18 May 2012

BOLLE: “CHE DEGRADO QUEI CLOCHARD”. CHE DEGRADO QUESTI ARTISTI SNOB

Non ci sono parole per le parole di Bolle twittate sul social network più seguito dalle star. Lui invece le parole le ha trovate, di quelle che più snob non se ne poteva pensare: ” i senzatetto che s’accampano e dormono sotto i portici del Teatro San Carlo, gioiello di Napoli, sono un emblema del degrado di questa città” . Allega foto, tanto per ribadire il concetto e ce lo immaginiamo con una smorfietta di indignazione mista a schifo. E aggiunge: “scena mai vista davanti a nessun teatro. Né in Italia né all’estero” .  Il popolo di internet s’infuria davanti a tanto snobismo e lui, dopo aver intrapreso la sua prima vera pioretta maldestra seguita dal più grosso scivolone che fa? cancella tutto. Ma questo caro Bolle non basta. Chi è artista vero dovrebbe mostrare non solo in scena la propria sensibilità. L’arte non vive solo di estetismi.

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2400 TONNELLATE DI MONNEZZA SOPRA NAPOLI: DE MAGISTRIS CONTRO I SABOTATORI DEL PIANO RIFIUTI.

Napoli è di nuovo sepolta dalla monnezza. Il nuovo sindaco Luigi De Magistris e il presidente della Provincia di Napoli si sono riuniti fino all’alba ma niente sul fronte spazzatura. Napoli è sommersa e non si vede via d’uscita, mentre col caldo arriva la puzza e la paura di malattie. Ma il problema non è di oggi, ma sono dieci anni che la monnezza c’è a Napoli e quindi o serve una bacchetta magica o si deve fare i conti nell’ordine con comitati, sindaci, cittadini, imprenditori, mamme vulcaniche, parroci, tecnici e qualsiasi altro si voglia, per trovare una soluzione.

Allora, la soluzione? Mettere la spazzatura napoletana in transito in qualunque altro posto del mondo fuori da Napoli. Ma anche qui sorge qualche problema, il governo deve dare il via libera, ma la Lega si oppone per salvaguardare la sua Padania. Certo, cosa interessa a loro se i “terroni” napoletani affogano nella spazzatura? Nulla appunto.

Secondo de Magistris e Sodano a rendere impossibile l’obiettivo di ripulire la città c’è “anche quanto verificatosi durante la raccolta dei rifiuti nella zona del centro storico cittadino, dove si sono registrati fatti inquietanti che hanno impedito il prelevamento dell’immondizia e che sono stati già segnalati alle forze dell’ordine, che hanno disposto una vigilanza verso i mezzi di raccolta. Una regia occulta, forse malavitosa, dietro la nuova crisi della spazzatura, secondo il neo sindaco, che tenterebbe di rovinare le aspettative dei napoletani e il buon lavoro dell’ex pm. “La verità è che questa amministrazione sta rimuovendo “incrostazioni” ventennali determinando risposte di sabotaggio. La situazione è drammatica – si legge nel comunicato – ma siamo determinati ad operare senza alcun tentennamento, per questo sono stati rinviati tutti gli appuntamenti che avrebbero costretto il sindaco a lasciare Napoli”.

Come scrive il fattoquotidiano.it, nonostante le disposizioni di raccolta h 24 da parte di Asìa, la municipalizzata dell’igiene urbana, le operazioni sono state frenate dal mancato apporto di una ditta appaltatrice, la Lavajet, che provvede alla rimozione di circa 350 tonnellate d’immondizia nelle zone centrali di Napoli, il cui contratto è in scadenza a fine anno. Il tutto sarebbe dovuto a una protesta strisciante dei lavoratori che reclamano la forfetizzazione degli straordinari. ”Per cercare di ovviare allo ‘stop’ di Lavajet – ha detto il presidente di Asìa, Rossi, mezzi e personale di Asia sono stati dirottati nelle zone di competenza di quell’azienda. Ovviamente il nostro personale non può sopperire totalmente alle mancanze di Lavajet e questo ha delle ripercussioni”.

