18 May 2012

SANITA’ PAGATA DAI FUMATORI, ECCO L’IDEA DELLA LEGA

I fumatori non ne saranno contenti, i cittadini non dediti al vizio del fumo invece sì. La nuova proposta della Lega si riassume in poche parole: tassare ulteriormente il pacchetto di sigarette per evitare il superticket su visite specialistiche e diagnostiche. Mentre i ministri della Salute e degli Affari Regionali (Fazio e Fitto) sarebbero anche d’accordo, a dimostrarsi titubante è il Tesoro. Le reticenze di quest’ultimo sono infatti dovute al timore che ad un aumento del prezzo dei tabacchi corrisponda un crollo dei consumi e, perciò, non si riescano a coprire ugualmente le cifre necessarie per eliminare il superticket.

L’idea è stata invece sposata in toto dalla Conferenza delle Regioni, come spiega Vasco Errani, Presidente della Conferenza e Governatore della Toscana:

Noi in passato avevamo gia’ affrontato l’ipotesi di una possibile copertura con il fumo dei costi del servizio sanitario nazionale e tutto cio’ ci sembra ancora giusto perche’ premierebbe comportamenti utili alle persone. E tutto ciò aumentando le accise di pochissimo – garantisce Errani per placare gli animi degli iscritti alla Federazione dei Tabaccai che invece annunciavano aumenti di anche 2 €.

Il capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, argomenta così:

In Italia si consumano ogni anno 5 miliardi di pacchetti di sigarette, basterebbe un aumento di un euro per mettere in cassa 5 miliardi sicuri, perche’ le accise lo Stato le incassa automaticamente, quelle dei ticket sono invece entrate presunte, tanto piu’ che molti cittadini andranno al privato, per molte prestazioni piu’ conveniente del pubblico con il ticket aggiuntivo. E poi non e’ detto che l’aumento dell’accise ricadrebbe automaticamente sui fumatori, visto che altre volte e’ stato assorbito dai produttori, senza dimenticare che in Italia i prezzi delle sigarette sono i piu’ bassi d’Europa

Diteci anche voi cosa ne pensate!

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RAI: LA CACCIA ALLE STREGHE. ANCHE FAZIO PRONTO ALL’ADDIO “VIALE MAZZINI VUOLE CACCIARE SAVIANO E LA LETTIZZETTO”.

La Rai fa tabula rasa. Dopo Michele Santoro, sembra sia pronto all’addio anche un altro grande della rete pubblica italiana e cioè Fabio Fazio. Viale Mazzini sembra voler fare una caccia alle streghe vera  e propria, escludendo dal palinsesto tutti coloro possano in qualche modo mettere qualche ostacolo tra le gambe di Casa Rai, ma anche del Governo.

Fazio scrive una lettera aperta a Repubblica, nella quale spiega il perchè dei problemi con la direzione generale:

CARO Direttore, da oltre sei mesi ho dato la mia entusiastica adesione al direttore di Rai Tre Paolo Ruffini che mi aveva proposto di proseguire “Che tempo che fa” per i prossimi tre anni così come di ritrovarmi sin da gennaio con Roberto Saviano per una nuova edizione di “Vieni via con me”. Da oltre sei mesi aspetto una decisione della Rai. Che cosa ha impedito o impedisce al precedente e all’attuale Direttore generale di rinnovare i contratti in scadenza di alcuni fra i protagonisti della tv pubblica?

