18 May 2012

IBRA PERDE LA TESTA E FORSE IL DERBY: L’UNICA AD APPROFITTARE DELLA 29° GIORNATA E’ IL NAPOLI.

Ibrahimovic perde la testa e rifila un bel pugno nel fianco di Marco Rossi, giocatore del Bari, ormai diventato il pungiball della Serie A, prima Chivu, poi Ibra. Qualche dubbio viene, ci sta il nervosismo dello svedese che non ne infila dentro una, ma sempre contro Marco Rossi? Bè forse il giocatore barese qualche parolina di troppo la dice, ma resta il fatto che è sempre lui a prenderne. Il giocatore rossonero uscito dal campo con un nervo per capello rischia grosso, il rosso diretto lo porterà a saltare sicuramente la prossima giornata di campionato contro il Palermo, ma il gesto anti-sportivo potrebbe essere siglato con una squalifica più pesante. Il rischio è il derby, che ci sarà fra due giornate e se Ibra non dovesse esserci il Milan partirebbe in netto handicap. Moratti salta già sulla sedia della sede dei cugini ma ancora l’ultima parola non è stata pronunciata.

Una 29esima giornata piena di sorprese, quella che è appena terminata. Dopo che venerdì sera l’Inter (seconda in classifica) aveva chiuso col Brescia (penultimo) con un 1-1 che avrebbe dovuto rallentare la sua rincorsa al Milan, i rossoneri (primi) hanno ricambiato il favore, pareggiando con uguale risultato in casa contro il fanalino di coda Bari. Ne approfitta il Napoli, che ritrova Lavezzi e la vittoria (con molte polemiche degli emiliani) ed è a 1 punto dai nerazzurri. Nella marcia verso la Champions, diventa deciso il passo dell’Udinese che vince a Cagliari. La Roma conquista il derby con una doppietta di Totti. Nella marcia verso la Champions, diventa deciso il passo dell’Udinese che vince a Cagliari e supera la Lazio. Sempre male la Juventus, rimontata a Cesena.

 

 

MILAN DELUDENTE – «Sogno un gol al Milan». Sembrava una delle tante dichiarazioni prepartita, ma l’ungherese Gergely Rudolf, reduce da un rigore sbagliato col Cagliari e un quasi gol con l’Udinese, il suo sogno l’ha realizzato nel giorno e nel posto più imprevedibili: lui, attaccante del Bari ultimo in classifica, al 39′ p.t. dell’anticipo delle 12.30 a San Siro contro il Milan capolista. Doveva essere la partita che avrebbe chiuso il campionato, portando il Milan a +7 sull’Inter e svuotando di valore e significato il derby del 3 aprile. E invece, solo un gol di Cassano al 37′ della ripresa ha permesso al Milan di non perdere punti sull’Inter fermata a Brescia. Ma soprattutto, potrebbe pesare la follia commessa da Zlatan Ibrahimovic al 28′ s.t., che ha rifilato una manata nello stomaco del difensore Marco Rossi a palla lontana. Rosso diretto (ma Ibra era già stato ammonito per un fallo di mano) e, se la squalifica sarà analoga agli altri casi precedenti, niente trasferte di Palermo e Firenze, oltre al derby con l’Inter. Della partita, va detto di un disastroso primo tempo del Milan, probabilmente convinto di poter sfruttare con facilità l’occasione concessa dall’Inter. Completamente diversa la ripresa: rossoneri all’assalto, senza che l’uscita dello svedese ne abbia compromesso l’efficacia, visto il progressivo ritrarsi del Bari. Cassano al volo ha segnato il pareggio, dopo che Almiron aveva fallito il possibile 0-2. Poi l’assedio finale, senza però occasioni particolarmente pericolose. La festa per i 25 anni di presidenza di Silvio Berlusconi, con 750 invitati (ci doveva essere anche Leonardo, ma ha declinato), si annuncia un po’ meno serena. Anche se il +5 sull’Inter rimane.