De Magistris chiede il rispetto degli impegni presi nei giorni scorsi, mentre Napoli annaspa sotto il peso di 2400 tonnellate di monnezza (19.000 in tutta la provincia). Ma gli accordi stanno saltando. Sui tre siti provvisori individuati tra Caivano ed Acerra dal presidente Pdl della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, si è scatenata l’ira delle popolazioni locali. Cesaro ha provato a tranquillizzare promettendo di rivedere le sue ordinanze “nel momento in cui il Governo adotterà il decreto che consente il trasferimento di rifiuti fuori regione”. Ma sul decreto pesa come un macigno il no della Lega.

 

 

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BERLUSCONI: IL GOVERNO TIENE! MARONI: RIMANDO A PONTIDA. E BERLUSCONI ASCOLTERA’ ATTENTAMENTE

E’ di nuovo bufera tra le parti costituenti la maggioranza. Berlusconi, l’inguaribile ottimista, afferma che non ci sono problemi, che la sua leadership tiene. Ma la realtà è che la Lega ricopre sempre più un ruolo fondamentale per la stabilità di Governo e di volta in volta mette il veto sulle decisioni da prendere. Intanto si parla di una verifica per il 22 giugno. I punti sui quali la Lega fa pesare la propria opinione sono nella fattispecie due. L’immigrazione e la questione spazzatura a Napoli: ancora una volta il Carroccio ribatte sui barconi carichi di migranti che arrivano dalle coste africane a Lampedusa e ribadisce che “loro non li vogliono”. Secondo la Lega l’Unione Europea e la Nato si dovrebbero impegnarsi direttamente: la prima per ricevere una parte degli stranieri giunti sulle nostre coste, la seconda a respingerli in mare aperto. La questione spazzatura è anch’essa sulla stessa lunghezza d’onda, il “no” viene detto al trasferimento dei rifiuti e al suo smistamento nelle altre regioni italiane. In entrambi i casi il problema è la non apertura del Nord ai problemi che il resto dell’Italia volente o nolente si ritrova alle soglie di casa.  E intanto Napolitano lancia l’ennesimo monito da Verona: “Non bisogna temere di ritrovarsi uniti insieme attorno ai grandi principi ed ai grandi obiettivi e a dire che sono comuni per tutti. Non bisogna temere. Io qualche volta ho l’impressione che in Italia ci sia chi teme che politicamente non ci divida abbastanza”.

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DE MAGISTRIS DA POCO IN CATTEDRA E GIA’ BACCHETTA IL GOVERNO SUI RIFIUTI

1500 tonnellate di spazzatura per le strade di Napoli, situazione al vaglio della Commissione Europea in questi giorni, un nuovo Primo cittadino e già due telefonate al Premier Silvio Berlusconi per chiedere: “Assumiti le tue responsabilità”. Ma il nuovo piano per trasferire la spazzatura al di fuori dei confini campani non è stato approvato neppure ieri per le strenue opposizioni della Lega, che proprio non vuole saperne di trasferire altrove la patata bollente.  Con una temperatura che inizia già a superare i 30 gradi centigradi, nel Capoluogo partenopeo si rischia il collasso e alle pendici del Vesuvio riecheggiano ancora le parole uscite dalla bocca di Berlusconi come un monito alla vigilia del trionfo di De Magistris: “ Se perdiamo poi è inutile che i napoletani vengono a bussare da noi”. Si prospetta una lunga estate quindi per i napoletani, sui quali sospettiamo peserà la scelta politica di un sindaco non appartenente alla maggioranza. Agli occhi di Luigi De Magistris il da farsi è invece chiaro; puntare su ciò che non è mai stato fatto in decenni di governi precedenti: raccolta porta a porta, differenziata spinta, impianti di riciclaggio e compostaggio e un “No” deciso alla spesa di 480 milioni per la costruzione di un nuovo inceneritore nella zona industriale di Napoli. Resta da vedere se tra Governo e forze camorristiche, vecchie lobby e potenti attaccati alla propria poltrona, il neo Sindaco riuscirà a farcela: si tratta infatti di una vera e propria guerra tra forze politiche appartenenti alla maggioranza. Da una parte alcuni parlamentari vicini al Presidente della Regione Campania, Caldoro (come Carfagna e Prestigiacomo), chiedono  al Governo l’approvazione immediata del decreto sui rifiuti, dall’altro i fedeli della Lega che non ne vogliono sapere di cedere. De Magistris intanto si riserva 90 giorni per far portare la raccolta casa per casa a 325mila abitanti e tre mesi serviranno all’Asia ( azienda dei rifiuti di Napoli) per estendere la raccolta differenziata all’intera città. Ma servono soldi. I 400 milioni bloccati ieri dalla Ue, che ha nuovamente sanzionato l’Italia per le inadempienze sulla gestione dell’emergenza rifiuti servivano come l’aria.

