A volte i pensieri vengono così, mentre mangi un piatto di pasta con il ragù o mentre sei alla prese con una mela da sbucciare. I telegiornali accompagnano quasi sempre i pasti di una famiglia e se a volte il boccone ti rimane alla gola, un motivo c’è. Ma chi ci ha ridotto in queste condizioni? Un pò di cenni storici non fanno mai male.
Il primo governo Berlusconi si è insediato nel 1994, ma finito molto presto nel 1995. Dopo di questo ci sono stati Dini (1995-1996), Prodi (1996 – 1998), D’Alema (1998-1999), D’Alema (1999-2000) e Amato (2000-2001). Poi è iniziata la vera era Berlusconi: insediato l’11 giugno del 2001, ha avuto un piccolo stop solo dal 2006 al 2008 quando alle elezioni vinse Prodi, un lampo a ciel sereno, terminato troppo presto, dopo del quale, dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 (tre anni, 6 mesi e 8 giorni) Berlusconi l’ha fatta da padrone (parola non fu più giusta).
Oggi, tutti si lamentano di una situazione troppo disastrosa. Un lamento giustificato, se non fosse che nel lamento, chi alza di più la voce, sono loro, quelli che al governo ci sono stati fino a 18 giorni fa. Un’insulto? Una sfida? Che cos’è? Cicchitto, Alfano, Berlusconi, Bossi e tutta la carovana, ma cosa state dicendo?
Oggi le pagine dei giornali riportano queste parole:
Il Pdl rivendica “l’azione del governo Berlusconi che ha fatto le riforme e ha ridotto il rapporto deficit/Pil e ha fatto crescere l’avanzo primario” e boccia la reintroduzione dell’Ici sulla prima casa. Lo ha detto in aula alla Camera il capogruppo del Pdl a Montecitorio, Fabrizio Cicchitto.
“Questa manovra non ci piace perchè non c’è rigore non c’è crescita e non è per niente federalista”. “Questa manovra non è per chi lavora e produce, ma è una manovra per i burocrati di stato”, incalza Reguzzoni. È una manovra “che non creerà un solo posto di lavoro”, e allora, Monti ne prenda atto e “getti la spugna”. “Eravamo disposti a valutare provvedimenti seri e invece niente di tutto questio, volete solo conservare i privilegi”, sottolinea. Sui “nostri emendamenti dovrete dire di sì o di no e prendere le responsabilità di fronte al paese”.
Forse abbiamo letto male, non sono loro, quelli che sono stati cacciati a calci nel culo da Giorgio Napolitano (eletto a Re dal New York Times) a lamentarsi per le condizioni dell’Italia vero? Non sono loro che criticano una manovra piena di sacrifici per noi italiani quando a quei sacrifici ci hanno portato loro? Ma chi c’è stato al governo per ben dieci anni (esclusa una piccola parentesi con Prodi)? Chi? Io? Forse noi? Forse tu? Chi?
Questo è quello che mi fa rimanere il boccone alla gola, come quel famoso uovo sodo che non andava ne in su e ne in giù. Ecco, quello rimaneva sullo stomaco, questo a me si ferma molto prima. Ma con che coraggio loro parlano? e con che coraggio noi li ascoltiamo? Masochismo? Può essere. Monti non nasconde che agli italiani sono richiesti “dei sacrifici”, ma garantisce che saranno “temporanei” e ricorda che non si poteva fare altrimenti. Il rischio, avverte il premier, “è il baratro”. Appunto, ma questo “baratro” chi l’ha creato? Crisi internazionale? Si, certo, ma non è tutto qui. Alla crisi non hanno risposto tutti allo stesso modo: basta guardare alla sinistra del nostro paese, alla nostra simile Spagna. Zapatero (presidente dal 17 aprile 2004) il 2 aprile 2011 in piena crisi ha annunciato che non si sarebbe ricandidato, il 29 luglio, 3 mesi dopo circa, ha eletto elezioni anticipate. Ha perso, se ne è andato con la testa alta, ha ceduto il passo, ha capito che la sua storia era finita. Anche il nostro l’ha fatto è vero, forse qualche mese dopo, qualche mese troppo tardi e soprattutto sotto invito di Re Giorgio, uomo pacato che però ha dimostrato all’Italia, che c’era.
Italiani informatevi, pensate, capite, osservate, non aprite la bocca solo per dare aria ai denti. Pochi giorni fa era uscita su facebook e altri social network la polemica sulla tassa sui cani. Allarme internazionale: “Monti vuole fare abbandonare i cani”. Tutti abboccavano come pesci affamati in uno stagno, una vergogna gigante come tutta la nostra penisola. Ma come avete fatto? Come siete caduti in questa trappola? Io mi sorprendo dei miei coetanei, dei giovani che dovrebbero dar vita a questo paese, tutti caduti sulla banana di turno posta appena sotto il piede. Ma come avete fatto?
Come ha dichiarato Benigni ieri sera allo show di Fiorello, in momenti di crisi, è l’unione di tutti che riesce a sollevare anche il più peso dei massi, degli ostacoli. Dovremo essere uniti nel sacrificio, nel capire le cose come stanno, nell’informarsi e conoscere ciò che è vero e ciò che è inventato. Di avere bene in mente quale deve essere il nostro percorso senza false tasse sui cani, gatti, uccellini e criceti.


























