23 February 2012

BLITZ CALCIOSCOMMESSE: 17 ARRESTI TRA CUI DONI, GERVASONI E CAROBBIO.

Nuovo blitz contro il calcioscommesse: 17 ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state emesse da l gip di Cremona stamane. L’operazione costituisce la seconda tranche dell’inchiesta della procure di Cremona “Last Bet” che a giungo scorso aveva portato in carcere 16 persone, tra cui l’ex giocatore Beppe Signori. Oggi è la volta di 5 giocatori in attività: Cristiano Doni, capitano dell’Atalanta, è stato arrestato per coinvolgimento nella combine di almeno tre incontri dell’Atalanta, del campionato di serie B dell’anno scorso; Carlo Gervasori del Piacenza e Filippo Carobbio dello Spezia. Oltre a loro sono finiti in manette Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento balneare a Cervia), Nicola Santoni (ex preparatore atletico del Ravenna calcio) e gli ex giocatori Luigi Sartor (Parma, Vicenza, Inter e Roma) e Alessandro Zamperini (serie B).

Le partite alternate dal calcioscommesse sarebbero molte e tutte relative agli anni 2009-2010 e 2010-2011 di serie B, secondo quanto accertato dalla polizia dell’ambito dell’indagine. Nella seconda tranche dell’inchiesta ‘Last bet’ sul calcioscommesse, “le partite in esame sono prevalentemente quelle dello scorso anno. Quelle più clamorose riguardano la Serie B, sulla Serie A invece abbiamo elementi importanti che ci indirizzano verso quattro gare dello scorso campionato di squadre poi retrocesse, ovvero Bari, Brescia e Sampdoria. Su queste partite alterate transitavano scommesse con somme di qualche milione di euro”. Lo ha spiegato ai microfoni di Tgcom24 Marco Garofalo, capo Sco di Cremona, osservando: “Il meccanismo consiste in organizzazioni criminali internazionali con sede in Asia ed est Europa che agganciano individui italiani per alterare i risultati delle partite sulle quali avvengono scommesse con investimenti notevoli e vincite enormi. Siamo in una seconda fase dell’operazione, ma sicuramente le indagini andranno avanti”.

 

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

AGNELLI CE LA FARA’ A BUTTARE FUORI L’INTER DALLA CHAMPIONS? LA NORMA C’E’ MA FORSE I NERAZZURRI SI SALVERANNO.

La Juventus e l’accanito presidente ci riprovano. Tutti sappiamo dell’esposto che Agnelli ha spedito alla Uefa richiedendo l’esclusione dell’Inter dalla Champions a causa degli sviluppi su Calciopoli e sulla dichiarazione di Palazzi che ha accusato i nerazzurri di illecito sportivo per la stagione 2004/2005.

Ma cosa dice la norma del regolamento della Champions League? Essa è il quinto comma dell’articolo 2, rubricato “Numero di club per federazione membro dell’UEFA”, inserito nel Titolo II relativo alle iscrizioni, ai criteri d’ammissione ed all’integrità della competizione. In pratica, tutte le norme che disciplinano la partecipazione del singolo club alla coppa, a cui può competere dopo aver raggiunto il titolo sportivo stabilito e l’aver rispettato altre condizioni anche extra sportive (vedi la licenza UEFA, che fra poche stagioni comprenderà il celeberrimo fair play finanziario). Fra queste, per l’appunto, una sorta di “passaporto etico” delle squadre in gara: infatti per chi è rimasto coinvolto, direttamente o indirettamente, in atti e fatti volti ad influenzare l’esito di una partita, sia in campo nazionale o internazionale, l’UEFA dichiarerà l’esclusione dalla Champions. Ma, esistendo analoga norma anche nelle altre due coppe europee (Europa League e Super Coppa), tale esclusione è quindi a livello generale, per cui l’Inter eventualmente rimarrebbe fuori da ogni torneo.

