18 May 2012

MA BERLUSCA HA PERSO IL LUME? DAL CONTO DEL CAVALIERE 127 MILA EURO A FAVORE DI MINETTI E GEMELLE DE VIVO! CAUSALE? UN REGALINO PER TESTIMONIARE A FAVORE NEL PROCESSO RUBY!

Diteci che non è vero, diteci che è tutta una bufala oppure una beffa di Scherzi a Parte. Come può un imprenditore dal lungo trascorso come Silvio Berlusconi aver pagato con bonifici bancari a proprio nome, tre testimoni per il processo del Bunga Bunga? No, non ci possiamo credere. La storia è questa:

L’imputato paga 127 mila euro a tre testimoni. Qualche sospetto? Se pensiamo che l’imputato del caso si chiama Silvio Berlusconi e le testimoni sono Nicole Minetti e le gemelle De Vivo, si. Ma come è possibile? Il Cavaliere ha proprio smarrito la via di casa?
La storia, che si stenterebbe a credere se non esistessero le contabili bancarie acquisite dalla Procura dopo la segnalazione dell’Unità di informazione finanziaria (Uif) di Banca d’Italia, affiora mercoledì dalle «indagini suppletive» notificate a sorpresa dai pm Ilda Boccassini e Antonio Sangermano sia ai difensori di Berlusconi, nel processo dove l’ex premier (prossima udienza lunedì) è imputato di prostituzione minorile per i rapporti con la minorenne marocchina Karima «Ruby» el Mahroug e di concussione per le pressioni sulla Questura milanese la notte del 27 maggio 2010, sia ai legali di Minetti-Mora-Fede nel processo (prossima udienza domani) dove l’ex igienista dentale, l’impresario di starlette tv e l’ex direttore del Tg4 sono imputati di favoreggiamento della prostituzione nelle «cene eleganti» ad Arcore.

La Minetti il 14 ottobre 2011 vede magicamente arrivare, sul conto bancario in Banca Intesa San Paolo, 15.000 euro, inviatigli come “prestito infruttifero” dal Cavaliere Pompetta. Il mese dopo sempre per volontà divina ne arrivano altri 40.000 euro senza causale descrittiva. Il primo luglio 2011, sempre dal proprio conto personale, Berlusca bonifica sul conto di Enzo De Vivo (padre delle gemelle napoletane), 42.000 euro e il 7 ottobre altri 30.000 euro.

Un caso? Ma soprattutto a Berlusca, nessuno ha insegnato che in questi casi è meglio il contante? Forse no e questo ci stupisce.
Interrogato il 5 aprile scorso, Enzo De Vivo, aveva ammesso di aver ricervuto la somma dal Cavaliere per un aiuto alle figlie. Ma come sarà gentile questo Cavaliere? Non fosse che le tre ragazze sono le testi ufficiali del processo Ruby e del bunga-bunga, testimoni che avrebbero, ovviamente, dovuto difendere Berlusconi.

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CASO RUBY: INIZIA IL PROCESSO A FEDE, MINETTI E MORA


Disertano l’aula gli imputati Minetti, Fede e Mora e lasciano ai loro avvocati il compito di difenderli dall’accusa di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile. Ognuno, secondo le ricostruzioni, avrebbe avuto un preciso ruolo nello svolgimento delle serate a casa del Presidente del Consiglio: chi avrebbe dovuto ingaggiare le ragazze e chi avrebbe dovuto istruirle al rito del Bunga Bunga secondo precisi dettami, ruolo questo ricoperto dalla Minett, ascoltata anche nel corso di un’intercettazione riferire ad un’amica le seguenti parole: ““Non me ne fotte un cazzo se lui è il presidente del Consiglio o, cioè, è un vecchio e basta. A me non me ne frega niente, non mi faccio prendere per il culo. Si sta comportando da pezzo di merda pur di salvare il suo culo flaccido”. E la guerra dei Roses si preannuncia solo all’inizio, come riferisce il giornale ‘Il Fatto Quotidiano’

Gli obiettivi, però, sono tutti puntati sul collegio di avvocati dei possibili parti civili. Primi fra tutti i legali di Karima El Mahroug, in arte Ruby. La diciottenne marocchina al centro dello scandalo che vede implicato in un altro processo il presidente del Consiglio, accusato di prostituzione minorile e concussione. Egidio Verzini, il legale che assiste Ruby, ha annunciato ai cronisti prima di entrare che Karima potrebbe costituirsi parte civile sia nell’udienza preliminare a carico del trio Fede, Minetti, Mora e sia nel processo che si celebra con rito immediato nei confronti del Cavaliere. “Stiamo valutando gli atti per decidere”, ha dichiarato Verzini.

