18 May 2012

SPUNTANO SOCIAL NETWORK COME FUNGHI: DA QUELLI DEDICATI A CHI COLTIVA ORTI, A QUELLI DEDICATI A CHI MANGIA FUORI CASA.

E’ diventata una mania. Sembra che non ci si possa più raffrontare con la realtà senza passare dai social network. Ed è così che, in questo delirio dove ognuno vuole dire la sua e diventare un micro protagonista in mare magnum di persone, nascono come funghi nuovi social network sempre più specializzati. C’è ad esempio quello dedicato a chi coltiva un orto. Si chiama www.growtheplanet.com e mette in rete appassionati di zappa e ortaggi in cerca di suggerimenti o in grado di fornire soluzioni. Nella piattaforma si possono consultare articoli, libri ed esperti e organizzare incontri per scambiarsi prodotti, sementi, visite e assaggi. Grow the Planet mette a disposizione degli utenti strumenti di apprendimento, gestione e interazione che li accompagnano dalla semina alla raccolta; uno spazio dove condividere idee, conoscenze e trovare consigli su come far crescere gli ortaggi nel giardino o nel balcone di casa. Se invece fai parte della categorie di persone che per necessità o piacere mangia sempre fuori casa o all’incontrario un appassionato di cucina che dedica il suo tempo libero a cucinare ottimi manicaretti per parenti o amici, non puoi esimerti dall’iscriverti al social  PeopleCooks. L’obiettivo? Far incontrare queste due realtà offrendo ai ‘People’ opportunità di risparmio e i vantaggi di un pranzo fatto in casa e ai ‘Cooker’ un piccolo guadagno, utile in tempi di crisi. Insomma, mangiare risparmiando e magari facendo nuove amicizie. Su www.peoplecooks.it chiunque può diventare cuoco trasformando la propria abitazione in un piccolo ristorante e aggiungendo al tavolo della propria sala da pranzo fino ad un massimo di sei coperti. Per entrare nella community i cuochi ‘caserecci’ dovranno registrarsi e convenzionarsi per un anno pagando solo un piccolo contributo di 20 euro. Meno ‘impegnativo’ l’accesso per i People. A loro basterà solamente entrare nel sito e scegliere il Cooker più adatto alle proprie esigenze. Un motore di ricerca localizzato, infatti, permette agli utenti di sapere se nelle vicinanze c’è un Cooker disponibile. Così a due passi dall’ufficio o dall’università potrà trovare un ambiente familiare pronto ad accoglierlo per pranzo o cena. Dal video avrà una prima impressione e potrà contattare il suo Cooker direttamente per mettersi d’accordo su orari e modalità di ospitalità alla sua tavola. Insomma sembra proprio che, sia che si tratti di affari, che si tratti di relazioni interpersonali, ad oggi non si possa più fare a meno dei social network.

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KODAK RISCHIA IL FALLIMENTO: ATTIVA DAL 1892 E’ IN CRISI FINANZIARIA, SI PENSA ALLA VENDITA DI BREVETTI PER SALVARE LA SOCIETA’.

Kodak, uno dei più famosi produttori di pellicole e sistemi per la fotografia al mondo, rischia il fallimento. La notizia è stata diffusa dal Wall Street Journal, che ha consultato alcune fonti anonime vicine al gruppo.

Per rimettere in sesto i propri conti ed evitare il fallimento, i responsabili di Kodak vogliono vendere parte dei brevetti posseduti dalla società per fare rapidamente cassa e avere nuovi fondi a disposizione. Secondo diversi analisti una simile soluzione potrebbe rivelarsi insufficiente e la stessa azienda sembra essere poco convinta, e ormai pronta al peggio.

I legali di Kodak avrebbero già iniziato a preparare le carte necessarie per ricorrere al “Chapter 11″, la parte della legge fallimentare statunitense che consente alle imprese di avviare una ristrutturazione quando si trovano in dissesto finanziario. Il sistema ricorda molto quello dell’amministrazione controllata che esisteva fino a qualche tempo fa anche in Italia. Negli anni il Chapter 11 è stato usato da diverse società americane comprese Lehman Brothers, Enron, Texaco, Chrysler LLC e la compagnia aerea Delta. Kodak avrebbe anche avviato una prima serie di contatti con alcune banche per avviare nuove linee di credito. Il WSJ parla di almeno un miliardo di dollari per consentire alla società di rimanere a galla durante le procedure per la bancarotta.