L’Uefa però può agire anche al di fuori delle decisioni di altro organismo giudicante, nazionale o internazionale. In pratica, l’Uefa, una volta racconti i dati sufficienti, può procedere di sua iniziativa e giudicare il club fuori o dentro la competizione. Esistono però dei limiti all’azione dell’Uefa: la sanzione irrorata può coprire una sola stagione sportiva e non può essere presa se nel frattempo il club avesse subito una condanna che gli abbia in tutti i casi impedito la partecipazione alle coppe europee, pur avendone acquisito il titolo. Ma, soprattutto, ed è il punto che mette l’Inter al riparo da una futura esclusione, il suo coinvolgimento nell’“aggiustamento” di partite deve essere avvenuto dopo l’entrata in vigore dell’articolo 50.3 dell’attuale Statuto UEFA, ovvero dopo il 27 aprile 2007, data sicuramente posteriore alle telefonate di Facchetti (deceduto nel 2006).

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

SCIOPERO CALCIATORI: TUTTI I MOTIVI, DAL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ ALLA DISCRIMINAZIONE DEI FUORI ROSA.

La notizia che il calciatori di Seria A abbiano scioperato non è nuova. Spesso però sentiamo parlare male di questi sportivi che “visto gli stipendi stratosferici” che prendono, “si permettono anche di scioperare”. Anche io la pensavo così: lo sciopero un diritto dei lavoratori, ma anche una perdita di soldi. Chi sciopera non è in ferie, non è in mutua, si astiene dal lavoro di propria volontà e per questo non percepisce stipendio. Questo certo non colpisce il calciatori, appunto per i loro enormi guadagni, ma perchè hanno scioperato?

La disputa sorge tra Assocazione Italiana Calciatori, (Aic) e Lega di Serie A. Già lo scorso anno Aic e Lega si sono scontrati su alcuni punti, ma i calciatori e le loro società hanno comunque giocato le partite previste dal calendario, anche se l’accordo non era stato ancora raggiunto. Di che accordo stiamo parlando? Del contratto collettivo. Le proposte dell’Aic proprio non vanno giù alla Lega, che avanza proposte che, a detta di Tommasi, presidente dell’Aic, sono impossibili.

Ma andiamo a scoprire i nodi punto per punto:

1) Contratto: la Lega vorrebbe che i giocatori avessero un contratto flessibile, ciò significa che gli introiti sono legati essenzialmente ai risultati. Ed in caso di retrocessione in serie B, l’introduzione dell’automatica riduzione degli stipendi. L’Aic è d’accordo sulla flessibilità, ma solo per un 50%. Le società di serie A vogliono che il calciatore sotto contratto svolga esclusivamente l’attività di giocatore di calcio, senza poter svolgere un’altra attività professionale durante il tempo libero. L’Aic invece rivendica la libertà dei calciatori di poter gestire liberamente il proprio tempo libero, anche svolgendo un’altra professione.

2) Terapie fisiche: secondo la Lega se il calciatore ha bisogno di terapie fisiche è obbligato a rivolgersi allo staff interno della squadra e non deve rivolgersi a professionisti esterni. L’Aic è contraria.

3) Sanzioni: Secondo la Lega la sanzioni inflitte ai giocatori devono essere pagate dalle società; L’Aic invece sostiene che debba essere una decisione del collegio arbitrale.

4) Allenamento differenziato: I giocatori di un livello sono allenati in un modo e i giocatori della stessa squadra, ma di un altro livello, sono allenati in un altro modo. Per la Lega questo si può fare, mentre l’Aic crede che l’allenamento differenziato sia altamente discriminante.

5) Fuori rosa: Le società di calcio rivendicano il diritto dell’allenatore della squadra di decidere di far allenare in più gruppi i calciatori in rosa. Questo vuol dire che ci sarebbe il gruppo della rosa ed il gruppo, o i gruppi, dei fuori rosa, che si allenano a parte rispetto alla rosa dei “titolari”. L’Associazione Italiana Calciatori richiede che il gruppo dei calciatori sia unico ed i calciatori sotto contratto allenati tutti insieme.

5) Trasferimento di squadra: Secondo la Lega i trasferimenti sono automatici, cioè il calciatore non si può rifiutare di andare a giocare di un’altra squadra dello stesso livello, se questa gli garantisce lo stesso stipendio. Se lo fa dovrà pagare una multa pari alla metà del suo stipendio e il contratto sarà da intendersi immediatamente rescisso. L’Aic, ovviamente, si colloca sulla posizione opposta.

