Dopo il giallo delle Olgettine, scomparse nel nulla, oggi c’è anche quello degli ex ministri. Che fine hanno fatto Tremonti e compagnia? Qualcuno si presenta per la par condicio in tv nei vari programmi politichesi, altri ogni tanto fanno qualche affermazione da peli alti sulle braccia. Oggi parliamo di Giulio Tremonti, il professore.
Con Berlusconi è rottura definitiva, le anticipazioni erano già arrivate prima della caduta del governo. Senza Pdl, Tremonti dove andrà? Uscirà dalla politica? Fonderà un partito suo? L’ex ministro dell’Economia starebbe pensando di creare un nuovo gruppo parlamentare autonomo (anche perchè anche la Lega gli ha dato il ben servito). Il Pdl ha indicato come capro espiatorio delle disfatta proprio lui, il padre della manovra economica: “Se non ci avesse messo sempre i bastoni tra le ruote, se non mi avesse fatto passare in Europa per quello che voleva annacquare la manovra, a quest’ora sarei ancora a Palazzo Chigi” dichiara Berlusconi.
Chiuso il capitolo Berlusconi, quindi quale potranno essere le mosse di Tremonti? Ora Tremonti si ritrova senza più un partito. Al di là delle frecciatine caustiche del Cavaliere, sono suonate come una scomunica le parole di Angelino Alfano, segretario del Pdl, nei confronti dell’ex inquilino di via XX Settembre. “Non voglio parlare di Tremonti, ci sarebbero conseguenze negative”, ha dichiarato Alfano.
Quindi un partito autonomo? Secondo suoi fidi collaboratori, l’ex ministro e guru dell’Economia avrebbe altri progetti rispetto alla realizzazione di un nuovo gruppo parlamentare. Si parla della creazione di una Fondazione intorno alla quale dar vita a un nuovo centro di azione politica per il futuro. Una scelta a ribasso forse perché non è riuscito a trovare un numero sufficiente di parlamentari disposti a seguirlo. Maurizio Del Tenno, collaboratore della Brambilla e conterraneo di Tremonti, sarebbe uno di questi. Insieme a Giorgio Jannone e Maria Teresa Armosino. Ma tutti avrebbero declinato l´offerta. Il motivo è semplice: nessuno vuole finire nel tritacarne mediatico-comunicativo dell’ex premier, visto che oggi è Tremonti l’uomo su cui far ricadere le responsabilità del disastro. Così, raggiungere la soglia dei 20 deputati che permette di costituire un gruppo autonomo, sembra si sia rivelata un’impresa praticamente impossibile.
Se pensiamo all’ascesa di Tremonti, scelto intimamente dal Cavaliere e adesso rigettato nel fango come l’ultimo dei figli, bè, un pò di dispiacere sovviene. Che ne sarà di lui?
























