I risultati delle elezioni amministrative ci sono, c’è già che esulta e chi piange. I vincitori al primo turno sono 6: Flavio Tosi della Lega a Verona (sindaco uscente), Paolo Perrone (sindaco uscente) del centro denstra a Lecce, Ettore Romoli (sindaco uscente) del centrodestra a Gorizia, Cosimo Consales del centrosinistra a Brindisi (in precedenza vi era una giunta di centrodestra), Massimo Federici del centrosinistra (sindaco uscente) a La Spezia e Samuele Bertinelli del centrosinistra a Pistoia.
Al ballottaggio vanno ben 17 città con 8 fovorevoli al centrosinistra. A Lucca risultato storico, il sindaco uscente del centrodestra perde pure l’entrata al ballottaggio con il 15% dei consensi. Se la giocheranno Alessandro Tambellini del centrosinistra con il 46% dei voti e Pietro Fazi (lista civica e Udc) con il 16%. Anche a Monza l’aria che tira è simile a quella toscana. Il sindaco uscente, Marco Mariani, della Lega, è fuori con l’11% dei voti, al ballottaggio andranno Roberto Scanagatti del centrosinistra, il favorito con il 38% dei voti, e Andrea Mandelli del centrodestra con il 20%. A Parma il Movimento 5 Stelle fa cassa, prendendo il 19,5% dei voti con Pizzarotti, che va al ballottagio con l’esponente di centrosinistra Bernazzoli (39,2%).
Il ballottaggio combattuto si avrà ad Asti, Belluno, Cuneo, L’Aquila, Trapani e Agrigento, con il centrosinistra e l’Udc leggermente in vantaggio. A venir fuori con vigore da queste amministrative, è l’astensionismo, un dato grave che dovrebbe far riflettere su come è stata gestita la politica in questi ultimi anni.
C’è però chi esulta, come il PD, che si conferma come partito più forte, ma c’è anche chi piange: Alfano fa mea culpa, “Nessuno può festeggiare. Registriamo una sconfitta e paghiamo la responsabilità per il sostegno a Monti che non vogliamo far mancare. Non voteremo però l’invotabile”, arriva al suo seguito anche La Russa che dà la colpa ai candidati: “Abbiamo sbagliato i candidati non ho difficoltà ad ammetterlo. C’è la mania di cercarli con la faccia carina senza sapere da quale esperienza amministrativa vengano mentre la gente vuol persone affidabili e per i palermitani è più affidabile Orlando”. Arriva anche la risposta secca di Berlusconi, come come solitamente fa, minimizza: “Non conosco ancora bene i risultati, ma per quello che ho appreso al telefono sono superiori a quanto mi aspettassi sinceramente”.
“Si registra un nettissimo rafforzamento del Pd e del centrosinistra, uno tsnumani nel centrodestra e un’avanzata di Grillo. Non è vero che hanno perso tutti – commenta il segretario del Pd Pier Luigi Bersani - Siamo avanti in 17 capoluoghi, in 8 è avanti il Pdl. E’ ribaltato il risultato di partenza. Per quanto riguarda noi se ci danno tutte le settimane un risultato così, facciamo festa”.
Su la Stampa, Federico Geremicca, commenta le elezioni amministrative, sottolineando la solidità del PD nel fragile scenario politico italiano:
Un cumulo di macerie politiche. E in mezzo ai rottami di partiti che non ci sono più (il Pdl), di movimenti messi in ginocchio dai loro stessi errori (la Lega) e di esperimenti rivelatisi nelle urne espedienti mediatici o poco più (il Terzo polo) solo il Pd sembra reggere l’urto dell’esasperazione popolare.
Il Pd si conferma – e adesso di gran lunga – il primo partito del Paese. Non che il voto non abbia riservato amarezze anche ai democratici di Pier Luigi Bersani, com’era prevedibile: ma a fronte della polmonite che ha colpito gli altri, quel che turba il Pd può esser per ora considerato un semplice seppur fastidioso raffreddore. E nulla più.

























