vinse Prodi, un lampo a ciel sereno, terminato troppo presto, dopo del quale, dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 (tre anni, 6 mesi e 8 giorni) Berlusconi l’ha fatta da padrone (parola non fu più giusta).

Oggi, tutti si lamentano di una situazione troppo disastrosa. Un lamento giustificato, se non fosse che nel lamento, chi alza di più la voce, sono loro, quelli che al governo ci sono stati fino a 18 giorni fa. Un’insulto? Una sfida? Che cos’è? Cicchitto, Alfano, Berlusconi, Bossi e tutta la carovana, ma cosa state dicendo?
Oggi le pagine dei giornali riportano queste parole:

Il Pdl rivendica “l’azione del governo Berlusconi che ha fatto le riforme e ha ridotto il rapporto deficit/Pil e ha fatto crescere l’avanzo primario” e boccia la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa. Lo ha detto in aula alla Camera il capogruppo del Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto.

“Questa manovra non ci piace perchè non c’è rigore non c’è crescita e non è per niente federalista”. “Questa manovra non è per chi lavora e produce, ma è una manovra per i burocrati di stato”, incalza Reguzzoni. È una manovra “che non creerà un solo posto di lavoro”, e allora, Monti ne prenda atto e “getti la spugna”. “Eravamo disposti a valutare provvedimenti seri e invece niente di tutto questio, volete solo conservare i privilegi”, sottolinea. Sui “nostri emendamenti dovrete dire di sì o di no e prendere le responsabilità di fronte al paese”.

Forse abbiamo letto male, non sono loro, quelli che sono stati cacciati a calci nel culo da Giorgio Napolitano (eletto a Re dal New York Times) a lamentarsi per le condizioni dell’Italia vero? Non sono loro che criticano una manovra piena di sacrifici per noi italiani quando a quei sacrifici ci hanno portato loro? Ma chi c’è stato al governo per ben dieci anni (esclusa una piccola parentesi con Prodi)? Chi? Io? Forse noi? Forse tu? Chi?
Questo è quello che mi fa rimanere il boccone alla gola, come quel famoso uovo sodo che non andava ne in su e ne in giù. Ecco, quello rimaneva sullo stomaco, questo a me si ferma molto prima. Ma con che coraggio loro parlano? e con che coraggio noi li ascoltiamo? Masochismo? Può essere. Monti non nasconde che agli italiani sono richiesti “dei sacrifici”, ma garantisce che saranno “temporanei” e ricorda che non si poteva fare altrimenti. Il rischio, avverte il premier, “è il baratro”. Appunto, ma questo “baratro” chi l’ha creato? Crisi internazionale? Si, certo, ma non è tutto qui. Alla crisi non hanno risposto tutti allo stesso modo: basta guardare alla sinistra del nostro paese, alla nostra simile Spagna. Zapatero (presidente dal 17 aprile 2004) il 2 aprile 2011 in piena crisi ha annunciato che non si sarebbe ricandidato, il 29 luglio, 3 mesi dopo circa, ha eletto elezioni anticipate. Ha perso, se ne è andato con la testa alta, ha ceduto il passo, ha capito che la sua storia era finita. Anche il nostro l’ha fatto è vero, forse qualche mese dopo, qualche mese troppo tardi e soprattutto sotto invito di Re Giorgio, uomo pacato che però ha dimostrato all’Italia, che c’era.

Italiani informatevi, pensate, capite, osservate, non aprite la bocca solo per dare aria ai denti. Pochi giorni fa era uscita su facebook e altri social network la polemica sulla tassa sui cani. Allarme internazionale: “Monti vuole fare abbandonare i cani”. Tutti abboccavano come pesci affamati in uno stagno, una vergogna gigante come tutta la nostra penisola. Ma come avete fatto? Come siete caduti in questa trappola? Io mi sorprendo dei miei coetanei, dei giovani che dovrebbero dar vita a questo paese, tutti caduti sulla banana di turno posta appena sotto il piede. Ma come avete fatto?

Come ha dichiarato Benigni ieri sera allo show di Fiorello, in momenti di crisi, è l’unione di tutti che riesce a sollevare anche il più peso dei massi, degli ostacoli. Dovremo essere uniti nel sacrificio, nel capire le cose come stanno, nell’informarsi e conoscere ciò che è vero e ciò che è inventato. Di avere bene in mente quale deve essere il nostro percorso senza false tasse sui cani, gatti, uccellini e criceti.