Il processo si dividerà in due parti: la prima dedicata alle accuse mosse ai tre imputati, la seconda alla trascrizione delle intercettazioni telefoniche. A tale proposito i procuratori aggiunti Pietro Forno, Ilda Boccassini e il pm Antonio Sangermano hanno chiesto la nomina di un perito che trascriva le telefonate da utilizzare nell’udienza di merito. Altra questione non di poco conto, è il possibile avanzamento della richiesta da parte dei legali di Mora, Fede e Minetti di trasferire il processo dal Tribunale di Milano a quello di Monza, tribunale sotto la quale giurisdizione rientra il capoluogo di Arcore, dove si sarebbero svolti i fatti.

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RUBY NUOVA MUSA DI WOODY ALLEN?

Dopo Diane Keaton, Mia Farrow, Scarlett Johansson e Penelope Cruz potrebbe essere Ruby la nuova ispirazione del geniale regista americano?
E la giovane Ruby non perde tempo: sfruttando la pubblicità mediatica derivatagli dal processo che porta il suo nome, invoca uno dei più illuminati registi dei nostri tempi, rivelando il proprio sogno di prendere parte ad uni dei suoi film ed essere diretta da lui. E’ vero, del resto, che era stato proprio Allen ad esprimersi in modi positivo, in seguito ad una domanda rivoltagli sulla soubrette, affermando che la trova affascinante e attraente e … chissà … forse sa anche recitare!
A questo si è attaccata la Rubacuori di Arcore, manifestando apertamente l’invidia suscitatagli dalla Première dame di Francia Carla Bruni, recentemente in una piccola parte nell’ultimo film di Allen girato a Parigi: “Lì avrei voluto essere io al suo posto! Cosa ho io meno della prima dama di Francia? Lei è una donna solo più fortunata di me. È nata ricca e magra. Io ho dovuto lottare per conquistare tutto”, afferma Ruby … intanto aspettiamo di vederla recitare nel film che la riguarda più da vicino: il processo a Mr B.

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IL NEW YORKER DIPINGE L’ITALIA DI SILVIO BERLUSCONI: RIUSCIRA’ A SALVARSI DAL TORNADO RUBYGATE? GLI USA DICONO DI NO!

Arriva anche il New Yorker ha dedicare un pezzo al Cavaliere e su ciò che ora lo caratterizza più delle elezioni amministrative e di un governo che stenta, e cioè il RubyGate. Dettagli che sono già ben noti alle cronache italiane: ma non a quelle americane evidentemente, o, almeno, non con questa intensità. E dunque non stupisce che Ariel Levy, cronista del patinato settimanale liberal della grande Mela, si aggiri per Milano e per Roma, intervistando e raccontando tutti i protagonisti dello scandalo che ha sconvolto l’Italia e forse anche oltre.

La domanda che si pone il settimanale americano è: riuscirà il Cavaliere ad uscire indenne anche dalla più devastante storia giudiziaria incardinata presso il Tribunale di Milano? Il New Yorker crede di no:

Se sia o meno colpevole, è davvero improbabile che possa passare l’eventuale sentenza da tre o più anni che consegue al crimine di aver pagato una minorenne per fare sesso. (Se fosse andato a letto con lei per nulla in cambio, non ci sarebbe processo: l’età del consenso in Italia è quattordici anni). Ma il Rubygate potrebbe essere lo scandalo che porta a termine la sua carriera politica. Anche se il suo mandato non scadrà prima del 2013, il suo tasso di approvazione è caduto al 30%, un minimo storico, e potrebbe perdere la sua maggioranza in parlamento se i deputati iniziassero a scappare in massa – in che potrebbe diventare politicamente necessario. “Viviamo alla giornata”, mi ha detto Deborah Bergamini. Due settimane fa, il PdL ha sofferto una sconfitta storica nelle elezioni regionali. Il sindaco di Milano, per il quale Berlusconi ha fatto una vigorosa campagna elettorale, è stato costretto al ballottaggio, che probabilmente perderà. Sarebbe la prima volta da più di un decennio che il partito di Berlusconi finisca per perdere il controllo della sua città natale.