Secondo il giornale statunitense, la richiesta di bancarotta potrebbe essere inoltrata già nelle prossime settimane o nei primi giorni di febbraio. La società continuerebbe a lavorare normalmente e a pagare i propri conti durante la fase fallimentare, ma l’operazione sarebbe comunque affiancata dalla vendita di una cospicua parte dei 1.100 brevetti posseduti da Kodak. L’operazione dovrebbe avvenire tramite un’asta pubblica e potrebbe segnare profondamente il futuro della società.

La notizia della possibile richiesta per bancarotta ha fatto precipitare ieri il titolo in Borsa della società. Le azioni hanno perso in poco tempo il 28 per cento del loro valore arrivando a 47 centesimi di dollaro. Kodak non ha commentato né smentito l’articolo del Wall Street Journal, che si conclude con una tetra considerazione:

Il fondatore di Kodak, George Eastman, si suicidò all’età di 77 anni in quello che è ora il museo che celebra la persona che fondò Kodak e l’impatto che ebbe sulla fotografia. Sul biglietto che lasciò prima di uccidersi c’era scritto: «Ai miei amici, il mio lavoro è fatto. Perché aspettare?»

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WIKIPEDIA E’ SALVA: 20.000 DOLLARI DI DONAZIONI DAGLI UTENTI, E’ RECORD PER L’ENCICLOPEDIA LIBERA.

Wikipedia può fare un sospiro di sollievo, è salva anche per il 2012. Dopo l’allarme per la chiusura di uno dei 5 siti più letti del mondo, il pubblico si è mobilitato, raggiungendo la cifra di 20.000 dollari di donazioni volontarie al sito. Dal 16 novembre all’1 gennaio, era impossibile non notare il banner della campagna di sostentamento in testa ad ogni pagina di Wikipedia. Persino il suo fondatore Jimmy “Jimbo” Wales ha messo letteralmente la faccia all’appello per la raccolta fondi, così come tutto il suo staff composto da 80 dipendenti e oltre centomila volontari. “Wikipedia è qualcosa di speciale. E’ come una biblioteca o un parco pubblico. E’ come un tempio per la mente. E’ un luogo nel quale tutti noi possiamo andare a pensare, imparare, condividere la nostra conoscenza con gli altri” – aveva scritto Wales.

L’idea ha funzionato. E l’organizzazione senza fini di lucro – che non utilizza nemmeno un pixel delle sue pagine per la pubblicità – anticipa la festa del suo undicesimo compleanno prevista per il 15 gennaio. C’è, infatti, da brindare anche per il record di donazioni raggiunto quest’anno che batte quello del 2010 per quattro milioni in più. La campagna registra, dunque, un trend positivo di anno in anno: dal 2003 non si fa altro che salire.

Un milione di utenti hanno tirato fuori il portafoglio e hanno donato, contribuendo alla salvezza dell’enciclopedia online gratuita. I contributi sono stati anche di piccole cifre, cinque, dieci, venti dollari. Ma questo è bastato a Wikipedia per garantire ancora un altro anno di vita.

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SAMSUNG VS APPLE: LA SFIDA CONTINUA. DOPO I PRODOTTI, ORA SI CLONA PURE LA BAMBINA DELLO SPOT.

La sfida continua. Quella tra Apple e Samsung sembra proprio una vera battaglia, dopo i prodotti clonati ora si aggiunge anche il colpo dei casting pubblicitari. Già, perchè l’azienda coreana, per lo spot del nuovo tablet 4G, ha “scippato” o “preso in prestito” la bambina dagli occhi verdi protagonista del lancio dell’iPhone 4S.

Coincidenza? Può darsi, Samsung, visto il fattaccio, ha subito ritirato lo spot, pensato per il mercato coreano, che però è ancora disponibile su You Tube. L’idea però ha l’odore di una sfida: dopo l’imitazione di alcuni prodotti, Samsung è in sfida con la Mela, e la considera il competitor numero 1 in molti segmenti del mercato.