 

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LA NOSTRA ITALIA PERCHE’ VOTA ANCORA BERLUSCONI? I DATI PARLANO DI UN CROLLO DI FIDUCIA A PRO DEL NON VOTO!

Certo la sinistra non brilla di luce propria.

Quando compi la maggiore età e quindi prendi il diritto di voto (e anche forse l’obbligo) ti trovi a dover pensare in fretta e furia a chi votare, spesso si va ad avvalorare la tesi dei nostri genitori, o dei nostri più legati amici. Questo forse perchè il 99% dei giovani non ha una cultura politica: di politica se ne parla a tavola forse nel 50% delle famiglie italiane, con gli amici, almeno che essi non spalleggino un partito o un altro, si parla di amori, di discoteche, di musica, di cinema, ma non di politica. Il primo voto è un pò così, caduto dal cielo, spesso si vota qualcuno per poi pentircene amaratamente poco dopo, o a volte si va comvinti di una qualche idea non nostra.

Dalle ultime elezioni sono passati 3 anni (2008-2011) e la vittoria è andata – come molto spesso è accaduto – al Governo Berlusconi. Oggi si tirano le somme di un governo per tanti catastrofico e per altri indifferente. Il sondaggio Ipr di aprile rivela uno scenario in forte movimento in cui l’esecutivo e i partiti che lo sostengono (anche la Lega) appaiono decisamente sotto pressione soprattutto a causa delle vicende (Libia, gestione dei rifugiati tunisini, giustizia) al centro della battaglia politica nelle ultime settimane. Un Berlusconi in caduta vertiginosa ai minimi storici, così parlano i dati, con un centrosinistra in lievissimo vantaggio (0.5%).

Su 100 intervistati il premier risquoterebbe appena il 31% dei consensi, dunque, meno di un terzo sono “molto o abbastanza” fiduciosi nell’operato del presidente del Consiglio, mentre il 58% esprime “poca o nessuna” fiducia nei suoi confronti e l’11% del campione risulta non avere un’opinione. Il calo, per Berlusconi, è di due punti rispetto al mese scorso, mentre la quota dei “negativi” sale del 3%. 

Ma perchè a tanti italiani piace o piaceva Berlusconi? Bè basta andare al di fuori dell’Italia, anche di poco, per essere sbeffeggiati per il nostro Presidente del Consiglio, alla fine basterebbe guardare appunto negli altri paesi, per capire con che facilità le autorità del governo altrui si dimettono senza dire parola per fatti a loro discapito, o meglio, il popolo o il resto del governo gli fa “fuori” per aver commesso degli errori, anche in passato. E perchè da noi questo non succede? E perchè Berlusconi non ha un “consigliere” che lo aiuta a mantenere alta una moralità e una dignità di uomo di potere ma soprattutto di uomo? I suoi “fans” si dividono in due schieramenti, coloro che adorano Berlusconi da sempre, e potrebbe anche uccidere la figlia, questo non cambierebbe la sostanza, e gli adoranti in malafede, coloro che esaltano il “padrone” perchè dal padrone hanno trovato di che mangiare. E sono coloro che - smascherati pochi giorni fa – partono con pullman armati di bandiere, slogan, striscioni per il “dio” Berlusconi, solo perchè quel “dio” da a loro 100 euro per fare la spesa. E questo è quello che è uscito fuori, pensionati, disoccupati che girano l’Italia a spese di Berlusconi, che ormai elargisce a tutti basta chiedere, per portare a casa qualche centinaia di euro. Ed è questa l’Italia? La nostra Italia? Un’Italia senza moralità, senza dignità, senza occhio oggettivo, in grado di ridicolizzarsi, di attaccarsi alla gonna del Berlusconi di turno per brillare.

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LA X CE L’AVEVA GIA’ MA ORA SIGNIFICA CHIUSURA. X-FACTOR TIRA GIU’ LA SERRANDA: “NON FUNZIONA PIU’”.

