23 February 2012

NOVITA’ RC AUTO: STOP AI RIMBORSI PER IL COLPO DELLA FRUSTA E PER LE LESIONI DI LIEVE ENTITA’. CHI FA IL FURBETTO RISCHIA DA 1 A 5 ANNI.

Per tutti i furbetti e non che dopo un piccolo incidente accusano il colpo di frusta, non sarà più così facile, ricevere un risarcimento.  La stretta contro le frodi sulle assicurazioni per le auto arriva in aula insieme al decreto cresci Italia, e, ci spiega Valentina Conte su Repubblica, cambierà molto per il mondo delle assicurazioni:

Mano meno generosa, dunque, sulle lesioni «di lieve entità» che non saranno più risarcite con la consueta facilità senza un severo riscontro medico-legale della lesione subita, come stabilito da un paio di emendamenti bipartisan (Pd-Pdl-Udc) approvati ieri. Non solo. Chi tenta di raggirare le assicurazioni, provocando il danneggiamento della propria vettura o auto-infliggendosi mutilazioni fisiche, rischia da 1 a 5 anni di carcere, pene più severe delle attuali (da sei mesi a 4 anni). Chi invece gira in auto senza essere in regola con l’assicurazione sarà iscritto nell’elenco veicoli non coperti da Rc auto e avrà tempo 15 giorni per pagare, prima che il suo nominativo passi alla polizia e al prefetto. Norme severe per una vera e propria lotta alle frodi, indiziate numero uno (secondo le assicurazioni) delle alte tariffe. In tema, anche un altro emendamento approvato ieri che introduce due nuove banche dati – l’anagrafe testimoni e quella danneggiati – da affiancare all’esistente banca dati sinistri dell’Isvap per meglio monitorare i truffatori.

Il capitolo “assicurazioni” del decreto è stato, difatti, corretto e arricchito in alcuni punti sensibili per il consumatore-assicurato. Il taglio del 30 per cento ai risarcimenti, qualora chi ha subito il danno si rechi dal proprio carrozziere di fiducia per le riparazioni al veicolo, rifiutando che sia l’assicurazione a sbrigare la pratica presso i suoi tecnici di riferimento, è stato cancellato, come da richiesta di tutti i partiti politici (sul punto il governo è stato battuto). Buone notizie anche per chi fa benzina e spende meno di 100 euro, pagando con le carte (di credito o debito). Le transazioni saranno gratuite per acquirente e venditore, come previsto dalla legge di Stabilità entrata in vigore il primo gennaio.

Per quanto riguarda gli sconti sull’Rc auto, passa l’articolo che li prevede a patto di installare la scatola nera in auto. Mentre la proposta di estendere il bonus anche a chi accetta di avere a bordo l’alcoltest è stata “derubricata” a ordine del giorno. Novità anche sul fronte Isvap, l’Istituto che vigila sulle assicurazioni, che potrà sanzionare le compagnie che non presentano la relazione annuale comprensiva del numero di sinistri sottoposti ad approfondimenti per scovare possibili frodi e quello di denunce e querele avviate. L’attestato di rischio, infine, documento fondamentale per chi vuole cambiare compagnia, sarà inviato solo ed esclusivamente online, quindi in forma più veloce.

 

 

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HAI UN PC? DEVI PAGARE IL CANONE RAI. TASSATE ANCHE LE AZIENDE E I PROFESSIONISTI.

Il Canone Rai è un’ingiustizia, una tassa inutile che gli italiani sono costretti a pagare. Ma alla base non sarebbe così. Il Canone infatti nasce per garantire, e dico, garantire, un servizio pubblico di eccellenza, con programmi televisivi di interesse e una varietà che non costringa nessuno a girar canale. Di fatto invece quello che ci viene offerto dalla Rai è abbastanza ridicolo, poco trasmissioni degne di nota, telefilm ormai vecchi, pochissimi film di interesse. E’ proprio per questo che il Canone diventa una tassa inutile. Pagare per cosa? Ad oggi, per nulla, o forse per San Remo, una volta l’anno.