Ho chiesto di poter continuare ad andare in onda con “Che tempo che fa” sulla stessa rete, nello stesso orario e per la stessa durata, di poter continuare a gestire gli ospiti con l’autonomia che si deve riconoscere a un qualunque gruppo di professionisti della televisione, di poter continuare ad avvalermi della presenza di Gramellini, dell’appuntamento irrinunciabile con Luciana Littizzetto e naturalmente di Roberto Saviano. Queste garanzie non sono mai arrivate nonostante le mille rassicurazioni ricevute che promettevano il contrario. “… Domani; fra due ore; fra due giorni; a fine settimana; all’inizio della prossima…” e via dicendo. In queste ultime settimane invece mi sono arrivati solo inquietanti frammenti di intenzione che di certo non hanno contribuito a rasserenare il clima. Per non parlare delle notizie su di me, sul programma e su quelli che ne fanno parte, uscite sui giornali e mai smentite. “… Pare che il programma debba cambiare rete o essere ridotto nell’orario; pare che Luciana sia considerata eccessiva; sembra più opportuno rimandare l’ipotesi di una nuova edizione di Vieni via con me e cose del genere…”. E per finire tutti hanno potuto leggere definizioni di Rai Tre e di chi ci lavora che giudico offensive e inaccettabili soprattutto se pronunciate da chi ha importanti responsabilità all’interno della Rai. “Il fortino, l’enclave di comunisti, la riserva indiana”. Viene da chiedersi come tutto ciò sia possibile, perché accade e soprattutto a chi giova. Un pregiudizio massimalista che potrebbe in ugual modo valere per Rai Uno o Rai Due. Sento tutto ciò come una profonda ingiustizia che fa torto al lavoro di tanti anni e alla professionalità mia e dei miei colleghi della Rai.

Fazio dice di essere tranquillamente pronto a cambiare editore:

Nella lettera che ho indirizzato al Direttore Generale, riconoscevo senza alcuna difficoltà all’Editore il diritto e il dovere di fare liberamente le proprie scelte ma chiedevo e torno a chiedere un atteggiamento leale. In tutti questi anni ho imparato che non si può fare tv contro la volontà del proprio Editore e se mai ce ne fosse stato bisogno l’esperienza di “Vieni via con me” ha provveduto a ricordarmelo. L’indifferenza e l’ostilità da parte dell’Azienda è stata evidente sin dal primo momento e solo la professionalità di un collaudato gruppo di lavoro e la tenacia di Rai Tre ci ha consentito di andare in onda e con quel risultato. Per questo ho deciso di non correre più un simile rischio professionale e per questo ho deciso che non sono più disponibile a ripetere l’esperienza di “Vieni via con me” in questa Rai. Se altrove troverò le condizioni necessarie, l’entusiasmo e la condivisione del progetto, il Pubblico potrà ritrovare presto me e Saviano di nuovo insieme.

Un addio?

Non so come andrà a finire. Desidero concludere esattamente con le parole con cui ho salutato la Dott. ssa Lei nella mia lettera per ribadire che conservo nei confronti della Rai, della mia Rai e delle persone con cui ho lavorato in tutti questi anni un senso di gratitudine profonda e sincera e in molti casi di autentica amicizia.

 

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SANTORO, FAZIO, TRAVAGLIO E LETTIZZETTO VIA DALLA RAI PAROLA DI SALLUSTI. SARA’ VERO?

Lo dichiara Il Giornale sparandolo in prima pagina: “Santoro e Fazio lasciano la Rai e con loro anche Travaglio e la Lettizzetto”. Ma saranno notizie vere o pii desideri? Leggiamo.

Fosse che fosse la volta buona. Un bell’addio alla Rai. Un’uscita senza troppi traumi e con il gradimento di tutti. Fine della storia. Fine delle polemiche sul canone. Delle contestazioni sul servizio pubblico catalizzato dai campioni della sinistra e dell’informazione faziosa a senso unico. Tutti contenti, altroché. Da qualche settimana Michele Santoro e Fabio Fazio sono in trattativa con La7. E anche se non siamo ancora in dirittura d’arrivo, la polpa c’è tutta. Il conduttore di Annozero e quello di Che tempo che fa hanno già incontrato Giovanni Stella, vice presidente esecutivo e amministratore delegato di Telecom Italia Media. Dettagli non ne trapelano. Tuttavia le presentazioni dei palinsesti sia della Rai che di La7 incombono e agli investitori bisogna saper bene che cosa dire. Quindi il tempo stringe. Ma siccome la stagione di Annozero è divisa in due, a fine giugno la Sipra, concessionaria pubblicitaria della Rai, potrebbe cavarsela annunciando la continuazione del programma per la tranche autunnale. Per il 2012 si vedrà. Se andasse in porto, il trasloco di Santoro potrebbe avvenire a fine anno.