Una bella X sul programma. Dopo l’addio prima della Ventura, poi di Morgani e infine di Mara Maionchi arriva lo stop:  Massimo Liofredi, massima autorità della seconda rete Rai, ha le idee abbastanza chiare sul programma: “Non funziona più, siamo orientati a chiuderlo”. Il problema, nelle parole di Liofredi, sarebbero i tagli di budget e la concorrenza spietata che le altre reti riescono ormai a fare al format canoro. Importante l’annuncio della chiusura di Xfactor: “Non credo che lo riproporremo. Il problema principale e’ stato una controprogrammazione estremamente forte. Il prodotto era godibile e il marchio e’ forte pero’ l’azienda deve confrontarsi con dei tagli di budget enormi. Come direttore di rete devo rivisitare le possibilita’ e le opportunita’ del budget di Rai2 cercando soluzioni diverse. Con spazi economici differenti, possiamo trovare formati che ci diano la stessa soddisfazione. Potrei metterci mano io stesso”. E ora caro Facchinetti dove “batterà la musica”? Da tutt’altra parte, come sempre.

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LA SANITA’ ITALIANA E’ SOLO UNA BARZELLETTA. AL PIANO 4 DELL’OSPEDALE NON SANNO COSA C’E’ AL PIANO 3, FORSE UN GRANDE BUCO NERO!

Una mattina ti svegli alle 8.00, devi portare tuo fratello all’ospedale, si è rotto i legamenti del polso poco tempo fa, ed ora è l’ora del tuore. Ti incammini verso Firenze e già ti blocchi in austostrada con il rischio di fare tardi, anzi tardi lo fai. L’appuntamento è per le 10.00 ma alle dieci tu sei ancora in pieno centro a Firenze. Arrivi con mezz’ora di ritardo ma non importa. Cerchi subito l’ambulatorio giusto. Nell’ascensore premi il tasto 4 (Ufficio Tutori), entri e ti si presenta davanti un lungo e stretto corridoio pieno di porte, cerchi invano qualcuno che ti dia una mano ed arriva un signore. “Prego?” “Si, dovre fare un tutore” risponde mio fratello; “Un tutore? mah, aspetti che chiedo”, passano minuti, io guardo mio fratello come se avessi visto un alieno, penso: “facevamo prima a cercarlo da soli”. Il signore esce finalmente da una porta, non ci degna di uno sguardo e rientra in un’altra. Esce di nuovo: “Aspetti eh…” e noi aspettiamo. Una voce in sottofondo: “Ma io non l’ho mai sentito dire”. Spero che non sia riferito all’ambulatorio tutori, quello che noi stiamo cercando, e invece si. L’uomo si gira verso di noi: “Mah, non so che dirlo, l’unica che può saperlo è occupata al telefono…, provi al piano di sotto a chiedere”. Ok, ci avviamo verso l’ascensore di nuovo: “Claudio ma sei sicuro che dovessimo venire qua?” “Ma che sei scema? ci sono già venuto 3 mesi fa per l’altro polso, il reparto è questo” “Come non detto… “. Scendiamo al piano inferiore e magicamente l’ambulatorio per la creazione del tutore si presenta ai nostri occhi. Mio fratello entra nella stanza ed io mi siedo su una delle panchine. Poi penso: “Questa è la sanità italiana, partendo dagli uffici, dalle basi… La civitlà del piano 4 non è a conoscenza che al piano 3 ci sono dottori, infemieri che eseguono tutori e il piano 4 si chiama Ufficio Tutori”. C’è qualcosa che non va. Mi ricordo le parole del signore del piano 4: “noi prendiamo appuntamenti per chi vuole farsi un tutore” Ah e non sai che al piano di sotto i tutori li fanno? Cioè non sai che il sigonore o la signora al quale hai preso un appuntamento, il giorno in cui tu hai dato l’appuntamento, verrà precisamente sotto il tuo ufficio? Roba da non crederci!

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A ME DI CESARE BATTISTI NON ME NE FREGA NIENTE!