Per questo sono nati i furbetti, quelli che comunicano di non avere il televisore e quindi di non dover pagare la tassa. Ma forse oggi qualcuno non potrà più dire di no. Il canone rai infatti dovrà essere pagato anche ai possessori di pc, iPhone e videofonini. L’azienda ha infatti chiesto il pagamento del canone a tutte quelle aziende e studi professionali di Roma, che sono in possesso di uno o più pc collegati alla rete.

Ma perchè? In virtù di un regio decreto del 1938 (anno in cui computer e smartphone proprio non esistevano) la Rai esige il pagamento del canone anche da tutte quelle aziende, imprese, che posseggono apparecchiature che possono ricevere trasmissioni televisive anche se non normalmente finalizzati a questo. In pratica, protesta Rete Imprese Italia (Casartigiani, Confartigianato, Cna, Confcommercio, Confesercenti), il governo avrebbe riportato in vita, e la Rai avrebbe subito utilizzato la norma, un canone speciale, «un assurdo balzello»: non solo i televisori, ma anche qualsiasi dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale tv, inclusi monitor per il pc, videofonini, videoregistratori, Ipad, addirittura sistemi di videosorveglianza, dovranno pagare il canone: «Le somme previste – denuncia Rete Imprese – vanno da un minimo di 200 euro fino a seimila euro all’ anno». Secondo Rete Imprese sono quasi 5 milioni le aziende italiane che in tutto dovranno sborsare 980 milioni di euro. Chi non paga è soggetto a pesanti sanzioni e a controlli da parte degli organi di vigilanza.

L’Aduc ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico, con la quale  si chiede come possa essere possibile che un’azienda debba pagare un abbonamento tv, in quanto possessore di pc. Anche perchè il computer è ormai uno strumento indispensabile per lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa. Paradossale?

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SENTENZA STORICA: I GAY SPOSATI ALL’ESTERO HANNO DIRITTO AD UNA VITA FAMIGLIARE IN ITALIA. A SANCIRLO E’ IL TRIBUNALE DI REGGIO EMILIA.

Novità storica per la società italiana. Le coppie omosessuali sposate all’estero sono “una famiglia”, pertanto se un coniuge non è italiano ha diritto al permesso di soggiorno. La ha deciso in una sentenza il Tribunale di Reggio Emilia, che ha accolto il ricorso di una coppia sposatasi in Spagna e composta da un italiano e un uruguaiano. I due, dopo essersi sposati a Palma di Maiorca, avevano ricevuto un no, dalla questura di Reggio Emilia.

Ancora in Italia non si riconoscono i matrimoni gay ma intanto una sorta di protezione per tutti coloro che decidono di sposarsi all’estero, sembra esserci. La legge Bossi-Fini, che disciplina l’immigrazione, impedisce agli extracomunitari di vivere in Italia e ricongiungere il nucleo familiare, ed è per questo che il questore di Reggio Emilia, aveva bocciato la richiesta dei due sposini, bollato di “discriminatore” dall’opinione pubblica omosessuale italiana. La coppia però non si è fermata e ha fatto ricorso, non chiedendo l’approvazione del matrimonio spagnolo, ma il diritto per i coniugi, sebbene non riconosciuti, ad vere una vita familiare in Italia.

Con sorpresa la vittoria è arrivata. Gli avvocati, per convincere il giudice, hanno fatto riferimento alla recente sentenza n. 1328/2011 della Corte di Cassazione, che afferma da un lato la nozione di “coniuge” prevista dall’art. 2 d.lgs. n. 30/2007, che deve essere determinata alla luce dell’ordinamento straniero in cui il vincolo matrimoniale è stato stipulato. E dall’altro, che lo straniero che abbia contratto in Spagna un matrimonio con un cittadino dell’Unione dello stesso sesso deve essere qualificato quale “familiare”, ai fini del diritto al soggiorno in Italia.