Diverso è il discorso che riguarda Fazio, contratto in scadenza a giugno. Se non fosse rinnovato, il suo passaggio alla rete di Telecom avverrebbe già per l’autunno. A complicare lo scenario c’è anche l’esito dei ballottaggi. Ma non nel caso di «Michelechi?», il quale già l’anno scorso di questi tempi era vicino alla risoluzione del rapporto con la Rai, contanto di buonuscita e relativo contratto di collaborazione per un pacchetto di docu-fiction ben remunerate (un milione di euro a puntata). Era quasi tutto fatto quando il direttore generale Mauro Masi annunciò ai quattro venti, con gli esiti che sappiamo, di avere il gatto nel sacco. Tutta l’operazione però era stata condotta da Lucio Presta con Lorenza Lei, allora vicedirettore con delega alle Risorse artistiche. Adesso, con Lei ascesa ai vertici aziendali, è ripreso il concerto, stavolta per la fuoruscita definitiva dalla Rai,con il successivo trasferimento armi e bagagli nella rete outsider, riaccesa da Mentana. E proprio Mentana, spesso ospite di Annozero, ha avuto un ruolo centrale nell’inizio della trattativa, alimentata anche dalla stima professionale per Travaglio. Non a caso, dopo il suo arrivo, la presenza su La7 del vicedirettore del Fatto quotidiano è diventata molto assidua, quasi una rubrica nei ping-pong del tg.

Ci avrà azzeccato Sallusti questa volta? o è l’ennesimo falso allarme?

 

 

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AMATO: “L’EGUAGLIANZA DEVE ESSERE IL FONDAMENTO DELLA SINISTRA, COME LO ERA AL TEMPO DEI MIEI NONNI, LA LEGA SBAGLIA TUTTO, NON HA SENSO STORICO QUELLO CHE DICE, LA PADANIA E’ SOLO UNA PICCOLA PARTE D’ITALIA”.

Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio, classe 1938 è ospite da Fazio a “Che Tempo che fa” e parla di tutto, di politica, di storia, di dignità. Secondo Amato: le donne non godono degli stessi diritti degli uomini pur avendo i medesimi doveri, gli immigrati hanno le stesse aspettative dei cittadini residenti e ai figli dei ricchi si garantisce un’istruzione migliore di quella offerta alla restante popolazione. L’eguaglianza dovrebbe essere il cardine di ogni programma politico, lo era al tempo del socialismo, e anche ora lo dovrebbe essere. Fazio confeziona una domanda ormai nelle teste di molti italiani: “Come va considerato il gesto della Lega che mentre si intona l’inno d’Italia se ne va al bar? Grave o Gravissimo?”. Amato risponde: ” Non importa se grave o gravissimo. La Lega sbaglia innanzitutto con se stessa nel farsi protagonista di divisioni.  Non ha senso storico pensare ad una patria padana distinta da una patria italiana in un mondo in cui la dimensione europea sara’ una dimensione troppo piccola per aver voce nel mondo. Il giorno in cui ci saranno allo stesso tavolo il presidente degli Stati Uniti, quello della Cina, quello del Brasile, quello dell’India noi ci mandiamo l’Atalanta, io ho grande stima per l’Atalanta ma non e’ possibile”. In secondo luogo Amato ha osservato che “se la riforma federale e’ una riforma che puo’ cambiare l’Italia e la puo’ cambiare in meglio, lo si faccia in nome dell’Italia, non la si puo’ fare in nome di un pezzetto dell’Italia settentrionale perche’ allora riguarda quello e non tutti noi”, ha concluso.

