Ieri il “Congresso Padano” a Bergamo, oggi si tirano le somme. Ma a cosa abbiamo assistito ieri italiani? Un Maroni che invoca la “Padania” come stato, che urla e sbraita a qualche centinaia di seguaci, che poverini, forse ieri non avevano niente di meglio da fare. E’ vero, la tv pubblica offre poco, ma meglio che andare a sentire “Oggi e’ il giorno dell’orgoglio di essere leghisti. La reazione che vediamo stasera e’ di quanti non ci stanno e vogliono ripartire: stasera noi ripartiamo. La Lega non e’ morta e non morira’ mai, riparte da qui.” avrei preferito andare a letto molto presto.
Dopo Maroni, sul palcoscenico, della “notte del’orgoglio padano”, sale Bossi. I brividi iniziano a far rizzare i peli delle braccia. I sentimenti sono un misto tra paura e terrore. Cosa dirà mai oggi “psyco” Bossi? Ha cambiato versione circa 10 volte da quando lo scandalo Lega è uscito alla luce. Oggi di cosa cercherà di convincerci? Sullo schermo vediamo un ragazzo giovane che si sistema dietro l’ormai Presidente della Lega Nord. Cosa vorrà fare? Probabilmente sarà il traduttore simultaneo, visto che (scusate la cattiveria), di dieci parole che Bossi pronuncia, possiamo stimare di capirne ben una, forse due.
Bossi parla di complotto, di nuovo, “il cerchio magico non esiste”. Ma poi recita il mea culpa e piange “Mi dispiace per i miei figli, li ho rovinati io, dovevo fare come Berluconi mandare i figli a studiare all’estero, mandarli via per salvarli. Mi piange il cuore”. “Mia moglie? Poveracci, hanno detto che fa le messe nere, ma lei invece insegna”. Insomma, la coerenza non è la miglior dote di Umbertone. Si sarà spiegato male? Li ha rovinati lui i suoi figli perchè li ha fatti entrare nella Lega oppure perchè gli ha pagato titoli di studio e macchine di lusso? Questo non lo abbiamo capito.
La platea sta in silenzio. Un segno? Lo stanno ascoltando o evitano di fischiare per rispetto? I fischi arrivano poco dopo, quando Bossi cerca di raccontare la storia di Belsito, unica vittima sacrificale di questo “puttanaio”. «Belsito è stato infilato dall’intelligence». Quando emerse che Belsito aveva fatto investimenti a Cipro, lui gli disse: «a Cipro ci investe la mafia». «Andai a dirgli sei matto», ha proseguito nel racconto il presidente federale della Lega Nord. «E poi lui iniziò a parlare al telefono», ha continuato, con riferimento indiretto alle intercettazioni che sono alla base dell’inchiesta. «Io non credo che le cose vengano per caso: sono organizzate», ha affermato.
Umberto Bossi ribadisce la tesi del complotto contro la Lega «unico partito d’opposizione», promette: «Chi ha preso i soldi della Lega li deve ridare». Quindi ora i suoi figli si metteranno in fila e ridaranno indietro macchinone e quattrini? Ci credete? E insiste: «Resteremo finchè la Padania sarà libera. Siamo pronti a dare battaglia fino alla libertà dei nostri diritti e della nostra terra». La Padania libera? Ma cosa sta dicendo Bossi? Forse abbiamo sbagliato canale e ci siamo catapultati direttamente nell’avanti cristo quando si lottava per la terra? Che la Padania fosse una colonia italiana e non ce ne siamo accorti? Infine le scuse: «I danni sono stati fatti da quelli che portano il mio cognome. Mi spiace enormemente, scusate». Quindi? I danni li hanno fatti i Bossi o no? Umbertone è in stato confusionale.
Nella notte “dell’orgoglio padano” ce n’è pure per Rosy Mauro, rea di non essersi ancora dimessa. “Mi spiace che Rosi Mauro non abbia accolto la richiesta del nostro presidente, ma se non si è dimessa ci penserà la Lega a dimetterla”. Rosy Mauro è stata identificata come il secondo capro espiatorio e molto presto verrà fatta fuori. Ma c’è dell’altro. Dalla bocca di Maroni escono cose che non vorremmo mai aver sentito: “Così finalmente forse potremo avere un vero sindacato padano, guidato da un padano vero”. E’ si, la Mauro è nata nel Salento, in provincia di Brindisi, come fa ad essere una padana d.o.c.? Ma ci chiediamo, come è stata accettata agli arbori come “leghista”? Povera Rosy Mauro, ora che potranno distruggerla, lo faranno.

