Labvezzi festeggiato dopo il gol (Ansa)

IL NAPOLI RISALE - Torna Lavezzi e si vede. Ma soltanto nella ripresa, quando il Napoli, sotto di un gol bellissimo segnato nel primo tempo da Palladino, conquista un largo successo sul Parma. Però il pareggio che riapre la partita arriva con una rete di Hamsik, dopo grande azione sulla destra di Lavezzi, è viziato da un fuorigioco netto. Leonardi, ds del Parma, a fine partita accusa: «Adesso basta, non mi sono mai lamentato ma non accettiamo più questi torti. Visto che si lamentano tutti, sono stanco di tacere. Un gol così, ammonizioni a senso unico… Voglio veder quale risalto si darà a questi episodi dopo che per un a settimana si è parlato di un mezzo rigore per il Napoli…». Sul campo il Parma aveva tenuto testa al Napoli fino a quel momento. Poi però arriva il raddoppio di Lavezzi, che riesce a segnare con un diagonale perfetto nonostante stia perdendo l’equilibrio. Di Maggio il 3-1 che chiude la partita.

Muslera colpito dal laser (Ansa)

IL DERBY E LE ALTRE - Totti decide il derby di Roma con una doppietta. Una punizione e un rigore (nei minuti di recupero). Due reti e doppia soddisfazione: battuti i laziali e più vicina la zona Champions. La Lazio subisce non soltanto la sconfitta: chiude in 9 per le espulsioni di Radu e Ledesma. E’ quinta e con la Roma ormai soltanto a 2 punti. Ma le proteste laziali a fine partita sono vibranti, soprattutto per quel raggio verde che ha accecato Muslera in coccasione della punizione di Totti. L’Udinese ha ormai preso il posto dei biancocelesti nell’elIte delle quattro grandi del campionato. Un’altra larga vittoria in trasferta, 4-0 al Cagliari, con una rete gioiello di Sanchez e una doppietta del sempre più prolifico Di Natale. Anche la Fiorentina, vincendo a Verona, ritrova posizioni più vicine alle attese dei tifosi. E’ a due punti dalla nemica storica Juventus e un posto in Europa League può ancora essere alla portata dei viola. Nei guai invece la Sampdoria, battuta a Catania e ora vicinissima alla zona pericolosa del fondo classifica, dove il Lecce, sconfitto in casa dal Bologna, viene scavalcato dal Cesena. Il Genoa invece, reduce da due sconfitte, si rilancia con il Palermo: l’1-0 firmato da Floro Flores fa proseguire il momento nero dei siciliani, che sembrano incapaci di riprendersi nonostante il cambio di panchina.

Delneri (LaPresse)

JUVE RAGGIUNTA - A Cesena la Juventus non esce dal tunnel, nonostante la partita si fosse messa sui binari giusti grazie al tandem d’attacco Del Piero-Matri. Al 19′ è in vantaggio: assist centrale di Del Piero per Matri che gira all’angolino giusto infilando Antonioli. Al 27′ incredibile errore di Giaccherini: prima conclusione sul palo poi calcia fuori da mezzo metro a porta vuota. Al 35′ il raddoppio della Juve: assist di Matri per Del Piero che centra in pieno il palo, la palla finisce dalle parti di Matri che segna di testa. Al 40′ fallo di Buffon (solo ammonito) in uscita su Parolo e rigo0re che Jimenez trasforma. Al 43′ la Juve resta in 10: espulso Motta per doppia ammonizione. Nella ripres la Juve soffre e rischia più volte: Buffon salva in un paio di occasioni, poi capitola al 35′, su un tiro di Parolo, solo in area dopo una mischia. Al 47′ ultima occasione per la Juve: colpo di testa di Iaquinta ma Antonioli è pronto alla presa sulla linea bianca. «La squadra ha lavorato bene, avevamo dei giocatori di qualità davanti, Del Piero ha giocato benissimo – dice Delneri a Sky -. Nel secondo tempo abbiamo sofferto, ma è giusto, abbiamo cercato di riprendere in mano la partita, la squadra ha avuto anche una palla gol al 90′. Quindi, con un po’ di fortuna e con un po’ di abilità, magari anche di attenzione, si potevano portare a casa i tre punti. Rispetto alle partite con Bologna e Lecce, mi sembra che la squadra oggi abbia prodotto un buon calcio. Andiamo avanti per la nostra strada».