E se a me di Cesare Battisti non ne fregasse nulla? Tutta l’Italia ed oltre si infervora per la sua estradizione ma a chi realmente interessa?
Cesare Battista è un ex terrorista italiano ma anche scrittore, fu per la prima volta arrestato nel 1972 per una rapina. Una giovinezza burrascosa che lo porta poi a partecipare alle azioni del gruppo eversivo, responsabile di varie rapine e successivamente per l’omicidio di commercianti e appartenenti alle forze dell’ordine. In Italia viene condannato come responsabile di quattro omicidi: nel 1978 a Udine per l’omicidio di Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria, accusato dai PAC (Proletari Armati per il Comunismo, nei quali militava Battisti) di maltrattamenti ai danni dei detenuti; nel 1979 per l’omicidio di Lino Sabbadin, macellaio di Mestre e per l’uccisione di Pierluigi Torregiani, gioiellere; sempre nel 1979 per l’omicidio di Andrea Campagna, agente della DIGOS.
Nell’anno 1979 Battisti viene arrestato nell’ambito di un’operazione antiterrorismo e detenuto nel carcere di Frosinone. Il 4 ottobre 1981 Battisti riusciì ad evadere e fuggì in Francia. Dopo un anno di clandestinità a Parigi si trasferì in Massico. Qui iniziò a scrivere il suo primo romanzo, pubblicato a sua insaputa, da un suo amico che si spacciò per l’autore. Durante la sua latitanza in Messico i giudici italiani lo condannarono in contumacia all’ergastolo. Battisti ritornò a Parigi dove continuò la sua attività da scrittore. Poco tempo dopo venne arrestato a seguito di una richiesta di estradizione del governo italiano, nel 1991, dopo quattro mesi di detenzione, il governo Francese respinse l’estradizione. Nel 2004 viene di nuovo arrestato per l’ennesima richiesta di estradizione ma Battisti si rese latitante, lasciando la Francia e facendo perdere sue tracce. Nel 2006 la Corte Europea dei Diritto dell’Uomo dichiarò l’estradizione di Battisti infondata. Nel 2007 Cesare Battisti venne arrestato di nuovo a Capocabana in Brasile, nel 2009 il Brasile ha accettato la status di rifugiato politico e in seguito lo ha rifiutato. Il caso Battisti divide l’Italia ma anche l’Europa ed oltre. Adesso, dopo 30 anni dai 4 omicidi, a chi interessa dell’estradizione di Cesare Battisti? Alle famiglie dei defunti, ai quali certamente va data giustizia, ma non vi sono problemi più gravi in Italia? Negli ultimi giorni sembra che l’unica preoccupazione di un’intera nazione sia l’estradizione di un terrorista sì, ma di un terrorista che fu. Il Battisti terrorista è diventato il Battisti scrittore, acclamato e sostenuto per le sue opere da illustri esponenti della letteratura, intellettuali e personalità del mondo della cultura e della politica francese e non solo, che hanno aderito ad un movimento di solidarietà: come Bernard-Henri Lévi, lo scrittore Serge Quadruppani, Daniel Pennac, Fred Vargas, Gabriel Garcia Marquez e anche il nostro Roberto Saviano. Come sempre la giustizia italiana ha dimostrato la sua inaffidabilità, la sua superficialità, inadeguatezza, nel momento in cui Battisti doveva essere arrestato lo si è fatto scappare, ed oggi, dopo 30 anni, si sferra questo accanimento? Battisti ha vissuto anni interi di latitanza, di clandestinità, anni di fuga, ma anche di vita alla luce del sole, ha scritto più di 15 opere dal 1993 al 2006, solo oggi ci ricordiamo di lui? Oggi, quando l’Italia è cosparsa di difficoltà, di crisi, economica, sociale ma anche politica. E’ come se ogni pretesto portasse l’intersse fuori dai veri problemi… dovremo dire basta. E allora dico: A ME NON INTERESSA DI CESARE BATTISTI.

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ECCO I RIESUMATI DI SANREMO 2010: LA MUMMIA, FRANKENSTEIN JR E MOLTI ALTRI.