 

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FUMATORI ATTENZIONE, IL MINISTRO DELLA SALUTE FAZIO FA FARE A SUA MOGLIE LA TAC SPIRALE, MA A NOI NO

Il problema del fumo coinvolge molti di noi e anche me. Spesso la sigaretta è un piccolo piacere dopo il caffè che si spegne sulla scritta impressa sul pacchetto: ‘Il fumo nuoce gravemente alla salute’. Ebbene se si è fumatori incalliti, oggi esiste un esame che può veramente semplificarci la vita, e addirittura salvarla: si tratta della tac spirale, da eseguire ai polmoni, che è in grado in pochi secondi di fotografare e rendere in digitale l’immagine del nostro polmone con una risoluzione davvero sorprendente. Questa forma di prevenzione, se applicata con costanza ai pazienti ( con una cadenza annuale), è in grado di salvare almeno 7 pazienti su 10. Il problema? La moglie del ministro della salute, Fazio, si sottopone all’esame su consiglio del marito ben una volta all’anno ma il signor ministro si rifiuta, almeno per adesso, di considerare la possibilità di renderlo un esame pubblico.Il tema è stato trattato ieri sera dalle Iene di Italia 1, che hanno intervistato sull’argomento l’oncologo ed ex ministro della sanità Umberto Veronesi. Veronesi ha ribadito l’importanza del sottoporsi alla tac spirale per un fumatore accanito che abbia superato i 50 anni, il problema resta che l’esame costa 200 euro. Ma, come sottolinea, lo stesso Veronesi, se fosse passato dalla sanità pubblica, lo Stato ci guadagnerebbe invece che perderci. Infatti, un paziente il cui carcinoma o cancro venga preso in tempo, necessita di cure meno invasive, meno costose e il risparmio si potrebbe calcolare anche in termini di degenza e di ricovero ospedaliero. In sostanza, se ho un tumore e viene preso in tempo, io sarò curata in breve e potrò tornare alla mia normale vita, al contrario oggi molti tumori vengono presi quando i sintomi sono più che manifesti e spesso è troppo tardi, di conseguenza i pazienti necessitano di lunghe, costose e dolorose cure che tutti ci potremmo risparmiare, anche lo Stato. La questione resta comunque irrisolta: il ministro della salute caldeggia fortemente l’esame per la moglie, ma non fa altrettanto per il resto degli italiani che hanno questo problema

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LA CACCIA ALLE “SMART DRUGS”

La lotta alle ‘smart drugs’, le cosiddette ‘droghe furbe’ tra le quali spiccano deodoranti per ambienti ed erbe che possono addirittura essere spacciate per infusi da bere, “e’ piu’ complicata perche’ va a interessare prodotti meno noti”, camuffati “sotto forma di sostanze innocue”. Lo ha spiegato oggi il ministro della Salute Ferruccio Fazio, in una conferenza, dove sono stati presentati i risultati dell’operazione dei Nas ‘Profumo di droga’, che ha portato ad arresti e sequestri di sostanze in tutta Italia.
Il Ministro assicura che, da sempre c’è stata una collaborazione importante con i Nas, che ha portato nel 2010 all’iscrizione di due nuove sostanze, nelle tabelle delle droghe illegali.Il Ministro aggiunge: “Non dobbiamo mollare la presa, anche se non possiamo ancora dire che si tratti di un fenomeno di tali dimensioni da costituire un allarme sociale”.
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RAI: IL REO CONFESSO MAZZETTI CONDANNATO SOLO PER AVER SFORATO DI 2 MINUTI. ASSASSINO.

Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre è stato sospeso per 10 giorni.