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NAPOLI: ECCO LO SQUADRONE DI DE MAGISTRIS. MAGISTRATI, CARABINIERI, PROFESSORI E POLITICI, LA SERIETA’ AL COSPETTO DEI NAPOLETANI.

De Magistris con qualche giorno di ritardo rispetto a Pisapia forma la squadra di lavoro, che governerà Napoli per i prossimi cinque anni. La critiche ci saranno, come è ovvio, ma ciò che salta subito alla vista è la composizione, un vero e proprio squadrone.  

La Giunta di De Magistris è la prova che a Napoli è davvero cambiata la musica. Chi avrebbe mai detto pochi mesi fa che un colonnello dei Carabinieri come Attilio Auricchio, uno dei migliori investigatori italiani, sarebbe diventato capo di gabinetto del sindaco di Napoli? E chi avrebbe mai detto che Tommaso Sodano, protagonista della lotta ai clan della monnezza, sarebbe diventato vicesindaco con delega al’ ambiente. O che il pm di Calciopoli e delle indagini su Nicola Cosentino, Giuseppe Narducci, sarebbe diventato (con il mal di pancia di Giorgio Napolitano) assessore alla sicurezza? O che una delle donne migliori della politica italiana, Anna Donati, sarebbe diventata assessore ai trasporti, o che un giornalista serio e al servizio del lettore come Marco Esposito sarebbe diventato assessore al lavoro?

De Magistris ha voluto nuovamente dimostrare che fare le cose nel migliore dei modi si può, scegliano le migliori persone, cercandole ed investendole di una carica mai avuta prima, ma senza dubbio che calza a pennello.  Non si era mai vista una simile concentrazione di serietà e competenza in una giunta comunale a Napoli. Magistrati, carabinieri, professori ma anche politici, ex assessori ed ex deputati scelti tra i migliori delle passate legislature. Questa è la squadra presentata da Luigi De Magistris.

Tommaso Sodano: Vice sindaco. Ambiente; rifiuti; sviluppo sostenibile; igiene e sanità; parchi e giardini; mare; tutela degli animali.

Sergio D’Angelo: Politiche sociali e migranti.

Luigi De Falco: Urbanistica; edilizia pubblica e privata; antiabusivismo edilizio; condono edilizio; centro storico ed edifici storici; rapporti con l’ autorità portuale; politica della casa.

Antonella Di Nocera: Cultura; turismo; spettacoli; biblioteche ed archivi; toponomastica. Anna Donati: Mobilità; viabilità; strade; parcheggi; protezione civile; gestione delle emergenze; suolo e sottosuolo; pubblica illuminazione; impianti tecnologici; metropolitane; infrastrutture.

Marco Esposito: Lavoro; sviluppo economico; commercio e mercati; produzione e servizi; ricerca e innovazione; pubblicità e affissioni; tutela dei consumatori; polizia amministrativa; formazione professionale; zone franche; artigianato; made in Naples.

Alberto Lucarelli: Beni comuni; acqua pubblica; servizi idrici e fognature; servizi informatici; reti telematiche e telefoniche; rapporti con i comitati civici, movimenti, comunità e cittadinanza attiva; assemblee del popolo.

Giuseppe Narducci: Gare e contratti; coordinamento per la realizzazione di lavori e opere pubbliche; avvocatura; polizia urbana; studi e pareri; regolamenti comunali; Urp; beni confiscati; racket e usura; politiche anticorruzione; contenzioso del lavoro; Pon sicurezza; videosorveglianza.