6) Contributo di solidarietà: Il contributo di solidarietà è una tassa che lo Stato chiede (da quest’anno) a chi percepisce redditi elevatissimi. Ovviamente i calciatori, che sono pagati fior fior di quattrini, devono versare questo contributo. La questione però si complica, perché non si sa precisamente chi deve pagare questo contributo, se il calciatore o la società. Le società, dal canto loro, non ne vogliono assolutamente sapere, ogni calciatore dovrà pagare il suo contributo singolarmente e autonomamente.

Ora, da che parte state?

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

NUOTO: 9 MEDAGLIE PER L’ITALIA, PELLEGRINI E SETTEBELLO D’ORO.

I Mondiali di Nuoto 2011 di Shanghai terminano per gli azzurri con complessivamente 9 medaglie al collo. La spedizione italiana porta a casa  tre ori, quattro argenti e due bronzi: nove medaglie in totale. Più o meno quante ne aveva guadagnate ai Mondiali di Roma del 2009. Ma allora era finita al settimo posto nella classifica generale, mentre invece a Shangai è andata meglio, quinta piazza, che non è proprio malissimo se si considera che là davanti c’è il trio delle meraviglie composto da Stati Uniti, Cina e Russia, imprendibili per tradizione.

Le due medaglie d’oro le porta a casa la ormai veterana della vasca Federica Pellegrini, che stupisce tutti un’altra volta, vincendo di velocità nei 200 metri stile libero e nei 400.  L’altro oro se lo aggiudica il Settebello, la grande squadra azzurra di pallanuoto, che con una sofferente ultima partita vinta 8-7 sale sul gradino più alto del podio.

Ma anche i due argenti rimediati da Fabio Scozzoli, 22enne romagnolo con il talento dei grandi nelle gare che premiano chi nuota più veloce nei 50 e 100 metri rana. Per lui, la soddisfazione è di quelle che non si dimenticano. E non tanto per aver dato filo da torcere a campioni di lungo corso che non avrebbe mai pensato di lasciare dietro. No, la vera soddisfazione per Scozzoli, parole sue, è la cuffia ricevuta in regalo dal suo mito, il prodigioso giapponese Kosuke Kitajima, una vera autorità nella rana.

A proposito di velocità, grandi applausi anche per Luca Dotto, argento nei 50 metri stile libero. Si è piazzato alle spalle del fenomeno brasiliano César Cielo, che nei giorni scorsi ha trovato spazio nelle cronache sportive anche per l’uso non regolare di un diuretico che gli è quasi costato il mondiale. Dotto ha fatto un’impresa che valeva da sola il prezzo del biglietto aereo. Era al primo mondiale, ha vent’anni, doveva vedersela contro alcuni dei più grandi velocisti di sempre. E ha fatto tombola. Roba da fuoriclasse.

L’ultima medaglia d’argento made in Italy se l’è guadagnata Martina Grimaldi nella 10 chilometri femminile. Ha centrato il risultato che vale un posto nella storia dopo aver rischiato di finire bollita come un’aragosta nell’acqua del mare cinese. La temperatura diceva trenta gradi, cinque-sei in più rispetto a quella che si registra in questi giorni nell’Adriatico al largo di Rimini. E cinque-sei gradi di differenza non sono pochi, provare per credere. Ne sa qualcosa la Consiglio, altra rappresentante italiana, che è stata vittima di un attacco di panico mentre tentava di fare il suo. Cartellino rosso per l’organizzazione. Un’altra prova così e siamo costretti a recuperare gli atleti con il cucchiaino.

Completano il medagliere di casa nostra, le due medaglie di bronzo che hanno trovato posto sul collo di Tania Cagnotto (l’incidente in motorino non ha aiutato senz’altro) e su quello di Alice Franco, terza nella 25 chilometri femminile.

Il Mondiale di Nuoto all’italiana ha però portato anche molto gossip. Fra la Pellegrini e Marin c’era maretta, e questo era già ben noto dalle ultime interviste dalla nuotatrice, ma a Shanghai c’è stato l’addio ufficiale, almeno comunicato alla stampa, e subito dopo è arrivato lo scoop: la Pellegrini sta con Magnini.