Sembra che l’Italia sia imperversata da un forte interesse dell’estero verso di lei. Ma pare altrettanto che questo interesse sia circoscritto alle disavventure del nostro Premier. Domani riprenderà la vicenda processuale, all’indomani del risultato sul ballottaggio dei comuni di Milan e Napoli, ma sappiamo già che il Cavaliere non sarà presente per impegni politici in Romania.

Secondo il New Yorker la partita berlusconiana sul RubyGate si è giocata sul corpo delle donne, grazie anche a quella manifestazione in Piazza del Popolo dove tutte le donne d’Italia si univano contro l’utilizzo del corpo e forse anche molto di più.

Cristina e Francesca Comencini, le sorelle che hanno messo in piedi Se non ora Quando?, sono rimaste sconvolte dal successo della manifestazione. “L’abbiamo organizzata in 25 giorni”, dice Francesca, 49 anni, capelli rossi e lentiggini, elegante persino in pantaloncini. “Abbiamo fatto tutto senza saper bene come”, ha detto. “Abbiamo creato il blog in una notte, e già la mattina dopo l’abbiamo aperto e avevamo 200 risposte”. La protesta è stata messa in piedi interamente via e-mail, e le sorelle non sapevano come impostare l’auto-reply. “Perciò stavamo qui, e rispondevamo personalmente a 500 persone”.

La cronista del settimanale ha anche parlato con uno di coloro che era davanti al Tribunale di Milano a sopportare Berlusconi (vi ricordate lo scandalo dei “pensionati” pagati per diventare fan del Cavaliere?):

Un meccanico di nome Massimo ha una differente spiegazione per il raduno fuori dalla procura Milanese (a supporto di Berlusconi, ndt): “Siamo qui perchè ci danno lasagna e torta”, ha detto, ma aggiungendo di essere contrario ai giudici attivisti. “Il presidente non è necessariamente un uomo sano, ma dobbiamo discutere i problemi in maniera democratica.”

Con un altro di questi supporter la cronista ha un incontro ravvicinato non del tutto privo di conseguenze.

Un affabile sessantaseienne chiamato Michele Lecce, vestito in maglione celeste, mi ha spiegato. “Se una donna arriva senza vestiti e con il seno di fuori, non si può dire di aver commesso violenza sessuale”. Lecce, già sindacalista, dice di considerare Berlusconi “un uomo brillante”, aggiungendo, pieno di malinconia: “Se solo avessi i soldi che ha, sarei al top circondato di belle ragazze. Magari poi non farei niente, ma sarebbe un bel modo di andare in giro”. Ha sorriso dolcemente e ha urlato dall’altra parte della strada ai manfiestanti: “Siete tutti gay! Noi abbiamo l’uomo che fa sesso!” Poi si è girato e mi ha detto: “Vedi, tu sei una ragazza – voglio baciarti”. Mi ha dato un bacio sulla guancia e ha concluso, felicemente: “Questa è la natura”. (…)Mi ha messo le sue mani sulle spalle e mi ha chiesto se volevo un caffé. Gli ho spiegato che dovevo rimanere lì per lavoro. Mi ha guardato dispiaciuto, poi ha avuto un lampo. Ha tolto le mani, ha sogghignato e ha detto: “Posso cambiare!”

Ecco l’Italia raccontata all’estero, ecco l’immagine che il nostro paese dà agli altri, un’apparenza al limite del ridicolo che spesso sfocia nell’impensabile. Ma una sola apparenza o anche una sostanza che non c’è più?

 

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PROCESSO MEDIASET: DOVEVANO ESSERE 1000 MA SE NE PRESENTANO SOLO 200 I FAN DEL PREMIER AL GRIDO “SILVIO RESISTI”. BERLUSCONI PARLA DI RUBY: “L’HO PAGATA PER NON FARLA PROSTITUIRE…”.

La mattinata di oggi inizia in un modo sorprendente, Berlusconi si presenta davanti ai giudici per il processo sui diritti televisivi di Mediaset. Inizia come forse mai si è visto, un capo di un governo chiamato a presentarsi al Palazzo di Giustizia come imputato. Ma questa è l’Italia, a cui ormai ci siamo abituati.