Annamaria Palmieri: Scuola; istruzione; asili nido; diritto alla studio; educazione alla legalità; lotta alla dispersione scolastica; attuazione dell’integrazione scolastica dei bambini diversamente abili e dei migranti; città dei bambini; progetti speciali per l’infanzia.

Riccardo Realfonzo: Bilancio; programmazione economica; fondi europei; investimenti e mutui; controllo della spesa; risorse strategiche; tributi; servizi pubblici e società partecipate in accordo con gli assessori di competenza che ne gestiranno il coordinamento funzionale.

Giuseppina Tommasielli: Sport; politiche familiari e politiche giovanili; tempo libero; impianti sportivi.

Bernardino Tuccillo: Patrimonio; demanio; assegnazione immobili; manutenzione immobili; conservazione e logistica uffici; decoro e arredo urbano; cimiteri; autoparchi comunali; provveditorato; economato; personale; utilizzo delle risorse umane; rapporti con le municipalità; rapporti con i sindacati; anagrafe; stato civile; servizio elettorale; protocollo; archivi; statistica; censimenti.

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MILANO E NAPOLI TINTE DI ROSSO: DE MAGISTRIS: “LA MIA CITTA’ LIBERATA”. PISAPIA 55% E DE MAGISTRIS 65%. BERLUSCONI PERDE ANCHE ARCORE, IL COVO DEI BUNGA BUNGA. LA LEGA SI PREPARA ALLA RESA DEI CONTI.

La conta è terminata e il risultato è chiaro. Berlusconi è stato sconfitto a queste elezioni amministrative, i ballottaggi hanno sottolineato a Milano, quando l’era Moratti-Pdl fosse ormai alle spalle, ed a Napoli, ribaltando il risultato del primo turno, ribadendo che un cambiamento la città partenopea lo voleva ma non certo dando la città alla destra.

Pisapia vince con un 55% rosicando dato dopo dato punticini, De Magistris vince con il 64% raggiungendo un risultato eccezionale. Aria di festa nel centrosinistra dopo lo spoglio parziale delle schede. Sconfitta senza mezze misure per il centrodestra, che perde Cagliari, dove Zedda veleggia verso il 60%, Milano, viene sconfitto a Napoli, perde la provincia di Mantova data per certa, perde anche Arcore, strappa alla fine solo Varese (di poco) e Rovigo, di pochissimo. Il centrosinistra strappa al centrodestra anche il sindaco di Trieste. Il candidato del centrosinistra ottiene al ballottaggio il 57,51% dei voti.

La situazione è brutta, pare. Nel senso che gli elettori del centrodestra ormai minacciano apertamente Silvio Berlusconi e il suo governo: questa batosta è del tutto meritata perchè le riforme del suo governo non sono più adeguate a gestire la situazione. E se il quadro non cambierà, altre brutte notizie arriveranno dalle elezioni nazionali.

Gli atteggiamenti (e le parole) degli esponenti del centrodestra sono la cartina tornasole della crisi che si abbatterà da domani sul Palazzo. Il Pdl negli ultimi giorni ha mostrato le crepe del crollo, sulle quali oggi arrivano le picconate dell’alleato leghista. Umberto Bossi, del resto, lo aveva detto: “Se Moratti perderà a perdere sarà Berlusconi, se vincerà sarà solo merito nostro”. E oggi, lasciando il seggio, ha ribadito: “La Lega ha fatto  il suo dovere”. E al coordinatore del Pdl Ignazio La Russa dice: “Siamo stati gli unici ad andare in strada, La Russa è da solo e quindi anche se va in strada non lo vede nessuno”. E ammette di aver già deciso la riorganizzazione del Carroccio. Il senatùr guarda già oltre le urne.

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BALLOTTAGGI TERMINATI: ECCO LE INTENTION POLL! NAPOLI PER IL 60% A DE MAGISTRIS, MILANO IN BILICO, AVANTI PISAPIA CON IL 53%.

Le urne per i ballottaggi in tutta Italia si sono chiusi da 48 minuti ed è ancora presto sia per cantar vittoria che per piangersi addosso. Ma quali sono gli intention poll?