Sneijder (Reuters)

L’INTER STECCA - Con in testa la sfida decisiva in Champions contro il Bayern, in programma martedì, l’Inter sperava di avere vita facile a Brescia. E di continuare a tenere sotto pressione la capolista, portandosi temporanemente a -2 dal Milan. Invece i nerazzurri rallentano il passo, costretti al pari (1-1) da un Brescia mai rassegnato, aiutato in qualche caso dalla sorte (palo di Snejider) e nella maggior parte delle situazioni dalla gran serata del portiere Arcari. L’Inter va in vantaggio con il solito Eto’o al 19′ del primo tempo. Sembra una partita in discesa, quantomeno gestibile dai nerazzurri, che approfittando dei tentativi di recuperare del Brescia, trovano spazio per creare diverse occasioni. Ma non concretizzano. Anzi il Brescia, comunque rivitalizzato dalla cura Iachini, risponde. Il pari di Caracciolo (colpo di testa su calcio d’angolo) arriva a 6 minuti dalla fine mette in crisi l’Inter, che si butta in avanti per cercare in extremis i 3 punti. E apre la strada a pericolosi contropede, su uno dei quali Cordoba (entrato al posto di Lucio, che rischia di saltare la partita di martedì col Bayern per uno stiramento al gluteo) tocca Eder in area lanciato verso rete. Rigore, già nel recupero, che però Caracciolo si fa parare da Julio Cesar. E l’Inter evita la sconfitta.
11 marzo 2011

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LA 28° GIORNATA DI SERIE A

La 28° giornata di serie A si conclude con il Milan sempre in testa, a +5 dall’Inter. Segue il Napoli di Mazzarri e in risalita la Lazio,che batte nel posticipo il palermo 2-0 con la doppietta di Sculli. Venerdì la Roma vince a fatica contro il Lecce, con un rigore di Pizarro negli ultimi minuti. Nell’altro anticipo il Milan batte la Juventus 1-0, con un gol di Gattuso, che non segnava dalla stagione 2007/2008. L’inter travolge il Genoa per 5-2, con i gol di Pazzini, Nagatomo, Pandev e la doppietta di Eto’o. Il Brescia ha fermato al San Paolo in Napoli, 0-0, mentre la Fiorentina batte in casa il Catania 3-0, dove ritorna al gol Mutu. Vincono anche Udinese e Cesena, che batte nell’anticipo dell 12.30 la Sampdoria per 3-2.

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I GOL DELLA SERIE A: 7 PERE AL PALERMO DALL’UDINESE, MA SENZA INFIERIRE!

La partita più importante è ancora da giocarsi ed è Milan – Napoli, in tabellone stasera per un posticipo del posticipo del lunedì sera. Ma ieri il campionato di Serie A ha regalato varie esclamazioni, negative, e positive. Andiamo a spulciare i risultati:
La Juventus crolla ancora più in basso perdendo 2-0 a Bologna con due gol dell’ex Di Vaio. La crisi sembra bene aperta. Il Genoa si fa rimontare e perde 2-1 a Catania con gol di Floro Flores, Maxi Lopez e Bergessio. Nuova brutta figura della Roma che forse aveva esultato troppo presto con l’arrivo del nuovo mister Montella, si fa rimontare dal Parma 2-2 con gol di Totti, Juan, e doppietta di Amauri in piena forma, lasciare l’aria di Torino ha portato bene. La Fiorentina a Bari regge il colpo portando a casa un punticino, la partita finisce 1-1 con i viola che si fanno rimontare, gol di Gilardino e Ghezzai. Brescia-Lecce finisce 2-2 con gol di Caracciolo, Zoboli, Corvia, Munari. La Lazio partita super all’inizio del campionato perde dal Cagliari 1-0 con gol, o meglio autogol di Dias. Cesena – Chievo 1-0 con gol di Jimenez. E adesso arriva il bello: a Palermo l’Udinese straccia tutto, pure lo stadio con 7 gol rifilati alla povera squadra di Rossi che dopo poche ore è stato cacciato a calci dal presidente Zamparini. Poker di Sanchez e tripletta di Di Natale, per una partita tennistica che ormai non si vedeva più da molto tempo. L’Inter nel posticipo serale si avvicina ancora al Milan vincendo sulla Sampdoria per 2-0.