La motivazione è da ricondurre al programma “Vieni via con Me” e soprattutto per gli articoli scritti per Il Fatto Quotidiano, per le dichiarazioni sul programma di Fazio e Saviano. Insomma per dichiarazioni considerate “lesive” per l’immagine della Rai. Il provvedimento non è ancora esecutivo, Mazzetti quindi potrebbe ricorrere all’arbitrato aziendale. Inoltre la “condanna” prevede anche una sospensione della retribuzione ed era nata presentandosi molto più pesante e restrittiva per il capogruppo, giravano voci anche inerenti al possibile licenziamento. Mazzetti dovrà «scontare» i residui 15 giorni di sospensione adottati nei suoi confronti in precedenti occasioni, tra questi quello successivo alla difesa di Enzo Biagi contro il cosiddetto editto bulgaro del 2002. Al programma “Vieni via con me” si rinfaccia anche di aver sforato di qualche minuto l’orario stabilito, producendo un “grave ammacco” e cioè lo slittamento della pubblicità. Il successo della trasmissione, il lustro culturale che ha dato a RaiTre ma anche all’azienda Rai dopo mesi di trash-news non ha avuto valore nei confronti di critiche a dir poco ironiche. Le imputazioni che vengono rivolte a Mazzetti e al programma inducono a pensare ad una censura successiva, “il programma è andato avanti per non creare scompiglio, ma ora pagate…” potrebbero essere le parole di Masi. Come dichiara Di Pietro: “Misure vergognose, invece di congratularsi con i conduttori, i redattori, gli autori, inviano una lettera di rimprovero e sospendono il responsabile del programma redo di aver espresso liberamente la sua opinione, osando dire che avrebbe auspicato di poter fare altre punta
te”.

La motivazione è da ricondurre al programma “Vieni via con Me” e soprattutto per gli articoli scritti per Il Fatto Quotidiano, per le dichiarazioni sul programma di Fazio e Saviano. Insomma per dichiarazioni considerate “lesive” per l’immagine della Rai. Il provvedimento non è ancora esecutivo, Mazzetti quindi potrebbe ricorrere all’arbitrato aziendale. Inoltre la “condanna” prevede anche una sospensione della retribuzione ed era nata presentandosi molto più pesante e restrittiva per il capogruppo, giravano voci anche inerenti al possibile licenziamento. Mazzetti dovrà «scontare» i residui 15 giorni di sospensione adottati nei suoi confronti in precedenti occasioni, tra questi quello successivo alla difesa di Enzo Biagi contro il cosiddetto editto bulgaro del 2002. Al programma “Vieni via con me” si rinfaccia anche di aver sforato di qualche minuto l’orario stabilito, producendo un “grave ammacco” e cioè lo slittamento della pubblicità. Il successo della trasmissione, il lustro culturale che ha dato a RaiTre ma anche all’azienda Rai dopo mesi di trash-news non ha avuto valore nei confronti di critiche a dir poco ironiche. Le imputazioni che vengono rivolte a Mazzetti e al programma inducono a pensare ad una censura successiva, “il programma è andato avanti per non creare scompiglio, ma ora pagate…” potrebbero essere le parole di Masi. Come dichiara Di Pietro: “Misure vergognose, invece di congratularsi con i conduttori, i redattori, gli autori, inviano una lettera di rimprovero e sospendono il responsabile del programma redo di aver espresso liberamente la sua opinione, osando dire che avrebbe auspicato di poter fare altre punta
te”.

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TELESPIPPATORI: SAVIANO-FAZIO GRAZIE DI TUTTO. CI LASCIANO CON IL 29.71%, GLI ALTRI GUARDAVANO LA PARTITA.

“Vieni via con me” chiude i battenti. Dopo solo 4 puntate anche il programma “dei record” termina lasciando la tv in balia di litigate alla Maria de Filippi, reality show che non sanno più cosa inventare e qualche fiction, spesso nemmeno così tanto di qualità. Il programma di Fazio-Saviano chiude con 8.668 mila spettatori ed uno share del 29.71% con grandi nomi come ospiti: Dario Fo, il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, Milena Gabanelli di Report e molti altri. Chiude con un lieve calo di ascolti (la scorsa puntata aveva raggiunto quasi 10 mila spettatori) ma sempre con una grande sostanza. C’è Dario Fo che fa l’elenco ironico e attualissimo dei consigli del Principe di Machiavelli. Dopo la protesta degli studenti, anch’essa sotto forma di elenco (mutuata proprio dal format di Vieniviaconme) Saviano cita l’opposizione alla riforma Gelmini, che ha portato i ragazzi in cima ai monumenti e ai tetti dei rettorati. “Sui tetti si sogna. Si sogna un’università pubblica, libera e aperta”, dice una ricercatrice. E Domenico Starnone sottolinea che “la scuola peggiore è quella che si limita a individuare capacità e meriti evidenti”, mentre “la scuola migliore è quella che scopre capacità e meriti lì dove sembrava che non ce ne fossero”. C’è anche Milena Gabanelli, con l’elenco delle cause che incombono sulla testa di Report. “Il totale, per ora – conclude la giornalista – è di 251 milioni di euro”. Finisce il programma che ha creato caos, disgidi, polemiche ma anche soddisfazione da parte di tutti quegli italiani che non avevano più voglia di sentire bugie. Ma la nostra voglia di qualcosa di sostanza non è finita: ” forse visto il successo, non doveva finire dopo quattro puntate”, dice Loris Mazzetti “l’intenzione di RaiTre è di farne altre quattro, magari in primavera, speriamo che anche i vertici aziendali la pensino così”.