L’accusa di Apple verso Samsung è di plagio, per questo l’azienda di Jobs ha portato i coreani in una serie di cause legali per “plagio” in alcuni paesi. “A quanto pare Samsung non pirata solo e il design e lo stile degli spot, ma persino i protagonisti delle pubblicità!” scrive su The Verge un lettore. Da cui la replica: “Ma perché, Apple ha un brevetto sulla bambina?”.

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L’IMPRONTA DI DIO DENTRO UNA PARTICELLA.

Forse il Cern l’ha scoperta. Ha scoperto quella particella inspiegabile da dove tutto ha avuto inizio. Due grafici, due curve colorate emerse dagli esperimenti Atlas e Cms effettuati con il superacceleratore Lhc. «Coincidono quasi perfettamente e questo ci mostra qualcosa di importante – dice Sergio Bertolucci, direttore scientifico del Cern -. Stiamo prosciugando il lago in cui la particella nuota e cominciamo a intravvedere la possibile coda». Il suo vero nome è in realtà «bosone di Higgs» dal nome del suo ideatore, il fisico teorico britannico che nel 1964 la immaginò per spiegare la massa delle particelle elementari della materia, però diciamoci la verità, parlare di “particella di Dio” è assai più romantico. La verità è che il bosone in questione è l’elemento determinante della teoria, il modello Standard, con la quale gli scienziati descrivono la natura. Se non esistesse bisognerebbe cambiare l’ intero disegno architettonico finora concepito. Insomma il bosone è l’inizio e la fine della scoperta della materia, proprio come Dio, inizio e fine. Non c’è niente di religioso in tutto questo e neanche di trascendentale, anzi, il fatto che la scienza abbia scoperto come tutto ha inizio in questo mondo, non fa che confermare il pragmatismo del nostro esserci.

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DOPO JOBS E RITCHIE CI SALUTA ANCHE UN’ALTRO GENIO DEL NOSTRO TEMPO: JOHN MCCARTHY

Ha inventato il linguaggio Lisp ed è stato lui a definire i processi che stanno dietro l’intelligenza artificiale. John McCarthy se ne va ad 84 anni e nonostanti in pochi lo conoscessero, perché sempre lontano dai riflettori, ci lascia un’eredità non indifferente, una di quelle che guarda veramente al futuro.  Le sue teorie sull’erogazione di applicazioni come servizio sono diventate realtà quotidiana su computer, smarphone e tablet. Ma quello che proietta veramente Mccarthy nel futuro, quello che è stato ripreso più volte anche nei film e che ormai sembra sempre più vicino, è la creazione di quello che lui stesso chiama AI Intelligenza Artificiale. L’intelligenza artificiale nell’idea di McCarthy è l’applicazione del pensiero matematico alla definizione di attività strutturate. La teoria, applicata con successo e i cui risultati pratici sono visibili oggi in molti campi, dalla robotica ai videogame, è che la riproduzione digitale di processi cognitivi, elaborativi e mentali passi dalla mappatura matematica delle possibilità e delle probabilità. Il computer insomma può arrivare a sviluppare un’intelligenza, basandosi su dei modelli, delle formule e dei dati. Studi molto complessi e dettagliati, i cui frutti sono visibili in molte applicazioni contemporanee. Insomma se ne va un altro grande del nostro tempo, un altro genio che ha contribuito a rendere la nostra vita migliore.

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LA NUOVA SUONERIA DI NOKIA E’ DI UN ITALIANO: IL DJ VALERIO SIZZI RENDE LA NOKIA TUNE “TAMARREGGIANTE”.

Il Dj italiano Valerio Sizzi ha vinto il concorso per la creazione di una nuova versione del Nokia Tune, la suoneria più famosa del produttore di telefoni cellulari. Il suo “Nokia Tune Dubstep Edition” finirà su più di 100milioni di nuovi telefoni, destinati ad essere venduti in tutto il mondo. L’obiettivo del concorso era mantenere la melodia della versione originale rendendola più attuale e creativa, e Sizzi, il vincitore, possiamo dire, che ha reso la suoneria un pò più “italianeggiante” o meglio “tamarra”.

 

Nokia Tune Dubstep Edition


Il concorso era partito il 5 settembre sul sito di Nokia, raccogliendo in poco tempo centinaia di variazioni sul tema originale ispirato alla composizione Gran Vals del chitarrista e compositore spagnolo Francesco tarrega Eixea del 1902.