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LA FIORENTINA FA IL BOTTO: 2-4 A PALERMO. POKER DEL MILAN A PARMA IN ATTESA DEL DERBY D’ITALIA.

Il Milan fa poker a Parma e risolleva lo stato d’animo di tutti i rossoneri. Finisce 4-0: Seedorf (alla prima rete in campionato), Cassano (alla prima marcatura in rossonero) e Robinho (doppietta) mandano a casa un Parma mai entrato in partita. Una vittoria importantissima vista la partita che si è disputata poche ore dopo con la vittoria per 2-0 del Napoli sulla Roma con doppietta di Cavani, che porta i partenopei a mantenere la distanza di -3. Oggi alle 12 la Fiorentina fa il complaccio contro il Palermo, scacciando i fantasmi pessimisti dalla panchina del tecnico viola. Una partita piena di sorprese, prima in vantaggio il Palermo con Pastore, poi il pareggio su autogol di Bovo seguito dal gol di Gilardino. Infine nel secondo tempo gol dei rosanero e doppietta della coppia Camporese-Montolivo che portano i viola in definitivo vantaggio. Alle 15 in campo Bari-Genoa, Brescia-Lazio, Cagliari-Chievo, Catania-Lecce, Cesena-Udinese, Sampdoria-Bologna. In serata il derby d’Italia Juventus-Inter.

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JUVE CONTRO GLI ARBITRI: “CALCIOPOLI E’ FINITA”. CRISI NERA PER I BIANCONERI, IL NAPOLI NON SFRUTTA IL PAREGGIO DEL MILAN E PERDE. STASERA TOCCA ALL’INTER!

Dopo Milan – Lazio ferma sullo 0-0 anche le altre giocano il proprio turno infrasettimanale. Il Napoli, non riesce ad approfittare della chance donatagli dalla squadra rossonera, e perde in trasferta sorprendentemente contro il Chievo. Giornata poco concreta anche per la Roma che non va oltre il pareggio in casa contro il Brescia. Chi potrebbe cercare di ridurre le distanze è a questo punto l’Inter, che nel posticipo di giovedì incontra il Bari ultimo in classifica e che vede dunque a portata di mano, il sorpasso dei giallorossi e l’aggancio della Lazio, al terzo posto con 41 punti. Si conferma infine il momento difficile della Juve che con il Palermo rimedia una seconda sconfitta, dopo quella subita in casa domenica scorsa con l’Udinese. Le polemiche sulla partita dei bianconeri scaldano il dopo partita, “Calciopoli è finita” urlano gli juventini dopo la negazione di 1 e forse 2 calci di rigore. Una sorpresa stava per crearla il Bologna che non si arrende mai, poi però l’Udinese riesce a rimediare il pareggio. Beffa per il Parma, che domina contro il Lecce, ma non passa e viene punito nel recupero da un gol di Chevanton. Buon punto del Catania argentino a Cesena, con Antonioli non esente da colpe sul gol dei siciliani; mentre la Fiorentina approfitta del momento di scarsa vena di un Genoa ancora scosso dalle mosse di mercato del presidente Preziosi, la cui bontà rimane tutta da verificare. In caduta libera la Sampdoria, altra «vittima» di questo convulso mese di trattative che hanno stravolto la fisionomia della squadra di Di Carlo, indebolendola al punto che perde anche contro un Cagliari che ha appena lasciato andare il suo uomo migliore, ovvero Matri.