Berlusconi viene accolto da un gruppo di fan accaniti, schierati in pompa magna fuori dal Tribunale per sostenere il Premier. “Le truppe cammellate” del Pdl come le chiama il Fatto Quotidiano, radunate dal coordinatore regionale del pdl, Mario Mantovani, che aveva dichiaro solo ieri, che ci sarebbero state mille persone. Mille non sono, ma ben 200, portati con il pullman, armati di slogan, cartelloni, tutti  all’indirizzo dei magistrati.    Il premier una volta uscito dall’udienza ha commentato ”Ho passato una mattinata surreale”. Qualche ora prima, al momento di entrarvi, Berlusconi aveva provato a ribaltare i ruoli – da imputato ad accusatore – con un nuovo show davanti ai taccuini dei cronisti.

Tra queste, un’affermazione sul caso Ruby: “Alla ragazza ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse” afferma Berlusconi. “L’avevo aiutata – aggiunge – e le avevo persino dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un’amica, che lei avrebbe potuto realizzare con un laser per la depilazione per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta, per portarla anzi nella direzione contraria”.

Berlusconi poi torna a ribadire che il suo diretto intervento, al telefono con la Questura di Milano, la notte tra il 27 e 28 maggio 2010, fu dettato dalla volontà di “evitare un incidente diplomatico”. “Io sono sempre cortesissimo – spiega il premier – e ho chiesto un’informazione, preoccupato per una situazione che poteva dar luogo a un incidente diplomatico. Successivamente mi è stato risposto che la ragazza non era egiziana, ed è caduto tutto. Quindi non c’è alcuna concussione. Accuse risibili, demenziali e infondate”. Il premier poi sottolinea che la ragazza marocchina “ha sempre detto di non avere mai ricevuto avance da parte mia”.

E le intercettazioni telefoniche, che lo inchioderebbero? Per Berlusconi “in un Paese serio non sono una prova, perché sono assolutamente manipolabili”.  Inoltre, Berlusconi, offre anche un’analisi “psicanalitica” delle telefonate notturne. “Quando si parla al telefono sul far della notte si è più in una zona onirica che nella zona della realtà”.

Insomma un Berlusconi che al processo per il caso Ruby non si presenta, ma che a quello dei diritti Mediaset parla delle faccende con la ragazza marocchina.

 

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IL PROCESSO DELL’ANNO DURA APPENA 5 MINUTI, ARRIVEDERCI AL 31 MAGGIO. RUBY NON SI COSTITUISCE PARTE CIVILE E IL PREMIER MANDA UNA LETTERA PER LA SUA ASSENZA SCONTATA: “VOLEVO VENIRE MA AVEVO ALTRO DA FARE…”.

Il processo dell’anno inizia ma finisce dopo soli 5 minuti. L’imputato non si presenta davanti ai giudici, come già era scontato. Il giorno tanto atteso da tutta Italia e anche dall’estero dura il tempo di battere  il martelletto sul banco, i minuti giusti per ascoltare la richiesta di costituzione di parte civile dell’associazione Arcidonna e rinviare la causa al 31 maggio.

In aula per l’accusa c’erano i pubblici ministeri Antonio Sangermano e Ilda Boccassini mentre per la difesa era presente l’avvocato Giorgio Perroni. Ruby non si è costituita parte civile perchè, come ha spiegato l’avvocato, la ragazza ha subito danni mediatici e non imputabili a Silvio Berlusconi.  L’aula un’ora prima dell’inizio dell’udienza era gremita di giornalisti ammessi in aula dopo severi controlli, su chiamata nominale. Fuori del Tribunale una cinquantina di contestatori e una trentina di sostenitori del premier si sono fronteggiati a botte di slogan e cartelli.

Ma perchè l’imputato non c’era?  Silvio Berlusconi, attraverso una lettera depositata dal suo legale ai giudici, ha fatto sapere che avrebbe voluto “partecipare” all’udienza, ma fa presente di avere oggi “impegni istituzionali”. Il premier ha consentito comunque lo svolgimento dell’udienza anche in sua assenza senza alcun legittimo impedimento.

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“IO SONO IL COMANDANTE D’ITALIA E DELLA POLIZIA, TRANQUILLA RUBY!” PAROLA DI SILVIO BERLUSCONI. SAPEVAMO DI ESSERE SOTTO DITTATURA?

