I sondaggi dicono molto, ma i sondaggisti si tengono cauti. Il Pdl rischia il fallimento, a dirlo sono i dati percentuali. Il Popolo delle Libertà, secondo i sondaggi, è in caduta libera: tra il 22 e il 23%, una debàcle per chi partiva dal 35%.
Il Corriere della sera ci racconta la situazione:
Anche i sondaggisti si tengono cauti, a cominciare da Alessandra Ghisleri, esperta di cui Silvio Berlusconi si fidamolto: «Tra elezioni nazionali e amministrative ci sono molte discrepanze. Qui conta moltissimo il candidato. Prendiamo Genova: ha vinto Marco Doria, spinto da Sel. Ma è evidente che il Pd ha un consenso ben maggiore di quello che è sembrato nel voto». Poi c’è la questione del governo tecnico: «Ora l’attenzione è rivolta alla crisi, ai temi della precarietà, all’economia in difficoltà. È normale che i partiti cerchino di apparire poco, che stiano in disparte». Meno visibilità, meno voti. Che rischiano di fuoriuscire, almeno in parte, in direzione delle liste civiche. Grandi manovre sono in corso, da parte di esponenti amministrativi che cercano di smarcarsi dai loro tradizionali partiti di riferimento e di accoppiarsi trasversalmente. Ma gli stessi partiti, vista la situazione, ne approfittano: «Alcune liste civiche nascono in concorrenza diretta, con episodi al limite, come quando ci sono omonimie che servono a confondere l’elettore. Ma altre sono usate dai partiti, a supporto». Detto questo, è difficile fare previsioni: «Ancora non ci sono i candidati — spiega la Ghisleri—e non sappiamo quali alleanze si faranno e dove».
Nicole Piepoli, dell’omonimo istituto, invece la pensa diversamente:
«Le nostre valutazioni nazionali sono di una lieve flessione del Pdl, ma non più di tanto. Rispetto a 100 giorni fa, valeva 24 punti e ora è sullo stesso livello. Non è né emerso alla luce della gloria, né travolto dal disastro ». Piepoli non condivide la retorica dei partiti in crisi: «Mi sembrano solidissimi. E saranno tanto più forti quanto appoggeranno Monti». Premier al quale Piepoli guarda con meraviglia: «Ha una fiducia dei cittadini superiore al 60 per cento. Per raggiungere una soglia simile bisogna tornare al ’94, primo governo Berlusconi. Il governo Monti è un calabrone. Gli scienziati sostengono che il calabrone non può volare. E invece lui vola e se ne frega della scienza. Così Monti: è un governo paradossale, dice l’esatto opposto di quello che diceva Berlusconi e che teoricamente si dovrebbe dire agli elettori. E nonostante questo continua a crescere ».
Il presidente di Swg Roberto Weber ha la sensazione «che il Pdl sia in una fase di decremento progressivo di cui per la prima volta non si coglie il punto d’arrivo». Ma Weber sui partiti la pensa all’opposto di Piepoli: «Sono in una crisi profonda. Lo erano già da prima, ma Monti ha fatto da grande acceleratore. C’è un progressivo frammentarsi della politica, che si vede anche dal peso enorme che stanno assumendo i candidati. Già in passato c’era una distanza, ma ora la discrasia sta diventando enorme: in diverse situazioni sindaci uscenti, magari riconfermati, hanno lasciato il loro partito per formare una lista civica e ricostruire un’altra realtà ». Il territorio, è convinto Weber, darà risposte differenziate: «È più probabile che al Sud, dove la contrattazione sui consensi passa anche attraverso canali non politici, i partiti mantengano una loro forza. Ma al Nord ci potrebbero essere molte sorprese. Con la certezza di una Lega che regge bene e che capitalizza gli elementi disaggregativi del Pdl».
















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