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LA JUVE CORRE AI RIPARI: PRESO TONI!

Luca Toni è un giocatore della Juventus. La società bianconera è corsa ai ripari dopo lo stop di Quagliarella, che lo terrà per tutta la stagione in infermeria. L’accordo è arrivato stamane con il Genoa. Nel pomeriggio il giocatore dovrebbe giungere a Torino per le visite mediche, poi arriverà l’ufficialità.

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SERIE A: MILAN CAMPIONE D’INVERNO, INTER IN RECUPERO, JUVENTUS DISASTRO MELO!

Il Milan continua la sua ascesa, con pochi lampi di genio, ma Strasser all’85′ beffa il Cagliari, ormai speranzoso nel pareggio. E così si nomina Campione di Inverno con 39 punti, a + 5 dalla (per ora) diretta avversaria, la Lazio. Nella squadra rossonera c’è l’esordio di Cassano, entrato nel secondo tempo, e decisivo sul gol del giovane milanista. La Lazio si ferma a Genoa con un pareggio (0-0), la Roma, dopo una battaglia a suon di gol, supera il Catania per 4-2 superando la Juventus in classifica. La squadra bianconera infatti ne prende 4 dal Parma, un risultato inaspettato che segna ancora la fragilità della squadra di Torino e soprattutto l’irrequietezza di Felipe Melo che si fa espellere per il calcione in pieno volto a Paci. La partita finisce 4-1 per la giovane squadra di Parma. Bologna – Fiorentina finisce 1-1 con il recupero della squadra viola nel secondo tempo. Il Bari vince il derby pugliese vincendo in casa del Lecce, sale il Palermo che ne rifila 3 alla Sampdoria, l’Udinese si conferma a metà classifica con il 2-0 a Chievo. In coda il Brescia che perde di nuovo contro il Cesena. Nel posticipo di campionato Inter-Napoli, c’è l’esordio in panchina di Leonardo, nuovo allenatore della squadra neroazzurra. L’Inter liquida la pratica partenopea con una doppietta di Thiago Motta e una gol di Cambiasso. Il Napoli aveva reagito nel primo tempo con Pienza di testa, ma poi si arrende alla superiorità della squadra campione del mondo. Insomma sembra che per ora l’iniezione di fiducia “Leonardo” stia funzionando. L’Inter ci crede, a -13 dai cugini rossoneri ma con 2 partite da recuperare, ce la farà? Intanto i tifosi ringraziano l’ormai ex allenatore con uno striscione di ringraziamento a Benitez.

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IL MILAN CHIUDE IL 2010 A +3 DA LAZIO E NAPOLI. JUVENTUS A -5.

Le squadre di Reja e Mazzarri chiudono il 2010 dietro al Milan, davanti alle big Inter, Juve e Roma. La Lazio vinece 3-2 contro l udinese con il gol decisivodi Kozak al 87′. Per il Napoli ancora una volta, decisivo il gol Di Cavani al 93′, suo 17° gol stagionale. Alla Squadra di Del Neri non basta il gol di Quagliarella; dopo due occasioni sprecate, un rigore parato di Storari, l’ espulzione troppo generosa a Giandonato nei primi minuti della ripresa, il Chievo pareggia al 93′ con Pellissier. Gli altri risultati: Bari-Palermo 1-1, Catania-Brescia 1-0 torna al gol Maxi Lopez, Parma-Bologna 0-0, il Derby Sampdoria-Genoa rinviato causa neve.

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MATERAZZI-ZIDANE: “IL RITORNO”. DALLA TESTATA ALL’INCONTRO IN HOTEL.