A Milano:

15:45 – Seconda proiezione Emg-La7: Pisapia al 52,3%

15:41 – Proiezioni La7: Pisapia al 50,8%

Secondo la prima proiezione di Emg per Tg La7 si profila un testa a testa tra i due candidati a sindaco di Milano: Giuliano Pisapia è indicato al 50,8% mentre Letizia Moratti al 49,2%.

A Napoli:

15:45 -  Proiezione Ipr Napoli: De Magistris 61%

15:35 – Proiezione Ipr Napoli: De Magistris al 59%

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IL NEW YORKER DIPINGE L’ITALIA DI SILVIO BERLUSCONI: RIUSCIRA’ A SALVARSI DAL TORNADO RUBYGATE? GLI USA DICONO DI NO!

Arriva anche il New Yorker ha dedicare un pezzo al Cavaliere e su ciò che ora lo caratterizza più delle elezioni amministrative e di un governo che stenta, e cioè il RubyGate. Dettagli che sono già ben noti alle cronache italiane: ma non a quelle americane evidentemente, o, almeno, non con questa intensità. E dunque non stupisce che Ariel Levy, cronista del patinato settimanale liberal della grande Mela, si aggiri per Milano e per Roma, intervistando e raccontando tutti i protagonisti dello scandalo che ha sconvolto l’Italia e forse anche oltre.

La domanda che si pone il settimanale americano è: riuscirà il Cavaliere ad uscire indenne anche dalla più devastante storia giudiziaria incardinata presso il Tribunale di Milano? Il New Yorker crede di no:

Se sia o meno colpevole, è davvero improbabile che possa passare l’eventuale sentenza da tre o più anni che consegue al crimine di aver pagato una minorenne per fare sesso. (Se fosse andato a letto con lei per nulla in cambio, non ci sarebbe processo: l’età del consenso in Italia è quattordici anni). Ma il Rubygate potrebbe essere lo scandalo che porta a termine la sua carriera politica. Anche se il suo mandato non scadrà prima del 2013, il suo tasso di approvazione è caduto al 30%, un minimo storico, e potrebbe perdere la sua maggioranza in parlamento se i deputati iniziassero a scappare in massa – in che potrebbe diventare politicamente necessario. “Viviamo alla giornata”, mi ha detto Deborah Bergamini. Due settimane fa, il PdL ha sofferto una sconfitta storica nelle elezioni regionali. Il sindaco di Milano, per il quale Berlusconi ha fatto una vigorosa campagna elettorale, è stato costretto al ballottaggio, che probabilmente perderà. Sarebbe la prima volta da più di un decennio che il partito di Berlusconi finisca per perdere il controllo della sua città natale.

Sembra che l’Italia sia imperversata da un forte interesse dell’estero verso di lei. Ma pare altrettanto che questo interesse sia circoscritto alle disavventure del nostro Premier. Domani riprenderà la vicenda processuale, all’indomani del risultato sul ballottaggio dei comuni di Milan e Napoli, ma sappiamo già che il Cavaliere non sarà presente per impegni politici in Romania.

Secondo il New Yorker la partita berlusconiana sul RubyGate si è giocata sul corpo delle donne, grazie anche a quella manifestazione in Piazza del Popolo dove tutte le donne d’Italia si univano contro l’utilizzo del corpo e forse anche molto di più.

Cristina e Francesca Comencini, le sorelle che hanno messo in piedi Se non ora Quando?, sono rimaste sconvolte dal successo della manifestazione. “L’abbiamo organizzata in 25 giorni”, dice Francesca, 49 anni, capelli rossi e lentiggini, elegante persino in pantaloncini. “Abbiamo fatto tutto senza saper bene come”, ha detto. “Abbiamo creato il blog in una notte, e già la mattina dopo l’abbiamo aperto e avevamo 200 risposte”. La protesta è stata messa in piedi interamente via e-mail, e le sorelle non sapevano come impostare l’auto-reply. “Perciò stavamo qui, e rispondevamo personalmente a 500 persone”.