Un principio sancito anche dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 138 del 2010, che riconosce “il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia” all’unione omosessuale “intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso”. “Il diritto all’unità della famiglia” si legge anche sul testo della sentenza “che si esprime nella garanzia della convivenza del nucleo familiare (…) costituisce espressione di un diritto fondamentale della persona umana”.

Il giudice Tanasi spiega che rigettare l’istanza avrebbe inoltre potuto configurare una discriminazione fondata sull’orientamento sessuale, la cui illegittimità è stata più volte ribadita dalle normative europee e in particolare, recentemente, da una risoluzione di portata storica, approvata dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite il 17 giugno 2011.

“Speriamo che ora il Governo decida di riconoscere queste unioni tra i cittadini italiani come richiesto dalla Corte Costituzionale, con la sentenza 138/2010” auspicano dall’associazione Certi Diritti. “Sarà un processo lento ma inesorabile” ha concluso Lo Giudice (ex presidente di Arcigay). “Presto il Parlamento, se non si deciderà a legiferare, si troverà a dover prendere atto di uno stato riconosciuto dai tribunali di tutta Italia”.

 

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SPACCAROTELLA VA IN CARCERE: DOPO 5 ANNI CONFERMATA LA PRIMA SENTENZA PER L’UCCISIONE DI GABRIELE SANDRI. NOVE ANNI E QUATTRO MESI PER L’AGENTE.

Il suo nome è certo ricordato dai più. La storia di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso l’11 novembre 2007, è restata impressa nella testa di molti: il pensare ad una non giustizia, ad una semi giustizia. Ma oggi arriva la notizia aspettata: Luigi Spaccarotella va in carcere. Il poliziotto ha deciso di costituirsi dopo che la Cassazione ha confermato la condanna della corte d’ appello di Firenze: 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario.

Commozione e silenzio tra i vicini del “Gabbo”, stroncato erroneamente a 26 anni da un colpo di pistola sull’Autosole. Finalmente si chiude il processo, durato ormai 5 anni, ma i ricordi ritornano a galla. Dalla tragedia nell’ area di servizio Badia al Pino, vicino ad Arezzo, alla rabbia degli ultrà esplosa poche ore dopo. Caserme assaltate, cassonetti e bus incendiati, la sede del Coni devastata: Roma nord tenuta in ostaggio per ore. Il Viminale, che ha sospeso Spaccarotella dopo il rinvio a giudizio, ha risarcito la famiglia di «Gabbo» con due milioni di euro circa. È una cifra che nessuno vuole confermare, nemmeno l’ avvocato Michele Monaco: ciò che conta è la sentenza della Cassazione. Perché, sostiene il fratello Cristiano, avvocato, se fosse stata confermato il verdetto di primo grado (sei anni per omicidio colposo), «le strade si sarebbero trasformate in un Far West: chiunque munito di pistola si sarebbe sentito legittimato a usarla in modo scriteriato».

La Cassazione ha accolto la tesi del sostituto pg, Francesco Iacoviello, secondo cui Spaccarotella «voleva colpire l’ auto e l’ ha colpita. La vittima è stata attinta alla gola e se ci fosse stata una deviazione della rete, al massimo, sarebbe stata attinta al petto».
Non una vittoria, ovviamente, e nemmeno un risarcimento. La giustizia non riporta indietro certo la vita di un giovane, ma un pò di sana pace.

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COSTA CONCORDIA: AD UN MESE DALLA TRAGEDIA. VIA ALLE OPERAZIONI DI POMPAGGIO DEL CARBURANTE. IL VIDEO DI UN PASSEGGERO IMPAZZA IN TV.