In una telefonata Ruby si trasforma  in bambina: “Mamma, non mi basta vederti un minuto all’aeroporto”. In altre è una donna navigata: “Mamma, non parlare di Silvio con la polizia”. Su quanto sia stata e sia difficile la vita di Ruby-Karima, scappata di casa e approdata minorenne a Villa San Martino, ad Arcore, non è lecito nutrire dubbi. Ma qualche altro indizio, sul come e perché Silvio Berlusconi sia imputato al processo per concussione e prostituzione minorile, arriva da un deposito di telefonate che non ti aspetti. Quello tra Ruby e sua madre Zahra, detta Naima. CIoè è strano, la marocchina aveva più volte detto di non aver alcun rapporto con i genitori, ora però spuntano dialoghi, frasi, preoccupazioni proprio con la madre.

“Non m’interessa quel che dice la polizia. Ti ho detto che quando conosci il re della polizia non temi quei piccoli cani, cerca di capire il mio discorso”, sbotta Ruby il primo ottobre. Sua madre è stata interrogata il giorno prima, appare preoccupata: “Insistevano…”, dice. Ma Ruby non accetta obiezioni: “Lui – rilancia – ogni giorno mi chiama e mi dice: “Stai tranquilla, Ruby, quando compirai diciotto anni verrai da me a casa, davanti a tutta la polizia, i carabinieri eccetera. E sarò io a sistemarti i documenti, perché sono io quello che comanda in Italia e non la polizia”". Il riferimento è chiaro il “comandante d’Italia e della polizia” sarebbe il nostro premier Silvio Berlusconi.

Ancora il 30 settembre scorso quando mamma Naima attendeva l’interrogatorio e c’era uno scambio di battute in famiglia che i detective sintetizzano cosi:
“La ragazza dice alla madre di negare tutto quello che riguarda Silvio e di dire di non sapere nulla”.
“La madre chiede il perché… cosa intende. La ragazza spiega: “Silvio il presidente d’Italia”".
“La donna replica: “Noi non abbiamo sentito nulla di lui, non sappiamo nulla. Quella cosa non la dirò così come tu non ci mandi nulla e non abbiamo preso nulla da te, d’accordo?”".
“La ragazza replica: “… e di me non sapete nulla, dai, ti saluto”.
E Ruby, dopo un simile botta e risposta, ribadisce al padre quanto volesse sentirsi sicura: “Stanno interrogando la mamma, l’ho chiamata verso le nove e le ho detto di non dire nulla su Silvio”. Ma Silvio chi? Potrebbero aggrapparsi a questo, a questa mezza omissione che parla di un nome ma non di un cognome, per difendere l’imputato, gli avvocati del Cavaliere?

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BERLUSCONI AMMETTE: “IO SONO LA CARITAS, PAGO DENTISTI, UNIVERSITA’, MUTUI A QUESTE RAGAZZE, MA A 75 ANNI COME POTREI ANDARE A LETTO CON 33 DONZELLE? E POI HO LA FIDANZATINA”.

“Vi pare che a 75 anni possa andare a letto con 33 ragazze?” a dirlo è il nostro premier che ha deciso di parlare, di dire tutta la verità, proprio tutta. La situazione è grave ma secondo Silvio è necessario ancora ironizzare e decide addirittura di rilasciare un’intervista a Repubblica.

«So che siamo diversi. Siamo su opposte barriere. Ma vi parlo con la mano sul cuore. Questa volta seguo il mio istinto e voglio spiegare come stanno davvero le cose». Chiuso a palazzo Grazioli legge le agenzie con le notizie che annunciano la chiusura delle indagini per il processo “Minetti Fede-Mora’’. I flash delle agenzie piombano sul tavolo di Silvio Berlusconi. E offrono il resoconto di quel che hanno riscontrato i magistrati di Milano. L’agenda serale del presidente del consiglio a quel punto cambia segno. La sua attenzione è catturata solo dalle carte dell’inchiesta. Decide di sfogarsi, anche con chi «si trova su sponde opposte». E annuncia: «Andrò in tva spiegare tutto e a difendermi. Andrò a tutte le udienze».