Nessuno ha confermato, anzi, Federica, subito pronta a smentire, ma Marin intervistato dopo il flop nella sua gara, ha ribadito che è ancora molto innamorato e che la coscenza sporca ce l’ha la bella nuotatrice. Sembra proprio che Luca Marin non sia fortunato in amore, prima la storia con la Manadou e il lancio dell’anello, sempre ad una competizione internazionale, oggi la Pellegrini e l’addio pubblico.

 

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

IL CIRCUITO DEL MUGELLO PRINCIPE DEL MOTO-MODIALE FINO AL 2016

Tutti gli occhi puntati sulla pista di Barberino del Mugello nel giorno della vittoria della Yamaha di Lorenzo, ma non solo per la gara. Infatti proprio nella domenica di corse arriva a sorpresa anche l’accordo tra Dorna e Mugello Circuit che incorona la pista toscana regina del moto mondiale fino al 2016.

Ho il grande piacere di annunciare il raggiungimento dell’accordo  – ha annunciato Paolo Poli, Amministratore unico della pista toscana – che conferma al Mugello la MotoGP, punta di diamante del motociclismo. Il Gran Premio d’Italia continuerà ad essere l’evento più importante nel nostro calendario sportivo anche nei prossimi anni. Questo accordo ci permette di continuare la positiva collaborazione con Dorna, organizzazione le cui qualità professionali hanno permesso al motociclismo di raggiungere un successo ed una popolarità mai raggiunti prima.

Ieri giornata veramente avvincente per gli appassionati di Moto Gp: oltre la clamorosa rimonta di Lorenzo, non possiamo permetterci di tralasciare il secondo posto di Dovizioso alle spalle dello spagnolo per la durata di tutta la gara, ne’ è possibile non citare il terzo gradino del podio occupato da Stoner, che nonostante la terza posizione resta in testa al mondiale con i suoi 152 punti. Altra storia quella di Valentino alla Ducati che ottiene il sesto posto del quale non si dichiara soddisfatto:

Siamo troppo lontanti dai primi. Purtroppo non ho lottato per le prime posizioni, ma dai primi siamo lontani una vita. In gara la moto andava meglio delle qualifiche, ma il distacco è davvero troppo grande.

Ecco l’ordine di arrivo del Gp Italia:

1. Jorge Lorenzo
2. Andrea Dovizioso
3. Casey Stoner
4. Ben Spies
5. Marco Simoncelli
6. Valentino Rossi
7. Hector Barbera
8. Daniel Pedrosa
9. Colin Edwards
10. Nicky Hayden
11. Hiroshi Aoyama
12. Karel Abraham
13. Alvaro Bautista
14. Randy De Puniet
15. Toni Elias

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

INTER: LA BELLA DI CASTIGLIA, TUTTI LA VOGLIANO MA NESSUNO LA PIGLIA!

L’inter sembra essersi trasformata nella bella di castiglia, tutti la vogliano ma nessuno la piglia. Dopo l’addio di Leonardo la lista dei no diventa giorno dopo giorno sempre più lunga. Dopo Marcelo Bielsa che ha dovuto declinare per motivi personali, ci sono Villas Boas e Capello. L’affare che avrebbe dovuto portare il portoghese in nerazzurro è saltato a causa della clausola di rescissione. L’Inter, che per averlo avrebbe dovuto pagare al Porto 15 milioni, si è tirata indietro. Mentre a bloccare Fabio Capello è stata la Federazione calcio inglese (FA) che ha rimbalzato la richiesta di liberare il ct. Capitolo a parte per Sinisa Mihajlovic. Il serbo attende di firmare con l’Inter. Ma, i continui comunicati ribadiscono che Mihajlovic è il tecnico della Fiorentina. A Milano non sono poi così certi. Oggi è il giorno di Gasperini che si incontrerà con la dirigenza neroazzurra.

Sembra che la Sindrome della Sfiga l’abbia di nuovo colpita dopo i successi riscontrati. La panchina dell’Inter vacante doveva essere la più ambita, gli allenatori avrebbero dovuto litigare per sedercisi ma invece sembra che Moratti non faccia da collante per nessuno.