Era il 13 gennaio quando la Costa Concordia urtava uno scoglio di Punta Gabbianara, non lontana dall’Isola del Giglio. Dopo un mese esatto dalla tragedia, arriva la notizia che si attendeva da tempo. Ieri, domenica 12 febbraio, è partito il via per il pompaggio del carburante dalla Costa Concordia.
Terminate le operazioni preliminari di fissaggio delle valvole  sullo scafo, ora si procederà con lo svuotamento dei serbatoi. Operazione necessaria e ineludibile in prospettiva alla rimozione della nave, per la quale sono stati previsti circa 11 mesi.
Il tempo stimato per il completamento delle operazioni di pompaggio degli oli pesanti resta tra i 28  e  i 30 giorni, condizioni meteo permettendo.

A un mese dal naufragio, lo scorso 13 gennaio, quella di domenica è anche la giornata del ricordo. Diciassette persone (tante ne ha identificate la prefettura di Grosseto) hanno perso la vita a bordo di quella nave. Quindici invece sono ancora i dispersi.
“È stata una tragedia – ha commentato il capo dello Stato uscendo dalla chiesa di Roma dove si è svolta la cerimonia di ricordo – ed esprimo rammarico per quello che c’è stato di responsabilità italiana e di italiani”. “Si deve fare luce sulla «tragedia» e «i magistrati meritano rispetto per l’impegno che stanno svolgendo”.

Intanto un video girato da un anonimo impazza nei programmi tv e sul web. Un video-racconto di cosa è successo a bordo della nave quella sera. Immagini agghiaccianti che fanno notare l’assoluta tranquillità di alcuni componenti dell’equipaggio e di alcuni passeggeri.

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IL PAPA MORIRA’: ESCLUSIVA DE IL FATTO QUOTIDIANO, C’E’ UN COMPLOTTO PER UCCIDERE RATZINGER.

Il papa morirà.  A riportarlo è il Fatto Quotidiano in un articolo dal titolo “Vaticano, trame e veleni”. La notizia verrebbe data in un appunto consegnato dal cardinale Castrillon a Benedetto XVI. E nella nota sarebbe riportata una conversazione dell’arcivescovo di Palermo Romeo in cui afferma che il Santo Padre correrebbe un grosso rischio e che si teme un attentato entro 12 mesi. Il documento sarebbe datato 30 dicembre 2011 ma è stato consegnato al Papa a gennaio 2012. E’ scritto in tedesco, «in modo da farlo circolare il meno possibile». Romeo parlerebbe anche del possibile successore e indica Scola, arcivescovo di Milano. L’autore dell’articolo è il giornalista Marco Lillo. Il direttore del Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, ha detto che il documento sarà pubblicato integralmente sul giornale in uscita oggi.

La replica del Vaticano non tarda ad arrivare. Attraverso le parole di Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, la chiesa fa sapere che le dette ipotesi sono “farneticazioni e follie”.

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ALEMANNO CONTRO TUTTI: LA NEVE LO SOMMERGE DI POLEMICHE.

Si era arrabbiato e non poco il sindaco Alemanno, apparendo in numerosi tg polemico contro la Protezione Civile per i ritardi sulle notizie dell’annunciata nevicata, che  erano diventati colpevoli della non pronta risposta del comune ai disservizi creati dai fiocchi bianchi che cadevano copiosi sulla capitale. Insomma sembrava davvero un passarsi la patata bollente di mano in mano. Doveva nevicare sì, ma nessuno ci aveva avvertito dell’entità della situazione. E quindi? Firenze quest’anno ha imparato dalla lezione dello nevicata dello scorso inverno, dove il sindaco Renzi dovette rispondere di un’intera città immobilizzata e di numerosi incidenti avvenuti. Quest’anno Renzi previdente, forse pure troppo, si dice che abbia iniziato a buttare per terra sale prima ancora che iniziasse a nevicare. Alemanno invece sembra aver sottovalutato il problema, tanto che anche il Governo oggi lo rimprovera dicendo che era stato ampiamente allertato, ma che non ha voluto chiedere aiuto. I romani sono imbestialiti.  Ha sbagliato tutto il “povero” Alemanno:  non c’erano abbastanza mezzi spazzaneve, il sale è stato gettato, ma poi ha piovuto sciogliendolo tutto e quando di nuovo sarebbe servito ormai era finito. Uno scivolone dietro l’altro. Su facebook non si contano gli insulti al sindaco e alla sua male gestione della neve. Però dico io, per una volta si potrebbe anche tornare bambini 5 minuti e godersi in silenzio la neve, magari preparando un po’ di palle di neve da tirare a quel sindaco un po’ maldestro.