Poi continua:

Pago dentisti, tasse universitarie, interventi chirurgici. Sono una Caritas, felice di poterlo fare.  Giuro che avevo parlato 15 minuti con Mubarak di questa Ruby. Tanti possono confermarlo.-Mentre leggevo quelle agenzie – dice subito – non credevo ai miei occhi. Pensavo che fosse uno scherzo di Bonaiuti». I documenti dei pm, in realtà, non sono uno scherzo. «Ma le pare possibile? È mai possibile che quelle cose rispondano al vero? Hanno messo in piazza 33 ragazze che passeranno il resto della loro vita con il marchio della prostituta. E invece erano ragazze che hanno avuto solo il torto di partecipare a cene con il presidente del consiglio in cui c’erano tre musicisti e 6 camerieri. Di questi sei camerieri, tre venivano da un’agenzia e quindi non erano miei dipendenti. Cene spensierate, eleganti. Le ragazze facevano quattro salti in discoteca. Da sole, perché a me non è mai piaciuto ballare. Niente di più. E ora vedo queste cose allucinanti».

La più scandalosa, secondo il premier, sarebbe quella che risulta dall’insieme dei rapporti:

Io non posso credere a un uso della giustizia così barbaro e così lontano dalla realtà. Io poi ho 75 anni e sebbene sia birichino… 33 ragazze in due mesi mi sembrano troppe anche per un trentenne. Sono troppe per chiunque. Eppoi c’è un ostacolo in più». Quale? «Ho sempre avuto vicino a me la mia fidanzatina che per fortuna sono riuscito a tenere fuori da questo fango. Se avessi fatto tutto quello che dicono, mi avrebbe cavato gli occhi. E assicuro che ha anche le unghie lunghe. La verità è che la giustizia di questi signori è senza senso». E allora a cosa servivano tutti quei bonifici del ragionier Spinelli? «Ma anche su quellavicenda ho visto cose allucinanti. Io non ho mai pagato una donna invita mia. E poi può malessere possibile che uno paghi con dei bonifici bancari una prestazione sessuale? Ma dove si è mai visto?  Alcuni di quei bonifici servivano a pagare il mutuo ai genitori di una ragazza. Dei signori in difficoltà. È chiaro che queste persone sono anche attirate dal fatto che io sono una persona con certe possibilità. Ma io ho sempre aiutato e l’ho fatto anche con tante altre persone. Andrò in tv: per spiegare tutto questo, perdifendermi e difendere quelle ragazze. E parteciperò a tutte le udienze dei processi. Anche se non sarà facile».

E’ una promessa premier?

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IL TENTATIVO DI CAMUFFARE LA DATA DI NASCITA NON BASTA, CHE PECCATO, RUBY AVEVA SOLO 16 ANNI LA PRIMA VOLTA AD ARCORE!

La procura di Milano ha chiuso le indagini nei confronti di Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede, tutti accusati di favoreggiamento e induzione alla prostituzione di ragazze maggiorenni e non. Secondo i pm la giovane Ruby infatti sarebbe stata adescata alla tenera età di 16 anni, il primo contatto con Mora e Fede, infatti risalirebbe al settembre 2009. Oltre a Ruby il reato di induzione e favoreggiamento della prostituzione porterebbe in risalto anche altre 32 ragazze, tutte maggiorenni. I tempi quindi si dilaterebbero: nella nota dei pm infatti si legge che il periodo di riferimento comprenderebbe l’asse di tempo tra gli inizi del 2009 e il gennaio 2011, quando ci sarebbero state le ultime feste ad Arcore.
Il tentativo di camuffare la data di nascita di Ruby non è bastato agli indagati. Vi ricordate?