La cronista del settimanale ha anche parlato con uno di coloro che era davanti al Tribunale di Milano a sopportare Berlusconi (vi ricordate lo scandalo dei “pensionati” pagati per diventare fan del Cavaliere?):

Un meccanico di nome Massimo ha una differente spiegazione per il raduno fuori dalla procura Milanese (a supporto di Berlusconi, ndt): “Siamo qui perchè ci danno lasagna e torta”, ha detto, ma aggiungendo di essere contrario ai giudici attivisti. “Il presidente non è necessariamente un uomo sano, ma dobbiamo discutere i problemi in maniera democratica.”

Con un altro di questi supporter la cronista ha un incontro ravvicinato non del tutto privo di conseguenze.

Un affabile sessantaseienne chiamato Michele Lecce, vestito in maglione celeste, mi ha spiegato. “Se una donna arriva senza vestiti e con il seno di fuori, non si può dire di aver commesso violenza sessuale”. Lecce, già sindacalista, dice di considerare Berlusconi “un uomo brillante”, aggiungendo, pieno di malinconia: “Se solo avessi i soldi che ha, sarei al top circondato di belle ragazze. Magari poi non farei niente, ma sarebbe un bel modo di andare in giro”. Ha sorriso dolcemente e ha urlato dall’altra parte della strada ai manfiestanti: “Siete tutti gay! Noi abbiamo l’uomo che fa sesso!” Poi si è girato e mi ha detto: “Vedi, tu sei una ragazza – voglio baciarti”. Mi ha dato un bacio sulla guancia e ha concluso, felicemente: “Questa è la natura”. (…)Mi ha messo le sue mani sulle spalle e mi ha chiesto se volevo un caffé. Gli ho spiegato che dovevo rimanere lì per lavoro. Mi ha guardato dispiaciuto, poi ha avuto un lampo. Ha tolto le mani, ha sogghignato e ha detto: “Posso cambiare!”

Ecco l’Italia raccontata all’estero, ecco l’immagine che il nostro paese dà agli altri, un’apparenza al limite del ridicolo che spesso sfocia nell’impensabile. Ma una sola apparenza o anche una sostanza che non c’è più?

 

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LA MUSICA FA DA PADRONA: VECCHIONI DA MILANO A NAPOLI. LA PIAZZA GREMITA PER LA MANIFESTAZIONE “PERCHE’ NON SCEGLIERE LETTIERI? PERCHE’ LETTIERI E’ PRIMA COSENTINO E POI BERLUSCONI”.

Tocca alla musica unire le due città che si preparano al ballottaggio del prossimo fine settimana. Roberto Vecchioni, dopo la performance pro Pisapia di Milano, si esibisce a Napoli a sostegno del candidato sindaco Luigi De Magistris, in una piazza Dante gremita. Fin dal pomeriggio accorrono i sostenitori dell’ex pm, ma anche chi, al primo turno, non ha votato. In tanti rimarcano la differenza più evidente tra i due candidati. “La cosa – racconta una signora – che più non mi convince di Lettieri? Cosentino e ho detto tutto”. La piazza si riempie e accoglie il ‘concittadino’ Vecchioni. “Sono anche io napoletano – racconta il cantautore dal palco – i miei genitori sono nati in questa città. Luigi mi ha chiamato due giorni fa, ho cancellato tutti gli impegni per venire e stare insieme a voi”. Vecchioni cita Pericle e il suo ‘discorso agli ateniesi’ e conclude la lettura con una battuta: “ Tutto questo Berlusconi non lo sa”.

“Bisogna pensare quasi esclusivamente ai giovani – racconta Vecchioni al fattoquotidiano.it – oggi sono le cenerentole di questa società, occorre restituirgli speranza di futuro”. C’è spazio anche per un fuori programma quando la piazza intona ‘Bella Ciao’, Vecchioni non si sottrae e canta insieme alla gente. Il cantautore si congeda con ‘Luci a San Siro’, una traccia canora che è un filo per unire Napoli a Milano. “Da queste città – ricorda Vecchioni – possono partire due rivincite clamorose, rappresentative di un disagio del popolo italiano. Come a Milano con Pisapia, anche a Napoli Luigi rappresenta il nuovo. Una novità straordinaria per questa città. Una novità che riesce ad andare oltre gli schemi di destra e sinistra”.