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CARRELLO DELLA SPESA + 4.2%. AUMENTANO CAFFE’, ZUCCHERO E BENZINA.

Fra la crisi economica, il blocco dei tir e la neve ciò che preoccupa ora di più è il carrello della spesa. Possiamo eliminare uscire, cene fuori, cinema e discoteche, ma certo non il cibo. L’Istat arriva con una cattiva notizia. A gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti) è del 4.2% su base annua.

In particolare nel comparto alimentare hanno segnato un balzo, a gennaio scorso, i prezzi al consumo del caffè e dello zucchero. Il caffè ha registrato +0,5% su base congiunturale e +16,5% rispetto a gennaio 2011. Per lo zucchero si registra +0,3% e +15,9% su base annua.
Forte incremento anche dei carburanti: il prezzo della benzina, secondo i dati Istat, è aumentato del 4,9% sul mese precedente e del 17,4% su base annua (dal 15,8% di dicembre). In forte rialzo anche il prezzo del gasolio per mezzi di trasporto che ha segnato un rialzo congiunturale del 4,7% ed è cresciuto su base annua del 25,2% (in accelerazione dal 24,3% del mese precedente).

Ritornando al tasso di aumento annuo del 4.2%, possiamo dire inoltre che, è ben superiore al tasso di inflazione, che si arresta al 3.2%. Un lieve calo rispetto al mese di dicembre (3.3%) che però è allo stesso modo allarmante.

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L’ABITO REALIZZATO CON 700 PRESERVATIVI. “PER SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA VIETNAMITA”.

Non sempre per creare un abito di curiosità serve una prestigiosa stoffa o delle scollature mozzafiato. Nguyen Minh Tuan lo ha creato con ben 700 preservativi, relativamente ad un progetto del corso di laurea della Van Lang University di Ho Chi Minh City in Vietnam, ed ha riscosso notevoli consensi. Tuttavia non si è trattato di un semplice esperimento didattico. Attraverso il suo progetto, Tuan ha voluto sfidare quello che è percepito come un atteggiamento estremamente critico del popolo vietnamita nei confronti del sesso e dell’uso dei preservativi, oltre a voler sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Giornata mondiale dell’Aids, che ricorre oggi 1° dicembre.

“Ho realizzato questo progetto nella speranza di aumentare l’autocoscienza e la consapevolezza del popolo vietnamita, per proteggere i propri cari evitando malattie a trasmissione sessuale“, ha detto Tuan. Tra l’altro Tuan sta ricevendo anche molti complimenti da grandi esperti nel settore della moda, come Lindsay Albanese, che ha lavorato con celebrità come Paula Abdul e Heather Morris della serie televisiva “Glee”. ”Non si capisce che quest’abito sia stato realizzato con dei preservativi. E’ stato fatto davvero con molto gusto, come se fosse stato disegnato da un grande stilista. Sono davvero molto sorpresa. Si adatta a diversi tipi di corporatura ed ha volant che aggiungono volume ai fianchi”. Il fashion blogger Eustache Wendy ritiene che l’abito sia molto originale:” Il taglio del vestito è favoloso e l’aggiunta della linea di cintura impero è grande” ha dichiarato Wendy.

Certo non sarà un vestito indossabile da tutti. Ma già potrebbero esserci dive e cantanti interessate. Un nome su tutte? Lady Gaga. 

 

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IL PREZZO DELLA BENZINA ALLE STELLE REGIONE PER REGIONE: NELLE MARCHE + 9.1% DAL 1° GENNAIO 2012, NEL PIEMONTE + 6.1%. MA PERCHE’ NON SCENDE?