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

DALLAS CHIUDE LA SERIE SUL 4-2 A MIAMI: E’ CAMPIONE NBA

Gara 6 si è conclusa con la vittoria dei Dallas Mavs per 95-105, e 4-2 della serie. I texani vincono il loro primo titolo Nba della storia proprio in casa di King James. Dirk Nowitzki, è lui l’mvp delle finali 2011, almeno quanto se lo avesse vinto Terry, 27 punti nel match decisivo, una partita girata dai Mavs con un break di 29-8 a cavallo di primo e secondo quarto. Il tedesco chiude la partita con 21 punti e 11 rimbalzi, la “peggior” partita della serie per lui, ma è stato decisivo nel segnare i canestri della sicurezza finale. Ancora sconcertante invece , la prova di James che chiude la partita con 21 punti: una gara giocata da “spettatore”, vagando per il campo e senza personalità. Wade è stato frenato dai visivi problemi ad un anca, e chiude la partita con 17 punti e 6/16 al tiro. Il prescelto ancora una volta ha toppata, stava a lui fare la differenza, ma queste finali verranno ricordate per il suo fallimento.

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

CALCIOSCOMMESSE: FINISCONO NEL MIRINO ANCHE GENOA, FIORENTINA, LECCE, CAGLIARI E ROMA

Roma, Fiorentina, Cagliari, Lecce e Genoa. E poi Siena e Bologna oltre all’Atalanta. L’indagine sul calcioscommesse potrebbe arrivare a una svolta decisiva, e finire per mettere nei guai anche club di serie A, mentre anche il Napoli è entrato nello scandalo per un’informativa dei carabinieri a proposito della partita con il Parma. Sono queste le cinque squadre al centro delle tre partite truccate di serie A rivelate agli inquirenti da uno dei nuovi “collaboratori” dell’indagine sul calcio scommesse. Questi sono i nomi che ha fatto uno degli indagati, Guido Savini, davanti al gip di Cremona. Il testimone però rivela di non saper niente di come siano state “organizzate” le partite.

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

INTER: PRIMO TITOLO PER LEO

Leonardo centra la prima vittoria della sua carriera di allenatore con una prestazione molto mourinhana della sua Inter. E’ sua la Coppa Italia, Palermo sconfitto. La doppietta di uno strepitoso Eto’o e il gol di Milito condannano il Palermo, che ha lottato fino all’ultimo. Finisce 3-1 tra le lacrime di Miccoli e Delio Rossi. C’è sempre una gamba di un interista in area ad anticipare una conclusione a botta sicura. C’è sempre un uomo a centrocampo che prova a non perdere d’occhio Pastore, nelle sue serpentine. L’Inter torna a vincere, chiude la stagione con un’altra coppa alzata da capitan Zanetti, e spegne i sogni di un Palermo pronto a scrivere la storia davanti a 40mila tifosi arrivati dalla Sicilia. I rosanero interpretano la gara da grande squadra ma senza trovare la “grande” conclusione: alla fine si meritano gli applausi dei tifosi.  Per la squadra di Leo è il terzo trofeo stagionale, dopo la supercoppa italiana e il mondiale per club.

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens

DJOKOVIC VINCE L’ ATP DI ROMA: NADAL DEVE INCHINARSI ANCORA UNA VOLTA AL SERBO

La locomotiva Novak Djokovic non si ferma, non si può fermare, non si riesce a fermare. Il serbo sconfigge lo spagnolo Rafa Nadal con un doppio 6 4, nella finale del Foro Italico. Porta così  a 39 i suoi successi consecutivi, di cui 37 nella stagione, con una striscia di 7 tornei vinti di fila nel 2011. Rafa deve cedere in una delle sue arene preferite, dove aveva vinto in 5 delle precedenti 7 edizioni con un bilancio di 31 vittorie e una sconfitta, e lo fa contro un degno erede dello scettro. La conquista della contea romana di Nadal, inoltre, è solo la prima tappa verso l’Impero, il numero 1 al mondo, che il serbo si accaparrerà quanto prima, tale è la sua superiorità al momento. Alla loro quarta sfida del 2011, tutte in finale dei Masters 1000, dopo che a Madrid Nole ha cancellato la ‘x’ alla voce “vittorie sulla terra contro Nadal”, lo spagnolo deve di nuovo inchinarsi al campione con cui alimenterà la principale rivalità del tennis maschile dei prossimi anni.

Start Slide Show with PicLens Lite PicLens
Tutta Altra Musica powered by PIM ITALIA