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IL BUNGA BUNGA A BERLUSCONI LO FA MILANO: PERDE LA META’ DEI VOTI (DA 53 MILA DEL 2006 A 27 MILA) E SI SCHIANTA CONTRO IL GENTIL PISAPIA. TORINO E BOLOGNA DEL PD, NAPOLI E MILANO AL BALLOTAGGIO!

Il primo turno delle amministrative si chiude e restituisce alla sinistra un leggero sorriso sul volto. La vittoria della sinistra colpisce tutti, molti uomini, da Piero Fassino stravincitore a Torino, a Virginio Merola che si aggiudica la carica per un soffio a Bologna, da Trieste dove la sinistra va al ballottaggio come primo partito della città, a Cagliari dove dopo anni di strapotere del centro destra, le due coalizioni vanno appaiate al ballottaggio.

Ma l’esultanza maggiore è per Milano, per la vittoria temporanea contro il più grande candidato, Silvio Berlusconi con una Moratti d’accompagnamento. Pisapia fa il colpaccio e porta la città della moda al secondo turno con un incredibile 48%. Nessuno ci credeva, ma tutti speravano in una battuta d’arresto contro il premier, Berlusconi aveva puntato tutto su Milano, candidandosi come capo lista, e i milanesi hanno dato la loro risposta, ormai stanchi di vedere il solito faccione in ogni dove. Letizia Moratti, che non va oltre il 42%, si limita in tarda serata a dichiarazioni di circostanza: ““Il voto è un segnale forte che dobbiamo saper cogliere. Ci vuole una nuova politica del centrodestra”. Intanto si fanno i conti su quando aveva promesso il premier: “Se prenderò meno di 53 mila voti, la sinistra farà il mio funerale”, le preferenze del cavaliere arrivano appena a 27.000. Chi lo ha celebrato il funerale? Intanto il premier si dichiara “sorpreso e amareggiato”.

Disastro per Lassini. L’autore dei manifesti anti-pm si ferma al momento a poche centinaia di preferenze. E non finisce qui. La Lega, “stupita” per dirla con Bossi del risultato, si ferma nel capoluogo lombardo ad un misero 9%, meno 4% rispetto alle regionali. Boni non fa misteri: “Abbiamo perso due a zero”. Salvini è ancora più chiaro: “Nei prossimi 15 giorni parliamo della città, non delle Br”.

Sui volti degli uomini di centrodestra piano piano che la percentuale di copertura degli spogli aumenta, compare il nervosismo. Già prima che sia finito il conteggio, si fa la resa dei conti: se i big tacciano, dentro al partito c’è chi trova il capro espiatorio. Gasparri e Verdini, ammetteno debolmente il forfait ma preferiscono guardare alla pagliuzza in casa del centrosinistra piuttosto che la trave in casa propria. Berlusconi, dal canto suo, non si mostra e non parla ufficialmente, ma dall’entourage trapelano l’insoddisfazione e l’irritazione verso Pisapia, da un lato, e la Lega dall’altro. Il premier è seccato per i continui distinguo del Carroccio, e un confronto a due con Bossi diventa inevitabile. Persino ad Arcore, a casa del Cavaliere, il Pdl non tiene e si presenterà al ballottaggio sconfitto al primo turno dal Pd.

Il centrosinistra festeggia per il successo delle amministrative 2011, ma un tarlo c’è ed è Napoli. Nella città partenopea il centrosinistra campeggiava da anni e forse a causa del degrado della città (spazzatura, rifiuti, e varie) i nuovi candidati di sinistra non hanno retto il colpo. Morcone si ferma attorno al 20% e De Magistris prende il 25% e se ne va al ballottaggio con il candidato del centrodestra Lettieri, fermo al 40%. Il candidato Idv parla di “successo incredibile”. Morcone, chapeau, si limita a dire che evidentemente il suo rivale/alleato ha “raccolto più credibilità” di lui. Resta da vedere cosa il Pd deciderà di fare tra 15 giorni, quando l’unità della coalizione sarà fondamentale per non regalare la città al centrodestra, laddove il centrodestra non è riuscito a vincere da solo.

L’affluenza generale – La percentuale dei votanti è stata del 71,09% per le comunali e di circa il 59,63% per le provinciali, con un calo medio di circa l’1,5%%.

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