La benzina è alle stelle, arriva quasi a toccare i 2 euro a litro. Ma perchè? Il Corriere della Sera spiega, regione per regione, la situazione.

 

 

 

 

 

 

 

Al di là delle fluttuazioni delle quotazioni del greggio e dell’andamento del cambio tra euro e dollaro, sul caro carburanti assume un certo peso anche l’inefficienza di una rete distributiva. Tema sul quale si è cimentato pure il governo con l’emanazione di specifici decreti nell’ambito delle liberalizzazioni. Al netto di tutto questo, è comunque bene mettersi sin d’ora l’anima in pace: con il nuovo aumento dell’Iva del 2% che scatterà dal 1˚ ottobre, su ogni rifornimento la «tassa sulle tasse» salirà al 23%. Anche nell’ipotesi di un rallentamento dei consumi di benzina e gasolio, determinato da una riduzione degli spostamenti causa crisi e da unminore utilizzo delle automobili, le casse dell’erario, c’è da starne certi, non ne risentiranno. I consuntivi 2011 insegnano: a fronte di un calo dell’1,3% nelle vendite di carburanti nel corso del 2011, il carico fiscale è cresciuto del 9% e la spesa complessiva risulta aumentata quasi del 16% (15,8% per la precisione). In particolare, secondo una elaborazione del Centro Studi Promotor (Csp) sulla base della banca dati sui consumi e sui prezzi dei carburanti per autotrazione del ministero dello Sviluppo economico, emerge che in valori assoluti la spesa 2011 per carburanti è stata di 64,3 miliardi con un incremento di 8,8 miliardi.
«Un vero e proprio salasso – spiega Gian Primo Quagliano, presidente del Csp – dove i rincari del prezzo alla pompa, più che dagli incrementi del prezzo industriale, sono stati alimentati, soprattutto, dal carico fiscale, che va all’erario». Tra l’inizio e la fine del 2011 il prezzo industriale della benzina è aumentato del 7,3%, mentre la componente fiscale ha avuto un incremento del 23,8% e il prezzo alla pompa è salito del 16,7%. Ancora più forte il rincaro per il gasolio e in particolare per la componente fiscale: sempre tra l’inizio e la fine del 2011 il prezzo industriale del gasolio è aumentato del 15,4%, la componente fiscale è cresciuta addirittura del 37,1% e il prezzo al consumo è salito del 26%. E la tendenza all’aumento delle componenti del prezzo alla pompa non si è certo arrestata con l’arrivo del nuovo anno. Secondo i dati rilevati lunedì 30 gennaio dal ministero dello Sviluppo economico, per la benzina il prezzo medio alla pompa è salito a 1,717 euro, con un incremento del 2,5% sui prezzi di fine 2011, mentre il prezzo industriale è salito del 5,2% e la componente fiscale è aumentata dello 0,7%.

Analoga situazione per il gasolio:

Il prezzo medio, rilevato lunedì 30 alla pompa, è salito a 1,685 euro, con un incremento rispetto a fine dicembre dell’ 1,9%, mentre il prezzo industriale è salito del 3,5% e la componente fiscale è aumentata dello 0,6%. Incrementi di tutto rispetto, soprattutto se si considera che si sono verificati nell’arco di un solo mese. E gli effetti dei provvedimenti sulle liberalizzazioni decisi dal Governo? «Sulla dinamica dei prezzi in gennaio nessuna influenza hanno potuto avere i nuovi provvedimenti adottati dal Governo – risponde Quagliano -. Se effettivi saranno, si vedranno nei prossimi mesi. Va tuttavia sottolineato che l’intervento dell’esecutivo per i carburanti non ha puntato a ridurre direttamente i prezzi alla pompa, ma piuttosto a creare le condizioni per diminuire i costi per i distributori di carburanti nel presupposto che questa riduzione determini anche un calo dei prezzi al consumo. Le esperienze del passato hanno però dimostrato che questo automatismo è tutt’altro che scontato».

 

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