Noia, noia noia… cantava Califano. Sempre di canto e di noia parliamo, ecco l’elenco ufficiale dei presenti a Sanremo. Non che i nomi annunciati siano una grande sorpresa, visto che già da mesi alcune voci erano trapelate, o fatte trapelare, visto la scarsa attenzione che da anni vi è sull’evento. Insomma i resuscitata dalla tomba sono Anna Oxa, Patty Bravo, Al Bano e Roberto Vecchioni. Al Bano non si perde un talk show oramai da anni con seguito di polemica per la rapida esclusione. Le novità se così possiamo dire sono Max Pezzali, Franco Battiato, La Crus, Anna Tatengelo, Davide Van de Sfroos e Luca Barbarossa con Raquel Del Rosario (moglie del pilota Alonso). Come ogni anni (ormai un paio) sono stati ripescati pure i naufraghi dei reality show che se pur vincendo l’edizione sono poi scomparsi evaporando nell’aria come la nebbiolina estiva: Emma Marrone (in speciale con i Modà) di Amici, Nathalie la vincitrice di X-Factor 2010 e la riesumata Giusy Ferreri. La delusione è ben siglata dalla presenza di Battiato, l’alternativo per eccellenza che si è piegato al volore del Festival della Canzone Italiana. Certo è che in momenti di crisi discografica e pure di Euri in tasca, un bel cachè da Morandi non è stato declinato. Intanto vedremo come le due vallettine, la Canalis e la Rodriguez, riusciranno a calcare il palco dell’Ariston. L’80% delle donne sta pregeando perchè lo scenaggiatore del festival reintroduca le fantastiche scale, e che qualcuno di loro, preferiremo Belen, possa capitolare di sotto. Auguri!

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ROMA NEL 1977 COME NEL 2010: IERI LA SPERANZA OGGI LA RABBIA.

2010 come 1977. Roma nel 2010 come nel 1977. Il movimento del ’77 era un movimento spontaneo contro il sistema dei partiti, per la difesa dei diritti umani e diritti civili, per il pacifismo e non la violenza, per la lotta contro l’autoritarismo e la repressione. Gli scontri avvennero a Bologna, a Torino ma anche a Roma. Ieri la capitale ha vissuto la stessa agonia di trent’anni precedenti. Piazzale Aldo Moro, via delle Scienze, Piazza del Cinqucento, Via Cavour, Piazza del Popolo, via del Corso. Le fiamme che ardono in Piazza del Popolo non si erano viste nemmeno nel 1977, a dirlo è Tano D’Amico, l’autore di celebri scatti durante gli scontri degli anni settanta. Le scarpe perse nelle vie, le sciarpe utilizzate per nascondere i volti. Ieri come oggi. Un ragazzo si sente male, su uno dei ponti del Tevere, e tre compagni lo trasportano, correndo, mentre scappano dalla ‘carica’, oggi. Accadeva anche il 21 aprile del 1977: tre agenti trasportavano a braccia il collega ferito, in una foto. Chi ha visto le immagini o chi è sceso in piazza ieri non può non ricordarsi degli anni ’70 ma la differenza sostanziale è una sola, come dice anche D’Amico: “All’epoca protestava una minoranza, oggi è la maggioranza degli studenti che protesta”. Ieri c’era la speranza, una novità di pensiero, le donne in piazza per la prima volta, oggi c’è la rabbia, i volti scuri, la paura di un futuro che decade. Oggi c’è la violenza scatenata dal non ascolto. Mercedes in fiamme sul Lungotevere, petardi, bottiglie, sampietrini come armi. Il fiume umano che si cala da un muro di oltre due metri, coi maschi che sostengono le femmine nel salto, per deviare il percorso, avendo timore della possibile esplosione. Le fughe in avanti e gli scatti indietro. Le corse, quando il panico investe la folla. L’attesa sui ponti, alle spalle del focolaio degli scontri, dove gruppi di giovanissimi si rifugiano, finendo con l’essere comunque raggiunti dalla folla che scappa al grido ‘caricano!’. La paura che l’incubo si ripresenti, come la morte di Giordana Masi, a soli 19 anni, il 12 maggio del 1977, vittima degli scontri di Ponte Garibaldi, scuote Roma e tutta l’Italia, e quando spunta quella pistola, per difesa o per attacco che sia, la paura incombe.

 

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LO SCHIFO “ITALIA”: UNA SECONDA REPUBBLICA GIUDIZIARIA. APERTA INCHIESTA SU COMPRAVENDITA VOTI.