Materazzi e Zidane. Quella testata che costò al francese un’uscita di scena a dir poco vergognosa, e che giovò all’Italia per la vincita del Mondiale. L’interista dopo alcuni anni parla proprio di quello scontro. “Nella stagione 2005-2006 fui molto vicino a finire al Milan. Mancini non mi vedeva, voleva che me ne andassi: c’era anche il Villarreal che mi cercava, mentre a me premeva soprattutto andare a giocare per guadagnarmi il Mondiale. Non ho problemi ad ammetterlo: fui vicinissimo a firmare col Milan, poi però parlai con Lippi. L’allora c.t. mi disse di non preoccuparmi, che un posto tra i 23 me l’avrebbe dato comunque e quel colloquio fu la mia fortuna. Decisi di restare dove il cuore mi diceva di stare, Lippi mantenne la promessa, mi portò in Germania e poi quel che successe lo sapete”. Sì quello che successo al Mondiale 2006 tutti ce lo ricordiamo, ma dopo quel giorno, che ancora non sappiamo bene realmente come sono andate le cose, c’è stato un nuovo incontro “chiarificatorio”: “Stavo uscendo dall’hotel – racconta Materazzi – quando qualcuno cercò di fermarmi: c’è un problema, mi dissero, c’è Zidane che sta parcheggiando proprio a fianco della tua auto. Risposi che non vedevo dov’era il problema; uscii, mi trovai di fronte a Zidane e sfruttai l’occasione per dirgli delle cose, cose che sappiamo io e lui, che restano tra noi. Diciamo che sono stato io a parlare di più e quando lui alla fine mi ha allungato la mano, io l’ho tenuta stretta e non l’ho mollata fino a che non mi ha guardato bene in faccia. Era quello che volevo. Per me è stato bello, per li non so”.
Ancora un’enigma cosa fece scattare il giocatore del Real Madrid e della Juventus, conosciuto per la sua pacatezza, negli anni si sono susseguite frasi, insulti, ma ancora la verità non la sappiamo e resterà ancora un segreto solo di Materazzi e Zidane.

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JUVE E MILAN RIMANGONO EQUIDISTANTI

Il Milan non scappa. I rossoneri, nell”anticipo della 14/a giornata, non vanno oltre l”1-1 a Marassi contro la Sampdoria Un pareggio che sa di occasione persa per la squadra di Allegri, per lunghi tratti padrona del campo. Non e” bastato al Diavolo un Robinho in gran spolvero; con Ibra in serata no, l”estroso esterno brasiliano ha realizzato un gran gol e mandato ai matti l”intera retroguardia doriana. Ma un pizzico di imprecisione nelle conclusioni e la serata di vena di Curci hanno tenuto in corsa la Samp. Il vantaggio milanista del primo tempo e” stato vanificato nella ripresa da una zampata vincente di Pazzini, abile a scaraventare in rete da due passi un pallone vagante in area. Di Robinho si e” detto, mentre Ibrahimovic e Seedorf sono mancati nei momenti decisivi della gara. Il Milan, subito il pareggio, si e” lanciato in un assedio alla porta di Curci che non ha sortito gli effetti sperati. La Samp ha tirato l”anima coi denti, sfiorando addirittura con Pozzi il gol dell”inopinato vantaggio. Ma chi puo” recriminare e” solo e soltanto il Milan, che torna a casa con un solo punto. Una buona notizia per l”agguerrita concorrenza.

I bianconeri pareggiano 1-1 con la Fiorentina e restano a -6 dalla vetta. Vantaggio viola con Vargas (deviazione decisiva di Motta), pari di Pepe nel finale,NON BASTANO venti minuti fatti bene, sia tatticamente che agonisticamente, alla Juve per venire a capo della Fiorentina. I viola impongono un giusto pari, e Delneri, proprio nella settimana in cui aveva sfidato la scaramanzia pronunciando la parola scudetto, resta a -6 dal Milan non approfittando del pari rossonero con la Sampdoria. Nel complesso un passo indietro per la Juve, alla quale è mancata quella fantasia, quell’invenzione necessaria in partite del genere. Bene invece la Fiorentina, che reagisce alla situazione di emergenza in costante evoluzione (tra gli altri si è fatto male anche Gilardino) con una adeguata gestione tattica.

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