Per ribadire le parole di Califano “Tutto il resto è noia” riportiamo gli altri dati dell’auditel: al Grande Fratello non si sa più cosa inventare, entrano ed escano come funghi, si annunciano sorprese e non ne vengono fatte insomma ancora 4.908.000 spettatori lo hanno preferito. Con 3.908.000 prende il terzo posto la fiction di Rai 1 “Sissi”. Ci piacerebbe sapere in quanti hanno visto, ascoltato, il grande match Barcellona – Real Madrid. E da attribuire a coloro il piccolo calo di Fazio-Saviano.

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PRIMA MARONI, OGGI CASINI PRO-VITA: “VIENI VIA CON ME” NON CI STA “NON SIAMO UN TALK SHOW”.

La Rai ci riprova, non ha ben capito che “Vieni via con Me” non è un talk show che può manovrare. Dopo Maroni, oggi arriva la proposta delle associazioni pro-vita capitanate dall’Udc di Pierferdinando Casini e il consigliere Rai Rodolfo De Lurentis. Un nuovo diritto di replica, la richiesta di parità di trattamento in Tv dopo la partecipazione nel programma di Mina Welby e Beppino Englaro. Fazio e Saviano bollano la proposta come inaccettabile «se ogni associazione che non si sente rappresentata chiedesse di dire la sua, non basterebbero mille puntate del programma». Ieri la richiesta è passata con 7 voti a favore e con l’abbandono della sala per protesta dei due consiglieri sinistroidi Nino Rizzo Nervo e Giorhio Van Straten. Oggi, dunque, il faccia a faccia a viale Mazzini. Da una parte del tavolo Mauro Masi, dall’altra Paolo Ruffini. L’odg votato ieri ha solo una funzione di indirizzo, ma chiaramente il direttore generale può chiedere il rispetto degli indirizzi votati dal consiglio di amministrazione. Coma andrà a finire? Certo è che la vita per Fazio e Saviano e per il loro programma non è facile, nessuno pensa che abbiano il diritto di proporre quello che più ritengono idoneo. Andranno in onda? Se non lo facessero sarebbe una bella protesta, senza feriti, senza caricamenti delle forze dell’ordine, ma una vera protesta.

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I LIMONI MUTANTI

Dopo la trasmissione di ierisera quando Saviano parlava,pensavo al limone tentacolare di qualche giorno fa.

Di quando è arrivata la notizia e ho visto la foto.Ci ho dato peso ma forse non quanto avrei dovuto e dopo le parole di ierisera mi è tornato alla mente.Un limone tentacolare, totalmente deforme, che dell’agrume mantiene le sfumature cromatiche ma nient’altro. Neppure l’odore. Il frutto mutante è stato raccolto a Terzigno.

A giorni si dovrebbero avere i risultati degli esami sul ‘limone’, affidati ai ricercatori dell’Università Federico II di Napoli.La foto è choc. Il collegamento con l’emergenza rifiuti e lo smaltimento rifiuti è immediato e l’eventuale causa alternativa che potrebbe essere da ricercare in un parassita non convince.

Ma se questo è il risultato di questi ultimi 20 anni di scempi quale futuro mutante ci attende?

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