La seconda Repubblica italiana è contraddistinta da fatti giudiziari e non politici, lo ha detto pure Marco Travaglio ieri sera ad “Otto e Mezzo”. Ed i fatti lo dimostrano ancor’oggi. A pochissimi giorni dal voto di fiducia, e ad altrettanto pochi giorni dall’inizio della compravendita (ufficiale) parte l’inchiesta. L’esposto, presentato dall’Idv Antonio di Pietro, ha fatto nascere l’inchiesta della Procura di Roma appunto sulla presunta compravendita illecita di deputati. A far scoppiare Di Pietro è stato il passaggio inconsueto di due parlamentari Idv al movimento Noi Sud, vicino alla maggioranza di governo, e quindi in procinto di votare la fiducia. Come sia possibile è ben facile dirlo. Certo è che non possiamo parlare di cambiamento repentino di idee, di ideologie, di sentimenti politici, ma possiamo certamente asserire che un regalo da parte del premier c’è stato. Denaro? Estinzione Mutuo? Promesse di incarichi? Non si sa. Ma speriamo che la procuri indaghi, davvero, non come in precedenti nei quali le inchieste sono state archiviate dopo pochi mesi. E anche se indagasse davvero, come ci auguriamo, aprire un’inchiesta a pochi giorni dal voto, a cosa potrebbe servire? Forse a nulla. «Ho sentito il dovere di informare la procura – ha detto Di Pietro – dei fatti gravissimi che stanno avvenendo in Parlamento. A mio avviso ci troviamo in presenza di fatti gravi, penalmente rilevanti». Ma la reazione del Pdl è stata di pari portata. Il partito di maggioranza presenterà una denuncia alla procura di Roma perché «venga fatta luce anche su tutti quei casi in cui sono stati altri partiti ad acquisire i nostri parlamentari» come affermano in una nota i coordinatori del Pdl Sandro Bondi e Denis Verdini. In poche parole… uno schifo!

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MENOMALE C’E’ NOSFERATU-SALLUSTI.

Serata tranquilla, accendo la tv, esercito il dito indice della mano sinistra con uno zapping forsennato e poi mi fermo. La7 – Exit, programma di attualità ed inchiesta condotto dalla sportiva Ilaria d’Amico. Penso: “Bada, ridanno Nosferatu di Murnau”. Le mie orecchie sentono un frastuono: “Se a 38 anni non ti sei fatto una casa e una famiglia hai qualche problema, sei un fallito”. Escalmo: “No, non è Nosferatu”.  Chi parla? Sallusti, direttore de Il Giornale. Forse non ho capito bene, a parte le offese, “problema”, “fallito”, un giornalista serio, che scrive tutti i giorni della realtà italiana, non sa che 8 milioni di italiani sono dei precari? e che l’8.6% è disoccupato? Forse no. E allora è mia premura insegnargli che con l’avvento di internet ogni dato è rintracciabile, basta andare su google digitare “precari in italia” ed è fatta. Ma forse anche questa semplice procudura per lui resta austica. Ma Sallusti continua: “chi resta in casa con la mamma ha dei problemi, dei problemi personali”. L’offesa continua. Al direttore viene chiesto (e mi chiedo il perchè) anche una considerazione sulla riforma universitaria e dà vita ad uno sproloquio inutile ed al quanto offensivo (di nuovo): “non è la cultura a vincere ma la furbizia” insomma per Sallusti non serve assolutamente una laurea, basta sgambettare un pò, fare qualche “servizietto” a 90° e via, arriva il successo. Probabilmente è la strategia che ha adottato lui, visto che è diventato direttore de Il Giornale senza sapere nemmeno cosa sia il giornalismo. Ora, sono per la democrazia, il rispetto della libertà di espressione, di parola di manifestazione, di qualsiasi si voglia, ma se c’è un Dio, come ha potuto donare l’apparato fonetico ad un uomo come Alessandro Sallusti, detto pure brutta copia di Vittorio Feltri? Già ce ne era uno che cavalcava l’onda dell’acidità e dell’ignoranza, ora ne spunta un altro, restato all’oscuro per anni, e adesso pronto ad occupare qualsiasi poltrona gli venga offerta e soprattutto pronto a sputare sentenze su cose a lui ignare. Io che guadagno 960 euro al mese potrò mai oggi formare una famiglia e comprarmi una casa senza un mutuo?Si, prendendo la vita principale, svolazzando la mia borsetta in senso orario ed elargendo doni preziosi dalle ore 23.00 alle ore 4.00! Grazie Sallusti! Adesso corro in bagno a vomitare.

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