Improvvisamente due emissari sbarcano in Marocco. Chi li ha mandati? Il compito sarebbe quello di falsificare i certificati di nascita e renderla maggiorenne. Lo scooppone  lo fece il Fatto Quotidiano, a firma Lorenzo Galeazzi, Vittorio Malagutti e Massimo Paradiso. La funzionaria dell’anagrafe il 7 febbraio si è vista avvicinare da due uomini: “Credo venissero da Milano, mi hanno offerto una somma importante, ho detto no”. Una notizia che scotta, l’ennesima, che compare nelle pagine dell’inchiesta Ruby Gate. Due italiani, accompagnati da un interprete marocchino sarebbero arrivati a Fkih Ben Salah “Si sono presentati in municipio e hanno chiesto di cambiare i dati anagrafici di una certa Karima El Marough” spiega la funzionaria intervistata dai giornalisti del Fatto. Il piano era sostituire il documento con un altro, così Ruby nata a Fkih il primo novembre del 1992 sarebbe invecchiata di un paio di anni. Giusto il necessario per renderla maggiorenne difronte a Silvio. Ma Fatima, la funzionaria dell’anagrafe, non ha accettato di diventare loro complice. Ma la sfortuna del nostro Premier è che Fatima non s’è fatta corrompere e quindi Ruby il 6 Aprile, ormai in netto avvicinamento, davanti ai giudici comparirà con la sua giusta età. Un vero e proprio peccato visto che “Nei centri minori del Marocco l’anagrafe non è informatizzata. I nuovi nati vengono registrati in libroni scritti a mano e compilati in ordine cronologico…. E con l’aiuto di un funzionario compiacente si può compilare un estratto di nascita falso e questo inizialmente sarà sufficiente a ingannare il pubblico”. Esperimento non riuscito, che peccato!

 

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LE VOCI DELL’ESTRATTO CONTO DI SILVIO: ARCORINE, AVVOCATI, CASE, GIOIELLI, CRAVATTE, NEL SOLO 2010 SI ARRIVA A 34 MILIONI. ANCHE I FIGLI “PELANO” OGNI 15 GIORNI. CARO EH IL PREZZO DEL SESSO!

Tutti a fare i conti con le spese a fine mese, corrente, acqua, luce, gas, la spesa al supermercato. Queste sono le voci che generalmente compaiono nel nostro estratto conto. Ma in quello di Sivlio? Ci sono i 562 mila euro già noti come regalo a 14 ragazze giovani e formose, certo. Ma anche l’«una tantum» di 100 mila euro alla ex «rossa» del Grande Fratello, i consistenti giroconto a cadenza quasi quindicinale a favore dei figli Marina e Pier Silvio, le spese di 675 mila euro per mantenere e arredare il castello di Paraggi o di 900 mila alla Flat Point per manutenzione-elettricità-acqua della residenza ad Antigua, i 441 mila all’avvocato-parlamentare Ghedini e il mezzo milione ad altri legali, anche 24.960 euro al costituzionalista Nicolò Zanon (per un parere pro-veritate) poi eletto al Csm dal Parlamento, accanto ai 20 mila alla mamma di Noemi Letizia e ai 100 mila al pianista-dj delle feste Danilo Mariani.

E ancora 120 mila euro al negozio di cravatte e foulard Marinella, 65 mila al gioielliere Eleuteri (boutique che il premier già apprezzava ai tempi di Stefania Ariosto), oltre 300 mila euro a un fornitore di tessuti, 650 mila in antiquari e gallerie d’arte, quasi mezzo milione in voli d’elicottero e altrettanti a un immobiliare in affitti.

Pur nel suo arido aspetto tabellare, l’estratto conto bancario narra un anno di Berlusconi, però dal punto di vista del suo borsellino della spesa. Tra i tanti conti che il premier ovviamente ha, infatti, questo allegato agli atti dell’inchiesta Ruby (senza più gli omissis che lo costellavano invece nella richiesta di giudizio immediato di Berlusconi) è uno dei suoi personali, il n. 129 al Monte dei Paschi di Siena, materialmente gestito dal ragionier Spinelli. La Procura lo ha acquisito perché da lì sono partiti i prestiti infruttiferi sia ad alcune delle ragazze ospiti delle notti di Arcore (come i 115 mila euro all’ex meteorina Alessandra Sorcinelli in accrediti mensili da 10 mila) sia ad altre ragazze, tutte accomunate da virtù estetiche e aspirazioni nel mondo dello spettacolo: come Angela Sozio (100 mila euro, era una delle ragazze immortalate da Oggi nel 2007 con il premier alla Certosa), Maria Alonso Adelina Escalona (50 mila), Valentina Costanzo (40 mila), Mariagrazia Veroni (36 mila), Anna Restivo (32 mila), Astrid Konstanze Girth e Nicole Minetti (31 mila), Albertina Carraro e Erminia Salmieri (30 mila), Anna Palumbo (20 mila, è la mamma di Noemi Letizia), Beatrice Concas (19 mila), Eleonora Gaggioli (17 mila, fu a un passo dalla candidatura europea nel Pdl), Monica Cheorleu (6 mila) e Sabrina Valentina Frascaroli (5 mila).

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