Dopo il Dj italiano si sono classificate a pari merito altre suonerie:

Nokia New Generation

Nokia in the Sky

Nokia Cappella

Progressive Nokia

Nokiorchestra

 

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LA CITTA’ DEL FUTURO MA SENZA CITTADINI

Sarà costruita in New Mexico, non ha ancora un nome ed è stata progettata per 350mila persone, ma nessuno la abiterà. Si tratta del nuovo progetto della società Pegasus Global Holdings, leader nel campo di innovazioni tecnologiche, difesa, sicurezza e telecomunicazioni, che servirà per testare sistemi di controllo del traffico, ma anche avanzati sistemi per la sicurezza informatica e reti wireless di ultima generazione che poi verranno immessi sul mercato. Una fantomatica città del futuro, insomma, la cui realizzazione avrà un costo di 200milioni di dollari che saranno messi a disposizione di laboratori federali e università. Sarà possibile, però visitarla e, affinché i turisti si rendano conto della differenza e dei benefici che le nuove tecnologie apporterebbero alla nostra vita di tutti giorni, sarà possibile trovare in città anche le vecchie tecnologie, in modo da poter confrontare ‘presente’ e ‘futuro’.

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OLIO RIFRITTO NEL MOTORE, LA NUOVA FRONTIERA DEI BIOCARBURANTI

Quando un cibo è avariato naturalmente lo gettiamo nella pattumiera e facciamo lo stesso con gli avanzi della cena che non possono essere riscaldati e riproposti in tavola diverse volte (anche se la crisi ci sta insegnando come riutilizzare i nostri avanzi anche il giorno successivo). Beh, oggi se non desiderate mangiare la solita ‘minestra riscaldata’ esiste un altro modo di impiegarla: metterla nel motore.  Si tratta della nuova frontiera dei biocarburanti, la cui prima regola è di far viaggiare auto, aerei etc. senza affamare le persone. Da questo imperativo morale e politico nascono i biofuel di seconda generazione,  quelli che sono d’origine vegetale ma non sottraggono terreni alle colture alimentari. In questo modo si possono riciclare olio di frittura, grasso del pollo o più in generale della carne, erba tagliata e alghe. Soprattutto quest’ultima è  fonte privilegiata:  ”Contiene olio da cui si può ricavare biodiesel, ma anche carboidrati da far fermentare per ricavarne etanolo, e ancora vitamine e proteine, da cui si possono ottenere mangimi e integratori per l’alimentazione umana”, spiega  Mario Tredici, ordinario di Microbiologia Agraria dell’Università di Firenze e presidente della European Algae Biomass Association. L’alga inoltre sarebbe interamente utilizzabile e non produrrebbe scarti, dal momento che  persino la parete esterna si può utilizzare per la produzione di bioplastiche. L’ Università di Firenze e in collaborazione con Fotosintetica & Microbiologica srl lavora oramai da anni ad un fotobioreattore a bassa costo che sarà presto immesso sul mercato, oltre che alla produzione di biocarburanti dalle alghe. A verificare le possibilità di industrializzare le coltivazioni penserà nei prossimi anni il progetto Biofat, finanziato dall’Unione europea con l’ambizioso obiettivo di provare la fattibilità della coltura di microalghe marine su dieci ettari di terreno a Cartagena (Spagna) e ottenere 90 tonnellate di alghe per ettaro l’anno.

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GOOGLE COMPRA ANCHE MOTOROLA: AL VIA LA BATTAGLIA A DUE CON APPLE!

Google compra tutto. Questa volta la preda è stata la casa costruttrice di telefonia Motorola. Potremo dire che sia l’inizio di una rivoluzione? I canoni ce li ha visto che Motorola è una delle più grandi società di produzione di smartphone e la potenza di Google è nota al mondo intero.

Con questa acquisizione la società Montain View, che ormai è ben oltre i confini della sola internet, diventa praticamente una vera e propria società produttrice di smartphone, di tablet e via dicendo, ma con un grande vantaggio rispetto alla concorrenza: è infatti in grado di realizzare autonomamente il sistema operativo Android, mentre gli altri sono costretti ad acquistarlo o da Google stesso o da Microsoft.

Google così si metterebbe al pari della Apple, o forse in leggero vantaggio vista la grande esperienza di Motorola nel campo della telefonia.

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