Al via l’assemblea costituente di Futuro e Libertà. Da oggi a domenica tredici, i finiani a Milano peri lavori di direzione e organizzazione. In un comunicato del partito precisano che si registreranno ottomila partecipanti.
Dal Padiglione 18 della Fiera milanese di Rho-Pero, il movimento di Gianfranco Fini detterà le sue strategie. Presenti deputati, senatori, europarlamentari ed esponenti locali da tutta Italia. “Non dobbiamo ricostruire una An in sedicesimo, ma creare uno strumento agile e comunicativo, con un progetto di lungo respiro” dice Adolfo Urso in un’intervista all’AdnKronos. Per il coordinatore nazionale di Fli, bisogna “andare oltre Berlusconi”, per rilanciare “quella parte d’Italia moderna e riformatrice”. Ricordiamo che Futuro e Libertà nasce dopo l’espulsione del Presidente della Camera dal Pdl, per i contrasti con il premier Silvio Berlusconi. In più occasioni osteggiatore del governo, il quattordici dicembre scorso ha votato la sfiducia. Politicamente nel terzo polo, con l’Udc, Mpa e Api. “Non siamo uniti né accecati dall’antiberlusconismo, vogliamo superare questa stagione di contrapposizione totale” aveva scritto Francesco Rutelli sul Corriere della Sera.
Dai vertici di Fli si escludono alleanze con il centrosinistra. Per Nichi Vendola, leader di Sel ieri ospite ad Anno Zero, Fini è un riformatore ma nel centro-destra, quindi non un alleato. Intanto il Pdl si stringe intorno a Silvio Berlusconi. ”Non deve finire come nel ’93. E non finirà” dice il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto.
Matteo Melani


















